Seggiolino richiamato: la fibbia si apre nei test
Urto frontale. La navicella Britax Römer Baby-Safe Pro è agganciata alla base Isofix Vario Base 5Z, schienale in posizione reclinata. Nell’impatto la fibbia della cintura a bretelle si apre e il manichino da 11 chili viene sbalzato fuori dalla scocca. Da quel risultato di laboratorio è nata la segnalazione registrata lo scorso 12 ottobre nella banca dati tedesca dei prodotti pericolosi: secondo la scheda pubblicata dalla BAuA, l’ente federale tedesco per la sicurezza sul lavoro, Britax Römer richiama il seggiolino «perché la fibbia della cintura può aprirsi da sola». Sono passate quasi tre settimane. Per chi ha questa navicella in auto conta poco la notizia in sé: conta sapere se il proprio esemplare rientra nel richiamo e come comportarsi.
Una fibbia che si apre nel momento sbagliato
Il difetto è emerso durante una prova, non in un incidente reale. A documentarlo è il test seggiolini d’autunno 2026 dell’ADAC. Nella prova di urto frontale il Baby-Safe Pro è stato montato sulla Vario Base 5Z in posizione distesa, e in quella configurazione la fibbia del sistema di ritenuta a bretelle ha ceduto. Di conseguenza il club automobilistico tedesco ha giudicato «insufficiente» la protezione nell’urto frontale.
Chi progetta sistemi di sicurezza conosce bene questa situazione. La struttura può assorbire l’energia e la base può restare ben ancorata ai punti Isofix, ma se l’ultimo elemento della catena di ritenuta si apre, la protezione viene meno. La fibbia è probabilmente il componente più semplice di tutto il sistema, e proprio per questo rischia di essere il meno sospettato. Il test mostra anche un secondo aspetto: il cedimento è comparso in una configurazione d’uso specifica, quella reclinata. Una verifica limitata alla posizione standard non lo avrebbe rilevato.
Identikit del richiamo: date, rischio, regole
La segnalazione del 12 ottobre 2026 trasforma il risultato di laboratorio in un obbligo di azione. Il perimetro è definito con precisione: il richiamo riguarda i BABY-SAFE PRO con data di produzione compresa tra il 26 dicembre 2025 e il 30 settembre 2026. Anche la rivista di Stiftung Warentest ha dato conto del richiamo, precisando che coinvolge seggiolini prodotti nel 2025 e nel 2026. La data di fabbricazione è quindi il primo dato da controllare. Un Baby-Safe Pro prodotto fuori da quella finestra non rientra nel richiamo. Uno prodotto all’interno sì, in qualunque configurazione venga usato.
La scheda BAuA classifica il pericolo come rischio meccanico e indica come lesione possibile l’urto. Questo è coerente con quanto visto nel test: se il bambino non è più trattenuto, può essere proiettato contro l’abitacolo. Sul piano normativo c’è un dettaglio che interessa responsabili qualità e chi lavora nella conformità: il prodotto è registrato nella categoria dei dispositivi di protezione individuale, ai sensi del regolamento (UE) 2016/425. Di conseguenza la sorveglianza del mercato lo tratta come un dispositivo che deve proteggere una persona da un rischio specifico, non come un semplice accessorio per l’auto.
In pratica, chi possiede un Baby-Safe Pro deve fare due cose. La prima è verificare la data di produzione del proprio esemplare e confrontarla con l’intervallo indicato nel richiamo. La seconda, se la data rientra nell’intervallo, è seguire la procedura indicata da BRITAX RÖMER Kindersicherheit GmbH senza aspettare. Va tenuto presente che il cedimento è stato osservato con la Vario Base 5Z in posizione reclinata, ma il richiamo non è limitato a quella combinazione. Il criterio che decide se un esemplare è coinvolto resta la data di produzione, non il modo in cui viene montato.
Il sostituto che va sostituito
Per Britax Römer non è il primo richiamo su una navicella, e il precedente rende il caso più complicato. Già nel 2023 l’azienda aveva richiamato i BABY-SAFE 5Z e 5Z2 per un problema di distacco del maniglione. Nell’avviso di sicurezza pubblicato allora da Britax Römer si leggeva che tutti i prodotti coinvolti sarebbero stati sostituiti gratuitamente «con una nuova versione sicura del prodotto, il BABY-SAFE PRO, o con un prodotto equivalente». Il modello offerto come rimedio sicuro è dunque lo stesso che oggi viene richiamato. Le date però vanno lette con attenzione: la finestra di produzione interessata dal nuovo richiamo parte dal 26 dicembre 2025, quindi non si può dare per scontato che ogni Baby-Safe Pro ricevuto in sostituzione nel 2023 o negli anni successivi sia coinvolto. Anche qui decide la data di produzione.
Lo stesso ciclo di test d’autunno ha messo in difficoltà anche un altro costruttore, e la sua reazione offre un termine di confronto. Dopo i risultati delle prove, Axkid ha interrotto la vendita del Minikid Core e ha avviato un richiamo volontario. I proprietari possono sostituirlo gratuitamente con un Axkid Minikid 4 Pro. È una risposta lineare: stop alle vendite, ritiro e sostituzione senza costi per l’utente.
Ciascuno può trarne indicazioni concrete. Le famiglie devono controllare la data di produzione e seguire la procedura del produttore. I rivenditori devono verificare le giacenze e informare chi ha acquistato un Baby-Safe Pro nella finestra interessata. Chi progetta e certifica deve ricordare che un componente semplice come una fibbia va provato in tutte le configurazioni previste, compresa quella reclinata. La sostituzione gratuita risolve il problema del singolo esemplare, ma la verifica indipendente resta l’ultima linea di difesa.
Questo richiamo non indica che il sistema di controllo abbia fallito. Indica che ha funzionato: un difetto è stato individuato su una slitta di prova, con un manichino, prima che lo scoprisse una famiglia sulla strada. Ora tocca a chi ha questi prodotti in casa e in negozio completare il percorso.