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L'Inail è andata a cercare i tecnici della sicurezza in università

L’Inail è andata a cercare i tecnici della sicurezza in università

Inail incontra laureandi a Udine per la prevenzione. Pubblico concorso per 83 tecnologi: 65 nelle unità territoriali, 18 al DIT.

L’età media dei dipendenti pubblici è di 49,8 anni e i profili tecnici sono quelli che rischiano di più

Nella pubblica amministrazione italiana solo il 5% dei dipendenti ha meno di 30 anni, quasi il 40% ha tra i 50 e i 59 anni e l’età media è di 49,8 anni. Con questi numeri in mente si legge meglio una scena di dieci giorni fa. Mercoledì 21 ottobre, nel dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Udine, in via Tomadini 3, la direzione regionale dell’Inail ha incontrato laureandi e laureati per parlare di prevenzione e tutela dei lavoratori. La partecipazione era stata annunciata il 16 ottobre con una notizia pubblicata sul portale dell’Istituto. Non è un evento di cronaca: è un piccolo segnale di come gli enti della sicurezza stanno affrontando il ricambio delle competenze.

Una pubblica amministrazione che invecchia

I dati anagrafici vengono dall’ARAN, l’agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, e sono stati discussi in un confronto di FORUM PA sul lavoro pubblico e sui giovani. Non descrivono un’emergenza dell’ultima ora. Sono un quadro strutturale che pesa in modo particolare sui ruoli tecnici. Chi verifica impianti, valuta prodotti o accompagna le imprese nella gestione dei rischi accumula esperienza in molti anni di lavoro sul campo. Se metà di quelle competenze si avvicina alla pensione nello stesso periodo, il problema riguarda la continuità della prevenzione e non solo l’organico. La domanda pratica è dove si trovino oggi i tecnici della sicurezza di domani. A Udine, qualcuno è andato a cercarli direttamente in aula.

Un mercoledì in via Tomadini: la prevenzione si presenta ai laureandi

Il contenitore è un format collaudato dell’ateneo friulano. Con i Mercoledì del Placement dell’Università di Udine, laureati e laureandi possono sostenere colloqui e consegnare il proprio curriculum alle realtà partecipanti. Gli incontri si tengono di solito il mercoledì pomeriggio. L’edizione del 21 ottobre era promossa dal Career center ed era rivolta a chi, alla fine degli studi, voleva conoscere da vicino le opportunità professionali disponibili. Il programma prevedeva le presentazioni di enti pubblici, aziende e imprese del territorio, seguite da colloqui one-to-one con i referenti delle organizzazioni presenti.

Qui sta il punto interessante. In una giornata pensata soprattutto per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, l’Inail Friuli-Venezia Giulia si è proposto per presentare le attività dell’Istituto, i suoi principali ambiti di intervento e le opportunità professionali legate alla missione di prevenzione e tutela dei lavoratori. Un’aula di giurisprudenza non è il luogo dove ci si aspetta di parlare di sicurezza sul lavoro. Proprio per questo il segnale ha valore: la prevenzione non è solo materia per ingegneri e tecnici di cantiere. Richiede anche persone capaci di leggere norme, interpretare obblighi e dialogare con le imprese.

Secondo l’Istituto, la partecipazione rientra nel percorso di collaborazione con il sistema universitario regionale. Si inserisce anche nelle iniziative per far conoscere le professionalità interne, aprire un dialogo con le nuove generazioni e diffondere la cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. Sugli esiti dei colloqui le fonti non dicono nulla, ed è corretto non attribuirne. Resta aperta una domanda concreta: oltre al colloquio di orientamento, quali porte esistono davvero per chi vuole fare della prevenzione un mestiere?

Dagli impianti al territorio: le 83 porte del concorso Tecnologi

Una risposta formale si trova nel concorso pubblico pubblicato sul portale InPA. L’Inail ha indetto una selezione per titoli ed esami per assumere a tempo pieno e indeterminato 83 unità con profilo di Tecnologo, III livello professionale. Il dettaglio della ripartizione dice molto su dove si concentra la domanda di competenze. Diciotto posti sono destinati al Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici (DIT), Area 1 A. Gli altri 65 sono destinati alle Unità Operative Territoriali (UOT), Area 1 B.

Per chi lavora ogni giorno con macchine e impianti la distinzione è facile da tradurre. Il DIT è il livello in cui si studiano la sicurezza degli impianti, dei prodotti e degli insediamenti. Le UOT sono la presenza dell’Istituto sul territorio, a contatto con le realtà produttive. Il fatto che quasi otto posti su dieci siano territoriali indica che il fabbisogno più ampio riguarda proprio la prossimità. Requisiti e scadenze vanno verificati direttamente sul bando: qui interessa la direzione di marcia. A chi studia diritto, ingegneria o discipline tecniche resta una domanda costruttiva: è pronto a considerare la sicurezza sul lavoro una carriera, e non solo un capitolo d’esame?

Il messaggio della giornata di Udine è positivo e molto pratico. La prevenzione non vive soltanto di norme, verifiche e procedure, ma delle persone che le applicano con competenza. Avvicinare i giovani laureati agli enti della sicurezza, con gli incontri di placement in aula e con i concorsi tecnici, è il modo più concreto per garantire che chi lavora accanto a una macchina o dentro un impianto resti tutelato anche domani. In una pubblica amministrazione con un’età media vicina ai cinquant’anni, anche il ricambio generazionale fa parte della prevenzione.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire