L’80% dei giocattoli di terzi sui marketplace non rispettava gli standard UE.
Un peluche, una cucitura, un requisito essenziale
La scheda è essenziale, quasi come un rapporto di non conformità. Il prodotto è un giocattolo di peluche e il difetto consiste in piccole parti che possono staccarsi. La lesione associata è il soffocamento. La categoria è quella dei giocattoli, soggetta alla direttiva 2009/48/CE (in tedesco Spielzeugrichtlinie 2009/48/EG). Secondo la scheda, la società Temu ha richiamato il peluche proprio per questo motivo. Il periodo di vendita si è chiuso il 13 ottobre 2026, giorno della segnalazione.
Il dettaglio più istruttivo è un altro: il difetto non tocca una zona grigia dell’interpretazione normativa. Riguarda uno dei requisiti essenziali di sicurezza (RESS) più elementari per un giocattolo, cioè la tenuta dei componenti di piccole dimensioni. Per chi redige il fascicolo tecnico e firma la dichiarazione di conformità non ci sono margini di ambiguità. Se un difetto così basilare arriva fino al consumatore, viene spontaneo chiedersi quanto sia frequente tra i giocattoli venduti online.
Quando l’eccezione è la regola: i numeri dei marketplace
I dati disponibili rispondono in modo netto. Secondo Toy Industries of Europe, l’80% dei giocattoli acquistati da venditori terzi su 10 marketplace online non rispettava gli standard di sicurezza UE. I test di laboratorio indipendenti citati dall’associazione indicano rischi seri per la salute dei bambini, tra cui il soffocamento e la presenza di sostanze chimiche tossiche. Il peluche richiamato rientra quindi in uno schema documentato e non rappresenta un’anomalia statistica.
Le autorità europee arrivano a conclusioni simili. Come riporta un’analisi di Deutsche Welle, un’indagine a campione dei regolatori UE ha trovato una percentuale molto alta di giocattoli per neonati con rischi per la sicurezza. I prodotti contestati contenevano sostanze chimiche oltre i limiti consentiti oppure avevano parti che si staccavano, con il conseguente rischio di soffocamento. Il meccanismo di pericolo è lo stesso descritto nella scheda BAuA.
Per capire la pressione regolatoria serve un passo indietro. Temu è entrata nel mercato dell’Unione già nel 2023 e vi ha raggiunto 130 milioni di utenti. Dall’ottobre 2024 la Commissione europea la tiene sotto osservazione: in quel mese è stata avviata un’indagine formale ai sensi del Digital Services Act. L’indagine doveva verificare se la piattaforma rispettasse gli obblighi previsti per le piattaforme online di dimensioni molto grandi (VLOP). In seguito è stata accertata la violazione delle regole del DSA sui rischi legati ai prodotti illegali. Al termine del procedimento è arrivata una sanzione da 200 milioni di euro.
Una distinzione va però tenuta chiara. Il DSA agisce sulla piattaforma e sui suoi obblighi di gestione del rischio. I requisiti di sicurezza della direttiva 2009/48/CE restano in capo a chi progetta il giocattolo e lo immette sul mercato. La sanzione alla piattaforma non solleva il costruttore o l’importatore dalle proprie responsabilità. Che cosa conviene fare, allora?
Tre mosse e una timeline per chi vuole stare dalla parte giusta
I dati indicano con precisione dove guardare. Il costruttore o l’importatore ha l’obbligo di garantire la conformità alla 2009/48/CE. Rientra invece nella buona prassi verificare in modo specifico la tenuta delle piccole parti, cuciture, applicazioni e occhi compresi, prima di attivare la vendita su un marketplace, e documentare l’esito nel fascicolo tecnico. Chi distribuisce o acquista a livello professionale farebbe bene a chiedere un’evidenza di conformità anche quando il canale è un marketplace: dichiarazione di conformità e riscontri di prova. Infine l’organismo notificato e i laboratori di prova possono mettere in cima alle priorità di verifica i giocattoli per la prima infanzia, la categoria in cui i regolatori hanno trovato la quota di rischio più alta.
La sequenza degli eventi aiuta a separare il contesto dall’attualità. Temu è entrata nel mercato UE nel 2023. Nell’ottobre 2024 è stata aperta l’indagine DSA, conclusa con la sanzione da 200 milioni di euro. Il 13 ottobre 2026 il peluche è stato segnalato e ritirato dalla vendita. Resta una domanda per gli uffici commerciali oltre che per quelli tecnici: in un mercato dove la non conformità è così diffusa, la conformità dimostrabile può diventare un argomento di vendita?
I numeri suggeriscono di sì, e senza bisogno di allarmismi: basta metodo. Se l’80% dei giocattoli venduti da terzi sul canale online non rispetta gli standard e le autorità sanzionano le piattaforme, il costruttore che documenta per tempo la conformità alla 2009/48/CE non subisce i richiami. Se ne distingue.