Il riconoscimento consegnato il 20 ottobre al Teatro Era durante i seminari sulla sicurezza patrocinati da Inail Toscana.
Nel 2025 i casi mortali denunciati sul lavoro sono stati 1.198, in calo del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024. Nello stesso anno le denunce di infortunio complessive hanno toccato quota 600mila, con un aumento dell’1,2%. Sono i dati diffusi dall’Inail, e chi lavora ogni giorno in cantiere, in officina o in reparto li legge come un segnale da approfondire. Uno dei luoghi in cui la prevenzione è stata messa al centro nei giorni scorsi è Pontedera. Come riportava la comunicazione dell’Inail sull’iniziativa toscana, lo scorso 20 ottobre era in programma la cerimonia di consegna del premio di laurea in memoria di Matteo Gronchi. L’appuntamento era inserito nei Seminari sulla salute e sicurezza sul lavoro.
Meno morti, più infortuni: cosa dicono i numeri del 2025
Il quadro va letto come la scheda di un difetto ricorrente. Il dato sui decessi va nella direzione giusta, ma non basta a chiudere la segnalazione. Secondo i dati Inail sul 2025, resi noti a settembre, la flessione dei casi mortali denunciati convive con un leggero aumento delle denunce totali. Detto in termini pratici: si muore un po’ meno, ma ci si fa male un po’ di più, o comunque lo si denuncia di più. Per chi progetta, installa o mantiene impianti e macchine, il messaggio non cambia. La riduzione del rischio resta un lavoro continuo e non un traguardo raggiunto una volta per tutte.
C’è poi un elemento che rende la questione più concreta, perché indica dove intervenire. In occasione della relazione annuale Inail D’Ascenzo lo ha detto senza giri di parole: «Purtroppo, i settori più rischiosi sono sempre gli stessi, e su questi dobbiamo insistere con ancora più efficaci e mirati interventi di prevenzione». Se la mappa del rischio non cambia, deve cambiare il modo in cui la affrontiamo. Resta da capire dove nascono, in concreto, questi interventi mirati.
Pontedera, tre giorni per mettere la prevenzione in agenda
Una risposta, almeno sul piano territoriale, è arrivata da Pontedera. Dal 19 al 21 ottobre si sono svolti i Seminari di Pontedera sulla salute e sicurezza sul lavoro, giunti alla seconda edizione. Dopo la prima edizione del 2025, l’iniziativa è tornata con un format articolato in tre appuntamenti. A promuoverla è stata la Fondazione Gruppo Lupi ETS, con il patrocinio di Inail Toscana. È un modello che chi si occupa di sicurezza conosce bene: un’occasione strutturata e ripetuta nel tempo, in cui aziende, istituzioni e formazione si confrontano sugli stessi problemi.
Nel programma figurava anche la sessione «Lavoro sicuro, una responsabilità intergenerazionale». Era prevista la partecipazione del direttore regionale dell’Istituto, Ciro Danieli. Il titolo dice molto più di quanto sembri. Le misure tecniche, come i ripari interbloccati, le distanze di sicurezza e i livelli di prestazione dei sistemi di comando, funzionano solo se chi le progetta e le gestisce ne capisce il senso. Questa comprensione si trasmette nel tempo. Ma chi raccoglierà davvero il testimone?
Dal ricordo alla competenza: il premio intitolato a Matteo Gronchi
Una parte della risposta sta in un premio di laurea nato da una perdita privata. Matteo, figlio del titolare del Gruppo Lupi, è morto nel 2007, da adolescente, in un incidente in moto. Non si è trattato quindi di un infortunio sul lavoro, ed è giusto dirlo con chiarezza. Come ricorda la Fondazione Gruppo Lupi, da quel momento la famiglia e l’azienda hanno scelto di custodirne il ricordo con gesti concreti dedicati alla crescita, alla cultura e alla formazione.
Il premio di laurea intitolato a Matteo si inserisce in questo percorso. La cerimonia di consegna era fissata per martedì 20 ottobre alle 10,30 al Teatro Era di Pontedera, nel cuore delle tre giornate dei Seminari. La scelta della collocazione ha un significato preciso. Il riconoscimento non resta un gesto commemorativo isolato, ma entra nel calendario in cui si parla di prevenzione. Così diventa uno stimolo per chi sta costruendo oggi le proprie competenze.
Lo ha spiegato Giacomo Gronchi, socio fondatore del Gruppo Lupi: «Un premio intitolato a mio nipote Matteo che mi rende orgoglioso. Nel dolore ci viene resa così un po’ di gioia nello stimolare gli studenti ad approfondire i propri studi su questi temi». Il contrasto è evidente: da un lutto personale nasce uno strumento che guarda avanti. Lo studente che oggi approfondisce la sicurezza in una tesi domani potrebbe progettare una linea di produzione, gestire un cantiere o firmare una valutazione dei rischi. È lì che gli «interventi mirati» richiamati dall’Inail prendono forma.
Non serve allarmismo per leggere i numeri del 2025. Indicano che la strada è ancora lunga, ma anche che la curva si può spostare. Investire sulla formazione delle nuove generazioni non richiede grandi riforme. È un’azione alla portata di aziende, enti e territori, e iniziative come quella di Pontedera mostrano che si può rendere ripetibile, anno dopo anno. La sicurezza si impara e si tramanda. Un ricordo personale, se trasformato in un percorso formativo, può diventare competenza condivisa.