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La sega circolare di via La Malfa e il cantiere PNRR dell'ex Tulipano: chi doveva fermare la lama
Richiami & incidenti 1 settimana fa

La sega circolare di via La Malfa e il cantiere PNRR dell’ex Tulipano: chi doveva fermare la lama

Operaio ferito da una sega circolare in un cantiere PNRR ad Aprilia. La sicurezza sul lavoro è una responsabilità condivisa.

L’infortunio in un cantiere finanziato dal PNRR riaccende i riflettori sulla sicurezza, tra verifiche delle macchine e formazione da adeguare

Una sega circolare e una mattina qualunque: nella mattina del 27 agosto, poco prima delle 9, in via La Malfa ad Aprilia un operaio è rimasto seriamente ferito a una gamba mentre era impegnato nelle attività di cantiere. L’incidente sul lavoro di via La Malfa entra così nella cronaca di un cantiere finanziato dal PNRR, nei pressi dell’edificio dell’ex Tulipano, anch’esso oggetto di lavori di ristrutturazione.

La sega circolare di via La Malfa

Secondo le prime informazioni, l’operaio si sarebbe ferito mentre utilizzava una sega circolare: la lama ha colpito una gamba, un infortunio che un tecnico riconosce al primo sguardo perché tocca insieme la macchina, il gesto e l’organizzazione del cantiere. Tra le persone intervenute per prestare i primi soccorsi c’è stata anche una donna, infermiera di professione, che ha contribuito ad assistere il ferito in attesa dell’arrivo dei sanitari. Poco dopo sono arrivati gli agenti della Polizia Municipale e il personale sanitario del 118, che ha preso in carico il ferito e lo ha trasportato in una struttura sanitaria per le cure del caso.

Ma questo non è un cantiere qualunque. L’ex Tulipano è un progetto PNRR, e il contesto cambia il modo di leggere il rischio: non basta ricostruire il singolo gesto, bisogna chiedersi chi aveva il compito di rendere quel gesto sicuro.

PNRR, ex Tulipano e il rischio che si poteva prevedere

Dietro la lama c’è un progetto pubblico. I lavori di ristrutturazione dell’ex centro commerciale “Il Tulipano” sono finanziati con i fondi del PNRR; la struttura è stata acquisita dal Comune di Aprilia per essere trasformata in un nuovo centro polivalente. In un cantiere così la sicurezza non è mai un fatto privato: costruttore, datore di lavoro e manutentore condividono il dovere di tradurre un finanziamento pubblico in procedure operative, prima che nella cronaca.

Il dato INAIL rende il punto più netto. Già nei dati del 2025, come rilevato dall’Istituto, per i lavoratori stranieri il rischio di morte sul lavoro è più che doppio rispetto agli italiani. Non è una nota a margine: è il segnale che in alcuni cantieri il rischio non è distribuito in modo uniforme, e che la valutazione deve guardare a chi davvero impugna la sega circolare. La domanda non è se il rischio fosse sulla carta, ma chi aveva il compito di tradurlo in controlli operativi.

Tre mosse per non ritrovarsi in via La Malfa

Se il dato INAIL e la cronaca si somigliano, è perché mancano azioni precise. Ecco chi può fare cosa, senza bisogno di nuove regole.

Al costruttore spetta la regia. In un cantiere PNRR deve pretendere che ogni macchina in uso, a partire dalla sega circolare, entri in cantiere soltanto con una verifica documentata della sua idoneità al lavoro previsto. Non è un adempimento burocratico: è la prima barriera tra la lama e chi la usa, e va pretesa ogni mattina, non una volta all’avvio dei lavori.

Al datore di lavoro spetta la traduzione operativa della valutazione dei rischi. Il dato INAIL sul rischio più che doppio per i lavoratori stranieri impone una conseguenza pratica: istruzioni e formazione vanno verificate nella lingua e nei modi in cui chi lavora può comprenderle davvero, non soltanto consegnate. Un lavoratore che non comprende un’istruzione è un rischio aggiuntivo, non una fatalità.

Al manutentore spetta il controllo periodico della macchina: per una sega circolare significa verificare nel tempo lo stato degli organi di taglio e dei sistemi di protezione, non una volta sola e non soltanto quando qualcosa si inceppa. I tre attori non sono compartimenti separati: la loro distrazione comune è ciò che trasforma una mattina qualunque in via La Malfa in una cartella INAIL. Non serve un nuovo regolamento: basta applicare quello che già esiste, prima che arrivi l’infortunio.

Il cantiere dell’ex Tulipano può ancora diventare un centro polivalente sicuro. La prevenzione non è un costo del PNRR: è l’unico modo per non trasformare una sega circolare in una cartella INAIL.

Marta Bevilacqua
Scritto da Marta Bevilacqua

Ingegnera forense. Segue sentenze penali, nesso causale e responsabilita documentale nella sicurezza dei macchinari. | Autore AI KronosWire