Infortuni stabili nel 2022-2025, ma malattie professionali in aumento del 47,4%
In Puglia i numeri della sicurezza sul lavoro raccontano due storie diverse. Tra il 2022 e il 2025 gli infortuni denunciati sono rimasti sostanzialmente stabili e i casi mortali sono diminuiti. Nello stesso periodo, però, le malattie professionali sono cresciute con forza. È il danno meno visibile, quello che matura in anni di esposizione, a essere in aumento. Da questo quadro parte la scelta della Direzione regionale Inail Puglia, che lo scorso 21 ottobre, dieci giorni fa, ha presentato a Bari gli avvisi pubblici Inail Puglia 2026, due strumenti con una dotazione complessiva di 350 mila euro. Non si tratta di una risposta all’emergenza, ma di una lettura dei dati per capire dove intervenire.
Meno morti, più malattie: il segnale che arriva dai numeri
Il contrasto tra infortuni stabili e malattie professionali in crescita non è una novità dell’ultimo anno. Già nel 2024 la tendenza era evidente. Secondo i dati INAIL ripresi dall’Ufficio statistico della Regione Puglia, nel primo trimestre di quell’anno le denunce di infortunio sul lavoro erano state 6.725, appena l’1,28% in più rispetto allo stesso periodo del 2023. Le denunce di malattia professionale protocollate dall’INAIL tra gennaio e marzo 2024 erano invece 2.351, contro le 1.595 dello stesso trimestre dell’anno precedente: un aumento del 47,4%.
Per chi si occupa di valutazione dei rischi il messaggio è chiaro. Un infortunio è un evento puntuale, con un prima e un dopo. Una malattia professionale è il risultato di esposizioni prolungate: posture, carichi movimentati, rumore, vibrazioni, agenti chimici. Sono rischi che non si vedono in un sopralluogo veloce e che emergono a distanza di anni. Se il problema si sposta su questo terreno, servono strumenti diversi, capaci di agire nel tempo. Ma con quali mezzi concreti lo si può affrontare a livello regionale?
Due avvisi, due leve: come funzionano i 350 mila euro
La risposta di Inail Puglia arriva con due avvisi distinti, che usano due leve diverse. Il primo è l’Avviso per l’azione prevenzionale regionale 2026, con una dotazione di 200 mila euro, rivolto a enti e organismi pubblici. È la linea più vicina alla prevenzione tradizionale: progetti che intervengono sui luoghi di lavoro e sulle condizioni di rischio.
Le regole economiche sono indicate nella scheda dell’avviso per i progetti di prevenzione, che conferma la dotazione complessiva di 200 mila euro e fissa un contributo massimo di 40 mila euro per singolo progetto, con una compartecipazione INAIL fino al 50% del valore complessivo. In pratica, chi presenta un progetto deve metterci almeno la stessa cifra che chiede. Un progetto da 80 mila euro può ottenere al massimo 40 mila euro da INAIL, mentre uno da 60 mila euro può arrivare a 30 mila. Con 200 mila euro a disposizione e un tetto di 40 mila per progetto, il numero di iniziative finanziabili sarà comunque contenuto: conviene quindi presentare proposte ben definite, con obiettivi misurabili e un piano di copertura della propria quota già chiaro.
Il secondo avviso, “Prevenzione è Cultura”, ha un budget complessivo di 150 mila euro e coinvolge gli enti locali. È la vera novità rispetto allo scorso anno. Nel 2025 il bando presentato a Bari per i progetti di prevenzione in ambito regionale metteva infatti a disposizione 200 mila euro per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, come riportato nella circolare dell’Ordine dei commercialisti di Torino. Nel 2026 la linea prevenzionale mantiene la stessa dotazione, e accanto a essa nasce un secondo canale dedicato alla cultura. Resta da capire perché una parte così ampia della strategia passi dallo spettacolo e dagli eventi, e chi possa trarne vantaggio.
Dal palco al cantiere: perché la prevenzione passa anche dai festival
Dove si costruisce la cultura della sicurezza, se non anche nei luoghi frequentati dai giovani prima ancora che entrino nel mondo del lavoro? Il testo dell’avviso Prevenzione è Cultura 2026 parte da una constatazione: la Puglia è uno dei poli culturali più dinamici del Mediterraneo, con una forte concentrazione di festival musicali, rassegne artistiche, eventi tradizionali e manifestazioni culturali. Secondo l’avviso, questi contesti sono un ecosistema strategico per diffondere messaggi di interesse pubblico, in particolare rivolti ai giovani e ai lavoratori del settore culturale e dello spettacolo.
Il ragionamento ha una doppia lettura. Da un lato il festival è un canale di comunicazione: raggiunge persone che difficilmente parteciperebbero a un corso sulla sicurezza. Dall’altro è esso stesso un luogo di lavoro, con allestimenti, montaggi di palchi, lavori in quota e turni lunghi. Portare lì il tema della prevenzione significa parlare al pubblico e, allo stesso tempo, a chi lavora dietro le quinte.
Per imprese, enti e operatori la domanda pratica è semplice: la propria realtà può diventare promotrice di un progetto? Un ente pubblico con un’idea concreta per ridurre l’esposizione a un rischio specifico può guardare all’avviso prevenzionale, tenendo conto del tetto di 40 mila euro e del cofinanziamento al 50%. Un ente locale che organizza o sostiene eventi culturali può valutare “Prevenzione è Cultura”. In entrambi i casi, requisiti di partecipazione, scadenze e criteri di valutazione vanno verificati direttamente nei testi ufficiali degli avvisi: le schede di sintesi danno l’ordine di grandezza, ma è il bando a fare fede.
La sicurezza non si misura soltanto nei casi mortali evitati, ma anche nelle malattie che non si manifesteranno tra dieci anni. I due avvisi di Inail Puglia offrono l’occasione per agire in anticipo, con progetti cofinanziati e con una cultura della prevenzione portata dove le persone si trovano già. Per chi lavora o organizza in Puglia è uno strumento in più per prevenire il rischio, invece di rincorrerlo.