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I rivetti del tagliasiepi cedono durante il taglio
Richiami & incidenti 4 settimane fa

I rivetti del tagliasiepi cedono durante il taglio

Allerta europea per tagliasiepi con rivetti difettosi: rischio lesioni gravi. La Polonia segnala il prodotto, Allegro lo rimuove. Norme violate: Direttiva Macchine e Decisione 2012/32/UE.

La notifica Safety Gate della Commissione europea ha bloccato la vendita su Allegro dopo i test dell’ente polacco

Un gesto banale come tagliare una siepe potrebbe trasformarsi in un pericolo improvviso: le lame si bloccano, i rivetti cedono, e l’attrezzo diventa una minaccia. È quanto emerso dalla notifica A12/00986/26 pubblicata nel sistema Safety Gate della Commissione europea, il portale che raccoglie le allerte sui prodotti non alimentari pericolosi. L’alert, trasmesso dalla Polonia il 12 agosto 2026, riguarda un tagliasiepi a flagelli di origine cinese la cui commercializzazione sul marketplace Allegro è stata bloccata dopo i test delle autorità nazionali.

La segnalazione

Quando l’Health and Safety Executive (HSE) polacco — l’ente che vigila sulla sicurezza dei prodotti — ha messo sotto esame il tagliasiepi, i tecnici non hanno avuto dubbi: il rischio di lesioni per l’utilizzatore era concreto e immediato. I rivetti che fissano le lame al corpo centrale del dispositivo possono rompersi durante l’uso, facendo sì che i coltelli si distacchino e colpiscano l’operatore. Non un difetto teorico o una non conformità cartacea, ma un pericolo meccanico che si manifesta proprio quando l’attrezzo è in funzione, a pieno regime, con le mani dell’utilizzatore a pochi centimetri dalla zona di taglio. La notifica non riporta incidenti specifici, ma la valutazione del rischio — condotta sulla base delle norme armonizzate — ha classificato il prodotto come pericoloso a tutti gli effetti, imponendo l’intervento immediato.

L’allerta è stata diffusa attraverso il sistema Safety Gate, il meccanismo europeo che permette a ciascuno Stato membro di segnalare prodotti pericolosi e di attivare azioni correttive coordinate. Da parte sua, Allegro — il marketplace dove il tagliasiepi era in vendita — ha rimosso l’inserzione il 28 luglio 2026, ben prima che l’alert venisse formalizzato a livello comunitario, segno che i canali di cooperazione tra autorità e piattaforme possono scattare con una certa rapidità quando il pericolo è palese. Resta la domanda: come è stato possibile che un attrezzo con un difetto strutturale così evidente arrivasse sugli scaffali digitali di un grande marketplace europeo?

Il difetto e le norme violate

Partiamo dai fatti tecnici: cosa non andava in quel tagliasiepi e quali standard ha disatteso. La struttura del problema è tanto semplice quanto grave. In un tagliasiepi a flagelli, le lame — o coltelli — sono fissate a un corpo rotante tramite rivetti. Se il rivetto cede per affaticamento del materiale o per un dimensionamento inadeguato, la forza centrifuga proietta la lama verso l’esterno. A quel punto il proiettile metallico può raggiungere l’utilizzatore, con conseguenze che vanno dalle lacerazioni alle ferite penetranti. Un rischio noto alla normativa europea, tant’è che già dal 2012 esiste una Decisione della Commissione — la 2012/32/UE — che vieta espressamente l’immissione sul mercato di accessori di taglio a flagelli destinati ai decespugliatori portatili a mano. Il motivo è esattamente questo: l’esperienza pratica e la casistica incidentale hanno dimostrato che il sistema di fissaggio a rivetti, su attrezzature portatili soggette a vibrazioni e urti ripetuti, non offre garanzie sufficienti di tenuta.

Il tagliasiepi oggetto dell’allerta viola non solo la Decisione 2012/32/UE, ma anche i requisiti essenziali di sicurezza della Direttiva Macchine 2006/42/CE, il pilastro normativo che definisce gli obblighi per progettisti e fabbricanti di attrezzature. La Direttiva impone che le macchine siano progettate e costruite in modo da evitare i rischi derivanti dalla proiezione di parti mobili: un principio che qui è stato disatteso nel punto più critico, ossia proprio il collegamento meccanico tra lama e corpo macchina. Se un fabbricante non dimostra — attraverso calcoli, prove di fatica, controlli di produzione — che quel collegamento resiste alle sollecitazioni prevedibili, l’immissione sul mercato europeo non è consentita. Punto.

C’è poi un aspetto che riguarda la catena di responsabilità: il prodotto arrivava dalla Cina, un Paese che non è nuovo a questo tipo di segnalazioni su attrezzature da giardinaggio. Non si tratta di generalizzare, ma di riconoscere che quando un fabbricante extra-UE non ha un mandatario europeo che si assume la responsabilità della conformità, il controllo tende a spostarsi a valle — sui marketplace, sugli importatori, sulle dogane — con inevitabili falle nel sistema. E qui entra in gioco anche il regolamento europeo sulla sicurezza generale dei prodotti (il GPSR, in vigore dal 13 dicembre 2024), che obbliga le piattaforme online a cooperare con le autorità di vigilanza e a rimuovere tempestivamente i prodotti pericolosi. L’azione di Allegro mostra che l’ingranaggio può girare, ma è un ingranaggio che funziona a posteriori: il prodotto era già in vendita, il rischio era già presente.

Rimozione e prevenzione

Fortunatamente, il sistema di allerta ha funzionato. Il marketplace ha rimosso l’inserzione, la notifica Safety Gate ha informato gli altri Stati membri, e il prodotto non dovrebbe più essere accessibile agli acquirenti europei — almeno attraverso quel canale. Allegro, tra l’altro, è firmatario dell’EU Product Safety Pledge, l’impegno volontario con cui diverse piattaforme online hanno accettato di andare oltre gli obblighi normativi per rafforzare la sicurezza dei prodotti venduti dai venditori terzi. Questo caso concreto dimostra che il Pledge non è carta straccia: quando un rischio documentato viene portato all’attenzione del marketplace, la rimozione può essere rapida.

Ma il punto non è solo l’azione correttiva. C’è una lezione per chi vende attrezzature online: prima di mettere in catalogo un prodotto, soprattutto se arriva da filiere extra-UE, verificare la conformità non è un’opzione. Significa chiedere la documentazione tecnica, il fascicolo di costruzione, la dichiarazione di conformità UE, e possibilmente far eseguire una verifica su un campione da un organismo notificato. Per chi utilizza attrezzature da giardinaggio, il consiglio pratico è altrettanto chiaro: controllare periodicamente il sito Safety Gate o l’RAPEX cinese (se accessibile) per verificare se il modello che avete in garage è stato oggetto di richiami. Un gesto quotidiano, come indossare i guanti prima di accendere il motore: la sicurezza passa anche da lì.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire