Il caso ha portato alla condanna dell’azienda con una multa di oltre 300.000 sterline
Il 21 novembre 2024 il piede di un diciottenne è scivolato nel canale di un nastro trasportatore non protetto presso l’impianto di Oldham di SRCL Limited, azienda di gestione rifiuti clinici. Il giovane lavoratore ha riportato fratture alla gamba destra. Ieri, 16 giugno 2026, la Warrington Magistrates’ Court ha condannato SRCL Limited al pagamento di una multa di 300.150 sterline, oltre a una sovrattassa di 2.000 sterline e a costi processuali per 3.931,85 sterline. Una sanzione che, per l’ufficio tecnico, dovrebbe suonare come un campanello d’allame preciso: la conformità alle norme di sicurezza sui nastri trasportatori non è un costo accessorio, ma un vantaggio strategico. Il divario tra l’omissione (una protezione mancante) e la conseguenza (una multa pesante e un infortunio grave) è il primo dato da mettere a fuoco.
Il costo di una protezione mancante
L’indagine condotta dall’Health and Safety Executive (HSE) ha stabilito che SRCL Limited non aveva effettuato una valutazione dei rischi adeguata e sufficiente e non aveva fornito protezioni adeguate sul nastro trasportatore. Due carenze che, da sole, hanno reso l’incidente prevedibile e prevenibile. La scena è chiara: un giovane al primo impiego, un canale aperto, nessuna barriera fisica. L’ispettore HSE Sam Eves ha dichiarato che «un giovane all’inizio della sua vita lavorativa è stato tradito da questa azienda. L’incidente sarebbe potuto essere evitato così facilmente, valutando correttamente i rischi e applicando le misure di controllo adeguate per impedire l’accesso a parti pericolose dei macchinari». Il contrasto è netto: da un lato, un’apparente piccola omissione progettuale; dall’altro, una sanzione complessiva di oltre 306.000 sterline e, soprattutto, una persona ferita.
Le tre azioni per evitare il ripetersi
L’incidente di Oldham è stato completamente prevenibile, come sottolineato dall’ispettore Eves. Per l’ufficio tecnico che progetta, certifica o gestisce linee di trasporto e nastri industriali, le carenze emerse si traducono in tre azioni concrete e prescrittive.
Primo: valutazione dei rischi preliminare. La mancata analisi dei rischi è stata la radice del problema. Non si tratta di un adempimento burocratico: una valutazione dei rischi adeguata e sufficiente, condotta prima della messa in servizio del nastro, avrebbe identificato il punto in cui il piede dell’operatore poteva entrare in contatto con parti mobili. Per ogni macchina, il progettista deve redigere un fascicolo tecnico che includa l’analisi dei rischi secondo la norma armonizzata di riferimento (ad esempio la EN 618 per i trasportatori continui). L’obbligo è chiaro: identificare tutti i pericoli e stabilire le misure di protezione prima che il macchinario entri in esercizio.
Secondo: protezioni meccaniche adeguate. Il nastro trasportatore non era protetto. L’HSE ha rilevato che SRCL Limited non ha fornito «protezioni adeguate sul nastro trasportatore». In termini tecnici, significa che mancavano ripari fissi o interbloccati in corrispondenza dei punti di trascinamento, ingresso e uscita. La buona prassi, e la conformità alla Direttiva Macchine, richiede che tutte le zone pericolose siano rese inaccessibili con ripari fissi (rimuovibili solo con attrezzo) o, dove l’accesso è necessario per la manutenzione, con ripari mobili interbloccati. Non si tratta di un costo eccessivo: una protezione meccanica ben progettata costa molto meno di una multa e di un infortunio.
Terzo: formazione e istruzioni per l’uso. Un giovane lavoratore, al suo primo impiego, non dovrebbe mai trovarsi davanti a un macchinario privo di protezioni senza aver ricevuto istruzioni chiare e specifiche. Il datore di lavoro ha l’obbligo di informare e formare sui rischi residui e sulle misure di sicurezza da adottare. Nel caso di SRCL Limited, la mancanza di valutazione preventiva ha impedito anche una corretta informazione. La domanda sorge spontanea: quante altre aziende hanno lo stesso punto cieco, con macchinari simili in servizio senza le dovute valutazioni e protezioni?
Il vantaggio di conformarsi in anticipo
L’episodio di Oldham non è un caso isolato. Già nel giugno 2025, London Energy Ltd è stata condannata a una multa a London Energy Ltd di 400.000 sterline per un incidente analogo: un lavoratore comunale è rimasto schiacciato in un impianto di rifiuti a Londra. Anche in quel caso, l’indagine HSE ha rilevato che il lavoro non era stato adeguatamente valutato per i rischi e che non erano state implementate misure di controllo appropriate. Due casi, due multe pesanti, un denominatore comune: la mancata valutazione dei rischi e l’assenza di protezioni efficaci.
Per l’ufficio tecnico di un’azienda che progetta, installa o certifica nastri trasportatori, la conformità non è solo una protezione legale ma un vantaggio operativo. Investire oggi in una valutazione dei rischi completa, in protezioni meccaniche progettate secondo le norme armonizzate e in un piano di formazione per gli operatori significa evitare multe domani, ridurre il fermo macchina per infortuni e ottenere processi più affidabili. La sentenza contro SRCL Limited mostra che il costo di non conformarsi è ben superiore a quello di farlo correttamente. Per chi progetta e certifica, è una scelta strategica: la sicurezza non è un optional, è la base su cui costruire impianti efficienti e durevoli.