La classifica tedesca è solo l’inizio: i difetti del Model Y finiscono nei registri pubblici di KBA e BAuA
Su 110 modelli esaminati nel TÜV Report 2026, l’ultimo posto va al Tesla Model Y. Secondo il TÜV, il 17,3% dei veicoli ha fallito l’ispezione per difetti «significativi» o «pericolosi», contro una media di circa il 6,5% nella stessa fascia d’età. Per chi si occupa di sicurezza dei prodotti, però, la classifica conta meno di ciò che accade dopo: un difetto ripetuto su un modello può finire nei registri pubblici delle autorità. In Germania uno di questi registri è la banca dati «Gefährliche Produkte» della BAuA, che contiene anche segnalazioni sui veicoli Tesla.
Ultimo su 110: il numero che nessun ispettore ignora
Il dato del TÜV, l’ente tedesco di controllo tecnico che esegue le revisioni periodiche, è chiaro. Come riporta la sintesi del TÜV Report 2026 pubblicata dall’ADAC, il Model Y chiude la graduatoria dei 110 veicoli con una quota di difetti del 17,3%. È il valore più alto registrato in quella classe d’età negli ultimi dieci anni. L’analisi di Electrek sul rapporto riprende la stessa lettura: il Model Y non ha soltanto mancato la soglia, ma ha ottenuto il punteggio peggiore che il TÜV abbia visto in un decennio. Lo scarto rispetto alla media della categoria, circa 6,5%, è di quasi tre volte.
Per un perito questa è un’anomalia statistica da spiegare, non una curiosità. Bisogna però tenere separati due piani. La bocciatura in revisione è un fatto che resta tra il proprietario e l’officina: il veicolo si ripara e torna in circolazione. Il difetto diventa un fatto pubblico, e quindi un possibile elemento di contestazione, solo quando entra in un registro dell’autorità. Resta da capire dove avvenga questo passaggio.
Dal difetto al registro: KBA, BAuA e Safety Gate
Il primo punto di passaggio è il Kraftfahrt-Bundesamt (KBA), l’Ufficio federale tedesco della motorizzazione. Il KBA ha pubblicato due nuove azioni di richiamo per auto elettriche Tesla. Una riguarda lo sterzo ed è una delle 17 azioni registrate per Tesla nella Rückrufdatenbank, la banca dati dei richiami dell’autorità. Diciassette voci significano diciassette casi in cui un problema tecnico è diventato un atto amministrativo consultabile, con modelli interessati e periodi di produzione indicati.
Il secondo punto è la Bundesanstalt für Arbeitsschutz und Arbeitsmedizin (BAuA), l’Istituto federale per la sicurezza e la medicina del lavoro. In base al Marktüberwachungsgesetz (MüG), la legge tedesca sulla vigilanza del mercato, la BAuA pubblica nella banca dati «Gefährliche Produkte» i richiami di prodotto, gli avvisi, i provvedimenti di divieto e le altre informazioni sui singoli prodotti pericolosi di cui viene a conoscenza. Il servizio non è nuovo: già dal 2008 l’istituto diffonde in quella sede informazioni sulla vigilanza del mercato, dagli avvisi ai richiami fino alle misure adottate dalle autorità. Anche il quadro normativo ha una sua storia. Fino al 15 luglio 2021 i provvedimenti di divieto venivano pubblicati ai sensi del § 31, comma 1, in combinato disposto con il § 26 del Produktsicherheitsgesetz (ProdSG, la legge sulla sicurezza dei prodotti) dell’8 novembre 2011. Il registro è quindi stabile, ha una base di legge e si è adeguato quando è cambiata la norma.
Il terzo livello è europeo. La banca dati BAuA contiene anche un estratto in tedesco delle segnalazioni settimanali di Safety Gate, il sistema di allerta rapida della Commissione europea che in passato si chiamava RAPEX. In questo modo una segnalazione nata in un altro Stato membro diventa leggibile nel contesto tedesco. Una ricerca per «Tesla» mostra come funziona la catena. Già il 19 aprile 2022 risultava registrata una segnalazione relativa a Model 3, Model S, Model X e Model Y prodotti tra dicembre 2017 e marzo 2022. Si tratta di contesto storico, non di una notizia di oggi. Dimostra però che le informazioni sui difetti di questi veicoli sono consultabili da anni, da chiunque.
Tre lezioni operative per chi produce, gestisce e ripara
Se tutto questo è pubblico, chi lavora con questi veicoli ha anche il compito di conoscerlo. Per l’ufficio tecnico del costruttore, un tasso di difetti quasi triplo rispetto alla media è un indicatore da confrontare con le proprie campagne di richiamo. Conviene verificare se le categorie di difetto rilevate in revisione coincidono con quelle già notificate al KBA e documentare l’analisi. Questo lavoro ha un costo, ma una traccia ordinata delle verifiche fatte è la migliore difesa tecnica possibile.
Per il datore di lavoro che gestisce una flotta aziendale, e per il suo responsabile della sicurezza, la regola pratica è semplice. Ogni veicolo dato in uso ai dipendenti va confrontato periodicamente con la Rückrufdatenbank del KBA e con la banca dati BAuA, usando modello e periodo di produzione. L’esito va annotato nel fascicolo del mezzo, insieme alla data dell’intervento di richiamo. Una segnalazione come quella del 2022, che copre più modelli e oltre quattro anni di produzione, dimostra che non basta controllare solo i veicoli più recenti.
Per il manutentore, la revisione non coincide con la chiusura del richiamo. Prima di riconsegnare il veicolo conviene controllare se sono aperte azioni di richiamo, per esempio quella sullo sterzo, e registrare l’esito del controllo. Così il dato dell’ispezione e quello del registro restano collegati.
Il TÜV Report e i registri di KBA, BAuA e Safety Gate non sono sentenze. Sono strumenti di prevenzione già disponibili e gratuiti. Chi li consulta per tempo difficilmente si troverà a doverli spiegare dopo.