Prototipo LABORIUS-PROMETEO presentato al Lingotto: validazione con pazienti avviata con Fondazione Don Gnocchi.
Una macchina che accompagna il passo di chi fatica a camminare. Per quattro giorni, dal 18 al 21 ottobre 2026, il Centro Congressi Lingotto di Torino ha ospitato uno stand dimostrativo dedicato a LABORIUS/WANDER, un dispositivo robotico pensato per assistere le persone con difficoltà di deambulazione. L’occasione era il 54° Congresso nazionale della Società italiana di Medicina fisica e riabilitazione (Simfer), come riporta la notizia pubblicata dall’Inail sul proprio portale. Il congresso si è chiuso da una decina di giorni. A chi lavora sulla sicurezza dei dispositivi interessa meno la dimostrazione allo stand e più il percorso che quel prototipo deve ancora compiere prima di entrare nell’uso quotidiano.
Uno stand al Lingotto e un esoscheletro che deve ancora uscire dal laboratorio
Il dispositivo è stato progettato da Inail, Istituto italiano di tecnologia (IIT) e Sapienza Università di Roma. Al congresso lo ha presentato l’ingegner Alberto Ranavolo, primo ricercatore del Dimeila dell’Inail, nel corso “Bioingegneria della riabilitazione”, dedicato alle potenzialità della robotica intelligente nei percorsi riabilitativi. Lo stand è rimasto aperto per tutta la durata dei lavori: i medici fisiatri presenti hanno potuto vedere da vicino una tecnologia che di solito conoscono solo attraverso pubblicazioni e presentazioni.
Una dimostrazione davanti a un pubblico di specialisti, però, non equivale a un percorso riabilitativo. Lo stand mostra che la macchina funziona in condizioni controllate. Non dice ancora come si comporterà con pazienti diversi tra loro, in reparti diversi, per mesi di utilizzo. Il punto, per un tecnico, è capire che cosa separa le due situazioni e chi se ne fa carico.
Dal bando al paziente: la filiera LABORIUS-PROMETEO
La risposta sta nella catena di progetti che sostiene il dispositivo, e questa catena è documentata. Il primo anello è il progetto BRiC Inail 2022 – ID 57 “LABORIUS”. Secondo la ricostruzione pubblicata da Clicmedicina, la piattaforma nasce dalla collaborazione tra IIT e Inail all’interno di LABORIUS, coordinato dalla Sapienza Università di Roma. Il secondo anello è il progetto BRiC Inail 2025 – ID 23 “PROMETEO”. Lo sviluppo prosegue qui con il coinvolgimento della Fondazione Don Gnocchi: il progetto, avviato lo scorso maggio, prevede ulteriori attività di ottimizzazione e di validazione con pazienti. L’Inail indica entrambi i progetti come orientati allo sviluppo e alla validazione di soluzioni avanzate per la riabilitazione motoria.
Messe in fila, le tappe sono chiare. Prima vengono la progettazione e la prototipazione in un consorzio tra università, centro di ricerca e istituto assicurativo. Poi arriva l’ingresso di una struttura clinica, che porta il dispositivo davanti ai pazienti e ne ricava indicazioni per migliorarlo. Gli attori cambiano a ogni fase, e la Don Gnocchi entra quando serve il confronto con la pratica riabilitativa reale.
Dietro la catena c’è lo strumento che la finanzia, il bando BRiC dell’Inail. Con questo bando l’Istituto punta a promuovere collaborazioni multidisciplinari con il mondo accademico e scientifico. L’edizione 2025 del bando BRiC prevede uno stanziamento massimo complessivo di 14,4 milioni di euro per il primo anno di attività. Tra le linee di ricerca figurano la robotica collaborativa per l’assistenza quotidiana, lavorativa e riabilitativa alle persone con disabilità e l’applicazione dell’intelligenza artificiale ai dispositivi di protezione e all’analisi in tempo reale dei dati. LABORIUS/WANDER si colloca nella prima linea. Il riferimento all’assistenza “lavorativa” va tenuto presente: indica che questi dispositivi sono pensati anche per i contesti in cui la persona con disabilità lavora, oltre che per il reparto di riabilitazione.
Tre lezioni per chi progetta, adotta e mantiene
Se oggi la fase in corso è la validazione con i pazienti, che cosa deve pretendere e verificare chi lavorerà con questi dispositivi? Le responsabilità si distribuiscono su tre figure.
Il costruttore. La filiera LABORIUS-PROMETEO considera la validazione con i pazienti in ambiente clinico, come quella prevista con la Don Gnocchi, una parte del progetto e non un collaudo da fare alla fine. Per gli uffici tecnici significa che i dati raccolti con i pazienti devono rientrare nella documentazione di progetto: ogni scelta di ottimizzazione va motivata con ciò che è emerso in clinica. Costruire così il dossier costa più tempo, ma è anche ciò che permette di difendere le scelte progettuali in caso di contestazioni.
Il datore di lavoro o la struttura che adotta il dispositivo. Il bando BRiC parla di robotica collaborativa anche per l’assistenza lavorativa. Introdurre un dispositivo di questo tipo è quindi una decisione organizzativa, non soltanto un acquisto. L’RSPP (responsabile del servizio di prevenzione e protezione) dovrebbe chiedere al fornitore la traccia della validazione: con quali pazienti, in quale contesto, con quali risultati. Su questa base può poi valutare come il dispositivo si inserisce nei processi, nella formazione degli operatori e nell’organizzazione degli spazi.
Il manutentore. Un dispositivo che nasce da un’ottimizzazione continua, come previsto da PROMETEO, cambia nel tempo. Chi ne cura la manutenzione deve sapere quale versione ha davanti, quali modifiche sono state introdotte e su quale base di validazione si reggono. La tracciabilità delle versioni e delle modifiche è la condizione per intervenire senza alterare, senza saperlo, un comportamento già verificato con i pazienti.
In tutti e tre i casi la regola è la stessa: documentare ogni passaggio di validazione mentre avviene evita di doverlo ricostruire dopo.
Il robot che cammina allo stand fa notizia, ma è il dossier di validazione costruito con i pazienti a garantirne la durata. Chi progetta, acquista o mantiene dispositivi di robotica collaborativa per la riabilitazione dovrebbe chiedere fin da subito la traccia completa del percorso, dal bando alla clinica. È questa traccia a evitare di doverla ricostruire quando qualcosa va storto.