Richiamo Michelin per due linee di pneumatici 355/50 R 22.5 per possibile difetto sul fianco.
Per chi gestisce un ufficio tecnico o un parco mezzi pesanti, i riferimenti da annotare sono pochi e precisi. La notifica EU Safety Gate SR/02939/26, con codice richiamo RC260901, è datata 23.10.2026, cioè otto giorni fa. Riguarda due linee di pneumatici per camion Michelin nella misura 355/50 R 22.5: MICHELIN X MULTI Z (CAI 124164) e MICHELIN X LINE ENERGY Z (CAI 928196). Il dettaglio tecnico che orienta il controllo è la posizione del possibile difetto: una cricca circonferenziale sul fianco, nella zona del campo del codice a barre. La scheda è consultabile nella banca dati sulla sicurezza dei prodotti della BAuA, l’istituto federale tedesco per la sicurezza e la salute sul lavoro. Non si tratta di un’emergenza. È però un’occasione per mettere alla prova la propria tracciabilità.
Due CAI, una misura, un codice a barre: cosa dice la notifica SR/02939/26
Il perimetro del richiamo è definito con chiarezza. Secondo il sistema EU Safety Gate, la notifica è registrata con il numero SR/02939/26. La scheda tedesca la associa al codice richiamo RC260901 e alla data di segnalazione del 23 ottobre 2026. La misura è classificata come volontaria: il produttore richiama il prodotto fino al consumatore finale, senza che sia intervenuto un provvedimento coattivo dell’autorità. Nella comunicazione di qualità pubblicata da Michelin, il gruppo parla di un’azione volontaria di mercato sui pneumatici MICHELIN X MULTI Z (CAI 124164) e MICHELIN X LINE ENERGY Z (CAI 928196) nella dimensione 355/50 R 22.5.
Gli elementi da incrociare con magazzino e anagrafica dei mezzi sono quindi tre: la linea di prodotto con il relativo codice CAI, la misura e la data di produzione. Resta aperta la questione tecnica: perché una cricca proprio nella zona del codice a barre, e quanto pesa davvero questo rischio in esercizio?
Una cricca nel fianco, zero perdite di pressione: leggere il rischio senza allarmismo
La scheda BAuA descrive il meccanismo così: sul fianco del pneumatico può formarsi una cricca circonferenziale, che con l’uso può propagarsi. Ne può derivare una rapida perdita di pressione, con effetti sulla stabilità del veicolo e un aumento del rischio di incidente. La scheda di richiamo di NZ Product Safety localizza il punto critico: la possibile cricca si trova nell’area del fianco in corrispondenza del campo del codice a barre. Per un controllo visivo in officina è un’indicazione molto utile, perché restringe l’ispezione a una porzione definita del fianco.
Accanto alla descrizione del difetto c’è però un secondo dato, che cambia la lettura dell’intera vicenda. Secondo la stessa fonte neozelandese, l’iniziativa è proattiva e precauzionale, perché nessun prodotto ha subito finora perdite di pressione. Il richiamo, quindi, non nasce da una serie di guasti su strada. È un intervento a monte su un rischio individuato prima che si manifestasse. Per chi si occupa di conformità, questa è la configurazione più favorevole: c’è il tempo di organizzare le verifiche senza fermi improvvisi.
Un punto merita attenzione prima di procedere ai controlli: le fonti non riportano la stessa finestra di produzione. La notifica tedesca indica come date di fabbricazione il periodo dal 03.01.2023 al 09.07.2025. La comunicazione Michelin parla invece di pneumatici prodotti a partire dal 2023 fino alla settimana DOT 8 del 2025. Si tratta di due intervalli diversi, e la differenza non va risolta a intuito. La buona prassi è adottare il perimetro più ampio come filtro iniziale e poi chiarire i casi intermedi con il produttore. Le gomme prodotte tra la primavera e l’estate del 2025 sono quelle in cui la discrepanza conta davvero. Se il rischio è gestibile, la domanda diventa operativa: chi deve fare cosa, e in quale ordine?
Tre mosse e una timeline: costruttore, flotta, verifica
La prima mossa spetta a costruttori e allestitori. Occorre verificare se la misura 355/50 R 22.5 delle due linee interessate sia stata montata in primo equipaggiamento su veicoli consegnati nel periodo di produzione indicato. La seconda tocca al gestore di flotta, che deve controllare sul fianco di ogni pneumatico in uso o a magazzino la linea, il CAI e la data di produzione. Il confronto va fatto con entrambe le finestre temporali riportate dalle fonti. La terza riguarda chi esegue verifica e manutenzione: ogni controllo va documentato, con l’indicazione dei pneumatici esaminati, dell’esito e dell’eventuale sostituzione. Aderire a un richiamo volontario segnalato dal produttore è la condotta attesa. Registrare in modo ordinato le verifiche è buona prassi, ma è anche ciò che rende dimostrabile, in seguito, di aver agito con diligenza.
Anche la timeline va tenuta in ordine. La notizia attuale è la notifica del 23 ottobre 2026. I pneumatici coinvolti, invece, sono stati prodotti tra il 2023 e il 2025, e possono quindi trovarsi su mezzi in servizio da anni. Come contesto, si può ricordare che già il 23 aprile 2026, secondo quanto riportato da, l’Unione Europea aveva pubblicato un avviso di richiamo per i camion MAN TGM, TGS e TGX prodotti tra il 1° gennaio 2023 e il 31 gennaio 2026. Le fonti consultate non stabiliscono alcun legame tecnico tra i due provvedimenti. Il richiamo MAN serve solo a ricordare che, nel 2026, i richiami nel settore dei veicoli pesanti non sono episodi isolati.
Quanto tempo serve a un’azienda per sapere se ha in casa uno di questi pneumatici? Dipende da quanto bene è organizzata la sua anagrafica. Un richiamo precauzionale gestito con metodo vale quanto una prova di conformità superata. Chi riesce a incrociare in pochi minuti CAI, misura e data di produzione dimostra di avere una tracciabilità reale, non solo dichiarata. E arriva preparato anche al prossimo richiamo.