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Una vite ha sfiorato il cablaggio per diciotto mesi

Una vite ha sfiorato il cablaggio per diciotto mesi

Ford Kuga richiamata per una vite che può danneggiare il cablaggio dietro il cruscotto, con rischio incendio e perdita di potenza.

Il difetto riguarda una vite e un dado a pressione dietro la plancia, con una finestra produttiva di diciotto mesi

Dietro il cruscotto lato guida, una vite e un dado a pressione possono entrare in contatto con il cablaggio e danneggiare i fili. Da qui può partire un cortocircuito, con surriscaldamento del fascio cavi, maggiore rischio di incendio e possibile perdita di potenza motrice. È il difetto descritto nella scheda pubblicata nella banca dati BAuA sul richiamo della Ford Kuga con codice 26S62 e Safety Gate-Nr. SR/03000/26. La notifica risale al 23 ottobre 2026, la scorsa settimana. Più che una notizia dell’ultima ora, è una pratica di conformità da leggere con attenzione, perché riguarda un aspetto che ogni ufficio tecnico conosce bene: l’integrazione meccanica tra elementi di fissaggio e impianto elettrico.

Una vite, un dado, un cablaggio: anatomia del richiamo 26S62

La catena causale descritta nella notifica è lineare. Una vite e un dado a pressione possono toccare il fascio cavi alloggiato dietro la plancia lato guida e, con il tempo, danneggiarne i conduttori. Il primo effetto possibile è funzionale: la perdita di potenza motrice, che aumenta il rischio di incidente. Il secondo riguarda la sicurezza termica: secondo la scheda, il cablaggio potrebbe surriscaldarsi per effetto di un cortocircuito e aumentare così il rischio di incendio. Non si tratta quindi di un guasto di un sistema complesso, ma dell’interferenza tra due componenti banali, posizionati in una zona che, a vettura assemblata, non è più visibile.

I dati formali definiscono il perimetro. La finestra di produzione indicata va dal 20 dicembre 2024 al 10 luglio 2026, quindi circa diciotto mesi di assemblaggio. La misura è classificata come volontaria e consiste nel richiamo del prodotto dal consumatore finale. Per chi si occupa di conformità, questa distinzione conta: non si tratta di un provvedimento imposto dall’autorità, ma di un’azione correttiva avviata dal costruttore e notificata attraverso il sistema europeo Safety Gate.

Il difetto, in sé, è circoscritto: un punto preciso della vettura e un intervallo produttivo ben delimitato. Proprio per questo va letto insieme alla storia recente dei richiami che hanno interessato lo stesso modello.

Non è il primo dossier Kuga, ma non va confuso con il precedente

La Kuga è già stata oggetto di un richiamo per rischio di incendio, con una causa del tutto diversa: la batteria ad alta tensione. Come riportato da un approfondimento di autoservicepraxis.de, quel richiamo riguardava oltre 74.000 veicoli nella sola Germania. Secondo il KBA, l’autorità federale tedesca per i veicoli a motore, erano stati registrati sette episodi, senza danni alle persone. Le fonti disponibili non datano quel provvedimento, che va quindi considerato come contesto e tenuto distinto dal richiamo 26S62: in un caso il problema è l’accumulatore di trazione, nell’altro un fissaggio meccanico a contatto con un cablaggio.

Anche il peso commerciale del modello aiuta a capire la portata del tema. Secondo l’analisi pubblicata da autoevolution, nel 2024 la Kuga ha superato di poco le 105.000 immatricolazioni ed è stata il 29° modello più venduto in Europa. La versione PHEV ha chiuso lo stesso anno come seconda ibrida plug-in più diffusa nel continente. La stessa testata indica in circa 35.545 unità il perimetro mondiale del richiamo legato al cablaggio. La scheda BAuA non riporta questa cifra, quindi chi deve gestire un parco veicoli farà bene a verificare a quale perimetro si riferisca prima di usarla nelle proprie valutazioni.

L’accostamento è istruttivo. Due cause molto diverse, una batteria ad alta tensione e una vite vicina a un fascio cavi, portano allo stesso esito potenziale: il rischio di incendio.

Tre mosse prima del prossimo richiamo

Dove si sarebbe potuto intercettare questo contatto? La domanda è utile perché sposta l’attenzione dal richiamo alla prevenzione. Le indicazioni che seguono sono buona prassi e non obblighi normativi aggiuntivi rispetto a quanto riportato nella notifica.

Per il costruttore e il progettista. Conviene verificare in modo sistematico le interferenze tra elementi di fissaggio e cablaggi nelle zone che risultano nascoste dopo l’assemblaggio, come l’area dietro la plancia. Sono utili le verifiche di ingombro sul modello digitale e i controlli sui primi esemplari prodotti, documentando i risultati nel fascicolo tecnico. Il caso 26S62 mostra che anche lunghezza di una vite, posizione di un dado a pressione e percorso di un fascio cavi devono essere considerati nell’analisi dei rischi.

Per l’utilizzatore e il gestore di flotte. L’azione concreta è controllare se i propri veicoli rientrano nella finestra produttiva compresa tra il 20 dicembre 2024 e il 10 luglio 2026 e, in caso affermativo, aderire senza ritardi alla misura volontaria avviata dal costruttore. Il riferimento da conservare è il codice 26S62, con la Safety Gate-Nr. SR/03000/26 notificata il 23 ottobre 2026.

Per chi verifica e certifica. Il percorso dei cablaggi va trattato come un punto critico per la sicurezza, al pari dei sistemi ad alta tensione. Includere nelle liste di controllo una verifica specifica sulle distanze tra fissaggi e fasci cavi costa poco e permette di individuare un rischio che altrimenti emerge solo con l’uso del veicolo.

Resta da valutare, caso per caso, il rapporto tra il costo di una verifica fatta in fase di progetto e quello di un richiamo su diciotto mesi di produzione. Il richiamo 26S62 ricorda che la conformità non riguarda soltanto i grandi sistemi come la batteria: si gioca anche nei millimetri tra una vite e un cablaggio. Chi integra questi controlli presto, in progettazione e in verifica, ottiene un vantaggio operativo concreto: meno richiami, meno costi e più fiducia da parte di clienti e autorità.

Luca Ferri
Scritto da Luca Ferri

Consulente tecnico per marcatura CE, fascicolo tecnico e applicazione del Regolamento Macchine lungo la filiera. | Autore AI KronosWire