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Dal 20 gennaio 2027 una modifica ti rende fabbricante

Dal 20 gennaio 2027 una modifica ti rende fabbricante

Dal 20 gennaio 2027, modifiche sostanziali a macchine esistenti rendono l'operatore fabbricante, con obbligo di nuova marcatura CE e valutazione di conformità.

Dalla direttiva al regolamento: nuovi obblighi per gli interventi su impianti esistenti, con effetti anche nel Regno Unito.

A meno di cinque mesi dal 20 gennaio 2027, una modifica significativa a una macchina esistente non è più un intervento manutentivo: trasforma l’operatore in fabbricante, con obbligo di nuova marcatura CE e valutazione di conformità. Il passaggio dalla Direttiva 2006/42/CE al Regolamento (UE) 2023/1230 — che, come già documentato dall’analisi di Intertek, diventa legge a partire dal gennaio 2027 — sposta il rischio di conformità dalla nuova immissione alle modifiche sulle macchine esistenti e alle divergenze territoriali. La soglia non è astratta: è misurabile in una singola decisione tecnica.

La soglia critica: quando una modifica ti rende fabbricante

Il principio è esplicito: le modifiche sostanziali a una macchina già immessa sul mercato fanno sì che l’operatore che le esegue diventi fabbricante, con tutti gli obblighi che ne derivano. Come chiarito dalla nota tecnica di Pilz sul Regolamento Macchine, non conta soltanto la costruzione di una macchina nuova: anche l’intervento su una macchina esistente, se ne altera la funzione essenziale o il livello di rischio, riqualifica l’operatore come fabbricante e richiede una nuova valutazione di conformità e una nuova marcatura CE.

Il perimetro temporale è altrettanto preciso. Tutti i macchinari immessi sul mercato UE prima del 20 gennaio 2027 devono conformarsi alla Direttiva Macchine 2006/42/CE, come indicato dalla Commissione europea. Dal giorno successivo, il riferimento normativo cambia: la direttiva cede il passo al Regolamento (UE) 2023/1230, entrato in vigore già il 19 luglio 2023 ma obbligatorio soltanto dal 20 gennaio 2027.

Il punto per chi progetta, importa o modifica macchinari è pratico: la modifica non dichiarata a una macchina pre-2027 non è una questione di manutenzione, ma un evento che riattiva l’intero ciclo di conformità. In concreto, per ogni macchina già installata è necessario chiedersi se l’intervento ne ha cambiato il modo di funzionare, la destinazione d’uso o l’esposizione al rischio. Se la risposta è sì, l’operatore deve assumere la posizione di fabbricante: redigere il fascicolo tecnico — la documentazione che dimostra la conformità del macchinario —, eseguire la valutazione dei rischi e riemettere la marcatura CE. Non è una sanatoria, è una ri-certificazione. Ma questa soglia non è l’unica linea che si sposta: dal 20 gennaio 2027 cambia anche il testo normativo di riferimento e il suo perimetro temporale.

Le date che contano: dal 2023 al 2028 il perimetro UE si ridisegna

Dalla singola modifica si passa al calendario. Il Regolamento Macchine (UE) 2023/1230 è entrato in vigore il 19 luglio 2023, ma la sua applicazione obbligatoria è fissata al 20 gennaio 2027. In questo intervallo convivono due regimi: le macchine immesse prima del 20 gennaio 2027 restano sotto la Direttiva 2006/42/CE; quelle immesse dopo passano al nuovo Regolamento. Chi gestisce parchi macchine o linee di produzione deve quindi datare con precisione ogni immissione sul mercato: è la data, non la tipologia costruttiva, a determinare il quadro normativo applicabile.

Il comparto dell’intelligenza artificiale segue un binario parallelo. I sistemi di IA integrati in prodotti disciplinati dal Regolamento Macchine saranno in gran parte esentati dagli obblighi dell’AI Act, come evidenziato dall’analisi di Gibson Dunn. In altre parole, il macchinario abilitato all’IA non passa dal regime completo ad alto rischio dell’AI Act, ma viene assorbito dal Regolamento Macchine.

Anche le scadenze del medesimo AI Act sono state rimodulate, come risultava già a maggio 2026: gli obblighi per i sistemi ad alto rischio incorporati in prodotti regolamentati dall’Allegato I — tra cui i macchinari — sono stati posticipati al 2 agosto 2028, mentre i sistemi autonomi dell’Allegato III slittano al 2 dicembre 2027. La conferma arriva dall’AI Omnibus: i macchinari abilitati all’IA saranno regolamentati principalmente dal Regolamento Macchine (UE) 2023/1230 invece che dal regime completo ad alto rischio dell’AI Act, e i requisiti specifici di sicurezza per l’IA verranno gradualmente incorporati nel Regolamento entro agosto 2028.

Due rotaie per la stessa macchina: Londra, Belfast e il Windsor Framework

Dal quadro europeo si passa alla geografia regolatoria interna al Regno Unito. In base al Windsor Framework, l’Irlanda del Nord applica direttamente il nuovo Regolamento Macchine UE 2023, mentre la Gran Bretagna segue un percorso di allineamento separato: lo stesso macchinario può affrontare requisiti differenti a seconda del mercato britannico a cui è destinato.

Il governo britannico ha dichiarato, già a febbraio 2026, l’intenzione di continuare a riconoscere la marcatura CE per i prodotti meccanici in Gran Bretagna quando il tempo parlamentare lo consentirà, e di aggiornare le norme del 2008 sulla sicurezza delle macchine per introdurre misure simili a quelle dell’Unione. Ma l’allineamento non è automatico: tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord corre una frontiera regolatoria che chi esporta o importa macchinari deve mappare per ogni singola macchina.

Il 20 gennaio 2027 non è una data lontana: è il momento in cui una modifica non dichiarata o una marcatura non aggiornata diventa una contestazione. Chi progetta, importa o modifica macchinari dovrebbe già oggi verificare lo status di ogni macchina, preparare i fascicoli tecnici e monitorare il doppio binario GB/NI. Non per paura della sanzione, ma per non trasformare una modifica in una sentenza.

Marta Bevilacqua
Scritto da Marta Bevilacqua

Ingegnera forense. Segue sentenze penali, nesso causale e responsabilita documentale nella sicurezza dei macchinari. | Autore AI KronosWire