Validati dalla Commissione Consultiva Permanente, offrono presunzione di conformità alla normativa
Immaginate un progettista alle prese con il calcolo delle distanze minime per impedire l’accesso a una zona pericolosa. Con un clic, un applicativo online elabora il dato in automatico, basandosi sulle soluzioni indicate dalla norma UNI EN ISO 13857:2020. Sul portale dell’Inail, la sezione dedicata ai software per la sicurezza del macchinario raccoglie quattro applicativi online, sviluppati dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (DIT), Laboratorio IV Sicurezza degli impianti di trasformazione e produzione. Tre di questi fanno riferimento a norme armonizzate aggiornate e, insieme al quarto – il primo a ricevere il riconoscimento formale – costituiscono un set di strumenti che la Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha già validato come Buona Prassi.
I software che diventano Buona Prassi
L’iter di riconoscimento ufficiale è iniziato nel 2013. Già il 27 novembre di quell’anno, il Software per la valutazione degli equipaggiamenti elettrici delle macchine ante direttiva (non marcate CE) è divenuto Buona prassi dopo l’approvazione della Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta di uno strumento pensato per valutare la conformità di macchine costruite prima dell’entrata in vigore della direttiva macchine, un supporto concreto per chi deve gestire il parco macchine storico senza incorrere in carenze di sicurezza.
Accanto a questo, l’Inail ha reso disponibili altri tre applicativi, ciascuno ancorato a una specifica norma tecnica. Il software Distanze di sicurezza per impedire il raggiungimento di zone pericolose con gli arti superiori e inferiori segue la UNI EN ISO 13857:2020; il Posizionamento dei dispositivi di protezione fa riferimento alla UNI EN ISO 13855:2010; il software Schiacciamento parti del corpo si basa sulla UNI EN ISO 13854:2020. Tutti e quattro sono prodotti dal DIT, il dipartimento a vocazione tecnologica dell’Inail, che insieme al Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) costituisce la struttura scientifica dell’Istituto. Il dato rilevante è che la loro validazione come Buona Prassi – un riconoscimento che conferisce presunzione di conformità alla normativa sulla salute e sicurezza – li rende strumenti autorevoli e immediatamente utilizzabili nei processi di progettazione e verifica.
Dalla teoria alla pratica: come funzionano
Per rispondere alla domanda su come si usano nella pratica, occorre guardare al meccanismo di funzionamento di questi applicativi online. L’utente – che può essere un fabbricante, un progettista, un fornitore, un datore di lavoro o uno stakeholder della sicurezza del macchinario – inserisce i dati richiesti e ottiene un report dei calcoli effettuati e delle check-list implementate. Non si tratta di semplici fogli di calcolo: il software incorpora le formule e le tabelle delle norme UNI EN ISO citate, eliminando il rischio di errore manuale e garantendo che il risultato sia coerente con lo stato dell’arte normativo.
Il contrasto con il metodo tradizionale è netto. Dove un tempo il progettista doveva consultare decine di tabelle, interpolare valori e verificare a mano ogni distanza, oggi l’applicativo restituisce in pochi secondi il valore di sicurezza richiesto, completo di riferimento normativo e di indicazioni per la verifica documentale nel fascicolo tecnico. Per chi si occupa di marcatura CE o di adeguamento di macchine esistenti, avere un report generato da un software riconosciuto come Buona Prassi semplifica la stesura della dichiarazione di conformità e supporta la redazione del fascicolo tecnico, elemento centrale per dimostrare la presunzione di conformità rispetto ai requisiti essenziali di sicurezza.
Il vantaggio di adeguarsi per tempo
Ecco perché adottarli subito è una scelta lungimirante. Integrare questi strumenti già in fase di progettazione – o durante l’analisi dei rischi di una macchina esistente – non solo riduce i tempi di calcolo, ma allinea il lavoro dell’ufficio tecnico a prassi validate dalla Commissione Consultiva Permanente. Non si tratta di un obbligo normativo: il legislatore non impone l’uso di un software specifico. Tuttavia, utilizzare una Buona Prassi riconosciuta offre un vantaggio pratico evidente: in caso di contestazione, l’aver seguito un metodo ufficiale e documentato rende più solida la difesa della conformità. È una scelta di pragmatismo, non di burocrazia.
Inoltre, questi applicativi sono gratuiti e accessibili online: non richiedono installazioni né licenze. Per chi deve gestire macchine soggette a direttiva macchine (2006/42/CE) o ad altre direttive di prodotto, avere a disposizione uno strumento che calcola le distanze di sicurezza secondo la UNI EN ISO 13857:2020, che posiziona correttamente i dispositivi di protezione secondo la UNI EN ISO 13855:2010 o che determina gli spazi minimi per evitare lo schiacciamento secondo la UNI EN ISO 13854:2020 significa ridurre il margine di incertezza. Il progettista può concentrarsi sulla progettazione funzionale, affidando al software la parte più ripetitiva e soggetta a errore umano.
In definitiva, il messaggio per gli uffici tecnici è rassicurante: strumenti validati, semplici e gratuiti esistono già per rendere la conformità un vantaggio operativo, non un ostacolo. Che si tratti di calcolare la distanza minima per evitare il contatto con un organo in movimento o di verificare il posizionamento di un riparo fisso, l’applicativo giusto è a portata di clic. La strada della Buona Prassi è tracciata: resta solo da percorrerla. Con l’ausilio dei software Inail, progettisti e responsabili della marcatura CE possono affrontare le verifiche di sicurezza con la certezza di muoversi su un terreno normativamente solido.
Fonte: inail.it