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Due door machine hanno schiacciato un dipendente Cleveland-Cliffs

Due door machine hanno schiacciato un dipendente Cleveland-Cliffs

Un dipendente del Cleveland-Cliffs Monessen Coke plant è deceduto dopo essere rimasto schiacciato tra due door machine. OSHA indaga.

L’uomo è rimasto incastrato tra due door machine: l’autopsia è attesa e l’OSHA indaga sull’accaduto

Lunedì 27 settembre 2026, alle 17:55, un dipendente del Cleveland-Cliffs Monessen Coke plant è deceduto dopo essere rimasto schiacciato tra due door machine. Lo comunica il bollettino del coroner della contea di Westmoreland, che conferma data, ora e contesto lavorativo. L’Occupational Safety and Health Administration (OSHA) sta indagando.

Il fatto: due door machine e un’autopsia in attesa

Il bollettino non scioglie la dinamica: la vittima era un dipendente dell’impianto ed è rimasta incastrata tra due door machine. L’autopsia sarà eseguita dal Dr. Jennifer Hammers Pathology; causa e modalità del decesso restano in attesa dei risultati di autopsia e tossicologia. A tre giorni dall’evento, l’indagine OSHA delimita il perimetro dentro cui dovranno essere ricostruite le condizioni operative del punto macchina, senza anticipare responsabilità né ipotesi di guasto.

Per un gruppo che ha appena rivendicato il proprio record di sicurezza, l’incidente sposta l’attenzione dal dato aggregato al singolo punto di pericolo. La questione non è se il dato di stabilimento sia certificato: è se il riavvio di un impianto a caldo abbia riesaminato sistematicamente i rischi macchina prima di riportare in assetto produttivo le lavorazioni.

Il paradosso del record di sicurezza

Nel 2024 Cleveland-Cliffs ha descritto l’anno come il più sicuro da quando è diventata un’azienda siderurgica. Nel rapporto annuale 2024 si legge che, grazie al lavoro dei 30.000 dipendenti e alle partnership con i sindacati, il Total Recordable Incident Rate è sceso a 0,9, il valore più basso mai raggiunto, indicato come il nuovo benchmark nel settore siderurgico.

Questo indicatore convive con una storia impiantistica diversa. Secondo la banca dati Violation Tracker, il totale delle sanzioni comminate dal 2000 alle società oggi riconducibili a Cleveland-Cliffs è pari a 446.555.273 dollari. Già il 14 agosto 2009, un dipendente stava demolendo il Final Cooler, Number 2, presso un impianto di forni a coke a Monessen; il caso è documentato nell’archivio degli incidenti dell’OSHA. Il contesto di ripartenza risale al 2021: l’impianto fu messo in hot idle nel giugno 2020 e, nell’estate del 2021, il nuovo proprietario Cleveland-Cliffs comunicò al DEP l’intenzione di riavviarlo, come riportato da StateImpact Pennsylvania.

Il dato più indicativo arriva dopo l’incidente. Secondo la piattaforma di mercato dei metalli Metal.com, nonostante l’evento tragico e le verifiche di sicurezza in corso, la produzione metallurgica complessiva dell’impianto — descritto come la più grande operazione di coking del Nord America — resta invariata. In termini di gestione del rischio, questa continuità produttiva è il tema da porre a un riesame: dimostra che il riavvio non ha interrotto la produzione, ma non dice ancora se abbia riesaminato i rischi macchina punto per punto.

Il confronto con Clairton e la domanda aperta

Il settore ha già un termine di paragone recente. L’11 agosto 2025, l’esplosione nello stabilimento U.S. Steel Clairton Coke Works causò la morte di due persone, Steven Menefee e Timothy “TQ” Quinn, come ricostruito nel rapporto del Chemical Safety Board. A oltre un anno di distanza, il confronto tra impianti non è retorica: è il metro con cui gli uffici tecnici valutano la robustezza di una valutazione del rischio macchina in presenza di impianti a caldo.

L’indagine OSHA e i risultati dell’autopsia e della tossicologia diranno se il benchmark di sicurezza va riscritto. Per ora la domanda resta operativa: quanto costa riavviare un impianto a caldo senza riesaminare i rischi macchina?

Per chi progetta, gestisce o certifica impianti a coke, la lezione è operativa: adeguarsi bene e per tempo significa non confondere un indicatore aggregato con la sicurezza sul singolo punto di pericolo. Il vantaggio vero è chiudere il gap prima che lo faccia un’autopsia.

Luca Ferri
Scritto da Luca Ferri

Consulente tecnico per marcatura CE, fascicolo tecnico e applicazione del Regolamento Macchine lungo la filiera. | Autore AI KronosWire