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Le saldature nelle scarpe lampeggianti contengono troppo piombo

Le saldature nelle scarpe lampeggianti contengono troppo piombo

Jollyroom richiama scarpe lampeggianti: le saldature della scheda LED contengono fino al 77,8% di piombo, non conformi alla direttiva RoHS 2.

Jollyroom estende il richiamo al modello Barbie per ridurre l’incertezza dei clienti.

Si accendono a ogni passo, portano i personaggi Pokémon o Barbie e piacciono molto ai bambini. Proprio per questo le scarpe lampeggianti sono finite al centro di un richiamo che riguarda anche chi progetta prodotti. Dentro la suola c’è una piccola scheda elettronica, e la lega usata per saldarla contiene troppo piombo. Secondo la scheda pubblicata nella banca dati della BAuA, l’istituto federale tedesco per la sicurezza e la salute sul lavoro, il rivenditore Jollyroom richiama le scarpe da bambino lampeggianti perché il contenuto di piombo nella lega di saldatura del circuito stampato è troppo elevato. La segnalazione risale allo scorso 16 ottobre, poco più di due settimane fa.

Un articolo di moda che risponde anche alla direttiva giocattoli

Nella segnalazione ci sono tre dati da leggere insieme. Il prodotto è classificato nella categoria «abbigliamento, tessili e articoli di moda». Il tipo di lesione indicato è l’avvelenamento, cioè un pericolo legato alle sostanze e non a urti o tagli. Il quadro normativo richiamato, però, è la direttiva giocattoli 2009/48/CE. Una scarpa, quindi, che sulla carta è un capo d’abbigliamento ma viene valutata anche con i criteri pensati per gli oggetti con cui i bambini giocano.

Non è una contraddizione. È il risultato di come il prodotto è fatto: luci, colori e personaggi dei cartoni trasformano la calzatura in qualcosa che il bambino usa anche per giocare. Resta da capire dove si trovi il difetto, e qui entra in gioco un terzo regime normativo.

Dentro la suola: una saldatura fino al 77,8% di piombo

Il problema sta in un punto che nessun genitore controlla: la scheda che fa lampeggiare le luci. Come riporta la pagina di richiamo di Jollyroom, è stata l’Agenzia svedese per le sostanze chimiche a controllare le scarpe e a trovare piombo nella lega di saldatura del circuito stampato del sistema luminoso. Non si parla quindi del tessuto, della gomma o dei colori, ma dei pochi millimetri di metallo che collegano i componenti elettronici.

Il valore misurato è alto. Secondo la scheda del richiamo europeo sui «Blinking Sandals», le saldature presentano una concentrazione eccessiva di piombo, con un valore misurato fino al 77,8% in peso. La stessa scheda indica che il prodotto non è conforme alla direttiva RoHS 2, che limita l’uso di alcune sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Questo è il passaggio che riguarda chi progetta. Quando in una scarpa si inserisce una scheda con LED e alimentazione, quella parte va trattata come apparecchiatura elettrica ed elettronica, con tutti i vincoli chimici che ne derivano. Non basta che tomaia e suola siano conformi ai requisiti per i tessili, né che il prodotto nel complesso superi le verifiche previste per un giocattolo. Ogni componente ha il suo regime, saldature comprese. Nella pratica la distinta base di un prodotto ibrido dovrebbe indicare, per ogni elemento elettronico, la composizione dichiarata e verificata della lega di saldatura, come si fa per qualsiasi altra scheda destinata al mercato europeo. Questa è una raccomandazione di buona prassi, non una prescrizione testuale della scheda di richiamo. L’obbligo di conformità alla RoHS 2, invece, emerge chiaramente dalla motivazione del provvedimento.

Rendere inutilizzabili le scarpe, poi chiedere il rimborso

Per le famiglie che hanno già queste scarpe in casa, le indicazioni sono semplici. Jollyroom raccomanda di non usarle più e di conservarle fuori dalla portata dei bambini. Il rimborso è completo, a una condizione: il cliente deve fornire una prova fotografica o un video che dimostri che le scarpe sono state rese inutilizzabili. In questo modo il prodotto non torna in circolazione, per esempio passando a fratelli più piccoli o finendo nel mercato dell’usato, e il rivenditore evita la gestione logistica dei resi.

C’è poi un dettaglio che merita attenzione. Jollyroom ha deciso di richiamare anche il modello Barbie, pur riconoscendo che non era strettamente necessario. Nelle parole dell’azienda, Jollyroom «prende la sicurezza molto sul serio» e ha quindi scelto di ritirare comunque anche quel modello. Per chi lavora nella qualità e nella conformità è un esempio utile: estendere il richiamo ai prodotti che condividono la stessa architettura, anche dove il risultato analitico non lo impone, riduce l’incertezza per i clienti e rafforza la fiducia nel marchio.

Il caso non giustifica allarmismi. Le famiglie hanno una procedura chiara da seguire, e i rivenditori hanno un modello di comunicazione da imitare. La lezione più ampia riguarda chi progetta: quando un prodotto si accende, va trattato anche come elettronica, e la verifica chimica deve arrivare fino all’ultima saldatura. Viene allora da chiedersi quanti altri oggetti di uso quotidiano, dagli zaini con luci ai capi che si illuminano, contengano una piccola scheda che andrebbe controllata con gli stessi criteri.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire