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Cento geometri entrano in cantiere prima del diploma

Cento geometri entrano in cantiere prima del diploma

A Napoli il progetto «…E Adesso???» avvia 100 diplomandi geometri al cantiere prima del diploma, unendo orientamento, sicurezza e legalità.

Il progetto coinvolge 100 diplomandi geometri tra aula, prove pratiche e cantieri, con la sicurezza al centro

Le costruzioni producono ricchezza e continuano a crescere, ma faticano a trovare chi prenda il testimone. A Napoli si prova a sciogliere questo nodo partendo dalle aule degli istituti tecnici. Come ha annunciato l’Istituto lo scorso 20 ottobre, torna a Napoli il progetto «…E Adesso???», giunto alla XVII edizione. Il percorso di orientamento coinvolge circa 100 diplomandi geometri e li accompagna verso il cantiere ancora prima del diploma. Al centro ci sono due temi che di solito i ragazzi incontrano solo a lavoro avviato: sicurezza e legalità.

Un settore che cresce ma invecchia

I numeri spiegano bene il paradosso. Secondo dati Istat ripresi nel report Inail sull’edilizia 2024-2025, il valore aggiunto del settore è di circa 105 miliardi di euro, pari al 6,1% dell’economia nazionale. Rispetto all’anno precedente è cresciuto dell’1,1%. Un comparto in salute, dunque. Eppure, come rileva la Commissione nazionale paritetica per le casse edili, l’edilizia deve fare i conti con un doppio problema strutturale: la quota di lavoratori anziani aumenta di continuo e il settore attira poco i più giovani. Se il problema è il ricambio, resta da capire chi si occupi concretamente di accompagnare i ragazzi dentro il cantiere.

Dal banco al cantiere: come funziona la XVII edizione

Un primo elemento salta all’occhio guardando chi promuove l’iniziativa. Accanto all’associazione dei costruttori, l’Acen, ci sono due soggetti che di mestiere fanno prevenzione e vigilanza: Inail Campania e l’Ispettorato dell’Area Metropolitana di Napoli. Collaborano al progetto anche il Collegio dei geometri e geometri laureati e il Formedil, l’ente di formazione dell’edilizia. Il messaggio di questa composizione è chiaro. Chi un giorno controllerà i cantieri e chi li gestirà si siede allo stesso tavolo per formare chi ci lavorerà.

L’edizione 2026/2027 si rivolge a una platea di circa 100 diplomandi geometri di due istituti: il Della Porta-Porzio-Colosimo di Napoli e l’Eugenio Pantaleo di Torre del Greco. Il percorso si chiuderà nell’aprile del prossimo anno e alterna momenti diversi:

  • incontri frontali;
  • prove pratiche;
  • simulazioni di colloqui di lavoro;
  • visite nei cantieri.

Per chi si occupa di sicurezza sul lavoro, questa sequenza ha una logica precisa. La lezione in aula fornisce il quadro di riferimento. La prova pratica lo mette alla prova nei gesti. La visita in cantiere mostra che cosa significa davvero una recinzione ben fatta, un ponteggio montato a regola d’arte o un’area di lavoro organizzata. La simulazione di colloquio, infine, prepara il passaggio più delicato: presentarsi a un’impresa sapendo spiegare che cosa si sa fare.

Per un RSPP o un responsabile di cantiere che domani accoglierà uno di questi ragazzi, la differenza è concreta. Un neodiplomato che ha già visto un cantiere vero, e ne ha discusso con chi lo vigila, richiede un affiancamento iniziale diverso rispetto a chi arriva con la sola teoria scolastica. Sul piano formale non cambia nulla: la formazione obbligatoria in azienda resta dovuta. Cambia il punto di partenza. Un percorso ben costruito, però, da solo non basta. Conta anche la sua durata nel tempo.

Diciassette edizioni, 1.800 studenti: la lezione della continuità

Il dato che misura l’impatto del progetto è il totale accumulato negli anni. Nelle edizioni precedenti «…E Adesso???» ha già accompagnato al mondo del lavoro più di 1.800 studenti. È la prova che il modello regge e che le scuole, le imprese e gli enti coinvolti hanno continuato a crederci.

Le edizioni passate aiutano anche a capire come viene trattata la legalità. Durante la quindicesima edizione, come riportava allora la comunicazione dell’Acen, l’associazione ospitò nella propria sede, il 10 e l’11 dicembre, gli alunni degli istituti per geometri di Napoli. In quell’occasione Ferdinando Romano, presidente del Gruppo Giovani Acen, introdusse i lavori del modulo dedicato alla legalità e portò i saluti del presidente dell’Acen, Angelo Lancellotti. Va precisato che si trattava di un’edizione precedente e non di quella appena partita. Il dettaglio resta comunque significativo: la legalità non viene presentata come un capitolo a parte, ma come un modulo del percorso professionale, affidato a chi le imprese le rappresenta.

La domanda pratica che il progetto lascia aperta riguarda il resto del Paese: quante altre filiere territoriali potrebbero replicare un modello che tiene insieme orientamento, sicurezza e legalità? Gli ingredienti non sono esotici. Servono un’associazione di costruttori disponibile ad aprire i cantieri, un ente di formazione di settore, un collegio professionale, l’Inail e l’Ispettorato. Soprattutto, servono scuole disposte a cedere qualche ora di lezione in cambio di esperienza sul campo.

Il calo dei giovani nei cantieri non richiede allarmismi. Napoli dimostra che una risposta esiste ed è replicabile. Presentare la sicurezza e la legalità ai futuri geometri come competenze professionali di base, e non come adempimenti da sbrigare, è il modo più concreto per garantire al settore un ricambio preparato. Le imprese che assumeranno i diplomati del 2027 se ne accorgeranno fin dal primo giorno di cantiere.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire