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La Cassazione ha detto che quei crediti sono una truffa
Sentenze macchinari 1 settimana fa

La Cassazione ha detto che quei crediti sono una truffa

Quando un sequestro preventivo supera i 9,3 miliardi di euro non è cronaca contabile: è il segnale che la Cassazione ha tracciato con nettezza il perimetro penale dei crediti Superbonus. La sentenza n. 36525/2026 delle Sezioni Unite qualifica come truffa aggravata ai danni dello Stato la creazione e la cessione di crediti Superbonus inesistenti, confermando il sequestro preventivo e imponendo agli operatori verifiche sostanziali sui crediti.

Per capire cosa è cambiato con la pronuncia delle Sezioni Unite, bisogna partire dalla norma violata.

Il confine giuridico: tra truffa semplice e truffa ai danni dello Stato

La condotta è sussumibile nella fattispecie di reato di cui agli artt. 640 e 640-bis cod. pen. La menzione congiunta dei due articoli non è un passaggio formale: l’art. 640 cod. pen. delinea la truffa nella sua forma ordinaria, mentre l’art. 640-bis cod. pen. presidia la truffa aggravata ai danni dello Stato. Il richiamo a entrambe le norme indica che la creazione e la cessione di crediti Superbonus inesistenti possono rilevare in entrambe le forme, a seconda delle modalità della condotta e della natura delle risorse coinvolte.

Al centro della vicenda c’è il c.d. Superbonus, la normativa che prevede una detrazione del 110% per gli interventi in edilizia e consente la cessione e la commercializzazione dei relativi crediti di imposta. È proprio la possibilità di cedere e commercializzare i crediti a creare l’occasione per costruire valori fiscali che non corrispondono a lavori realmente eseguiti. Il discrimine tra il credito legittimo e il credito inesistente diventa così il cuore della qualificazione penale.

La pronuncia delle Sezioni Unite conferma il sequestro preventivo e, con esso, la scelta di qualificare la condotta come aggressione a risorse pubbliche. Non si tratta, quindi, di una semplice irregolarità fiscale: la contestazione penale sposta il piano del confronto dai chiarimenti in sede tributaria alla responsabilità per truffa. Ma quanto è esteso il fenomeno che questa qualificazione giuridica intende colpire?

9,3 miliardi sotto sequestro: il peso reale della frode

La risposta arriva dal dato operativo della Guardia di Finanza. Secondo il Comando generale della Guardia di Finanza, oltre 9,3 miliardi di euro di crediti inesistenti in materia edilizia ed energetica risultano sottoposti a sequestro preventivo dal novembre 2021. La cifra non è un semplice indicatore statistico: rappresenta l’ammontare dei valori congelati nell’ambito di procedimenti penali per crediti che l’accusa ritiene privi di sostanza.

Il dato, riferito dal Comando generale della Guardia di Finanza, riguarda crediti in materia edilizia ed energetica: una platea ampia, che comprende le diverse agevolazioni collegate agli interventi sul patrimonio immobiliare e all’efficienza energetica. La qualificazione operata dalle Sezioni Unite restituisce a questa attività di contrasto una base giuridica precisa, collegando l’inesistenza del credito alla responsabilità penale degli operatori. Dati di questo tipo impongono una domanda concreta: come evitare di finire in quel conteggio?

Oltre il timore: le verifiche che mettono al riparo

Come evitare di finire in quel conteggio? Non con la rassegnazione, ma con la verifica della sostanza dei crediti. La sentenza delle Sezioni Unite non è solo una condanna: è un criterio operativo. Adeguarsi significa verificare l’esistenza reale dei lavori e la congruità dei crediti, trasformando la compliance in una leva di affidabilità per costruttori, professionisti e cessionari. La prevenzione è l’unica via per operare in un perimetro ora più chiaro.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire