Calo infortuni ma più denunce tra lavoratori extracomunitari: la frattura nei dati Inail.
Un ufficio tecnico che prepara la domanda per il Bando ISI 2024 non guarda le medie: guarda il 29,6% di denunce in più tra i lavoratori extracomunitari e il raddoppio degli infortuni mortali in itinere registrati nel 2024. Perché il bando non finanzia intenzioni, ma correttivi misurabili. Nel 2024, le denunce di infortunio sul lavoro nella gestione Agricoltura sono state 26.128, in calo del 2,3% rispetto al 2020. Ma il dato aggregato nasconde le componenti che crescono, e sono quelle che l’Inail guarda con attenzione.
Il cantiere dei numeri: il calo che nasconde l’emergenza
Per capire dove si annida il prossimo infortunio, partiamo dai numeri che separano il cantiere dalla statistica. Nel quinquennio 2020-2024 il bilancio complessivo si chiude con un trend in calo: da 26.731 a 26.128 casi, -2,3%. Gli occupati agricoli nel 2024 risultavano compresi tra 820mila e 1.626mila a seconda della definizione statistica, un elemento che rende ogni confronto sui tassi particolarmente sensibile. Ma la frattura è interna: le denunce dei lavoratori nati in Italia sono calate del 6,8%, mentre quelle dei lavoratori extracomunitari sono aumentate del 29,6%, passando da 3.576 a 4.636.
Seguire i soldi: l’Asse 5 e il paradosso dell’incentivo
Dai numeri passiamo ai soldi: quanto vale davvero la risposta. Nel Bando ISI 2024, lo stanziamento iniziale di 90 milioni di euro è stato incrementato a 248.280.776 euro grazie alla redistribuzione degli avanzi di altri assi. Un aumento importante. Ma il paradosso è tutto qui: più risorse disponibili, mentre il rischio si concentra su categorie che spesso non accedono direttamente ai bandi, come i lavoratori extracomunitari.
L’Asse 5 del bando, nella sua articolazione 5.1 e 5.2, prevede — secondo l’edizione 2025 — un finanziamento fino al 65% per i destinatari del sub Asse 5.1 (generalità delle imprese agricole) e fino all’80% per i destinatari del sub Asse 5.2 (giovani agricoltori). Il bando premia chi investe in prevenzione, ma i lavoratori più colpiti non sono i richiedenti. Resta la domanda: chi riesce a usare questi incentivi e chi resta escluso?
Chi vince, chi perde e il vantaggio di muoversi prima
La risposta è nei fatti: l’incentivo premia chi ha già un piano di prevenzione, non chi rincorre l’emergenza. Fino all’80% per i giovani agricoltori, fino al 65% per la generalità delle imprese agricole. Ma il contesto europeo ricorda perché questo investimento non è un lusso: nel 2020, il tasso di incidenti mortali in agricoltura, silvicoltura e pesca nell’UE era di 5,0 per 100.000 lavoratori, e il settore è costantemente il secondo settore più pericoloso nell’UE per incidenti mortali, dietro solo all’edilizia.
In Italia, le tecnopatie protocollate dall’Inail nel 2024 sono state 13.998, in aumento del 21,9% sull’anno precedente. Adeguarsi per tempo al bando non è un onere: è l’unico modo per togliere l’azienda dalla statistica sbagliata. Il vantaggio operativo non è solo nei punti di graduatoria; è nel costruire un piano di prevenzione coerente con i dati reali, prima che il prossimo infortunio in itinere o la prossima tecnopatia coinvolga la propria realtà.
Adeguarsi bene e per tempo al bando non è un onere: è l’unico modo per fare della conformità un vantaggio competitivo, evitando che l’azienda compaia nella prossima rilevazione Inail.