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La Basilicata ha tempo fino al 2029 per spendere 180 milioni

La Basilicata ha tempo fino al 2029 per spendere 180 milioni

Il Cipess ha assegnato 180 milioni alla Basilicata per la coesione, con scadenza spesa al 31 dicembre 2029. Pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

L’assegnazione del CIPESS attiva un cronoprogramma vincolante con scadenza al 31 dicembre 2029

180.095.213,72 euro. Non è una cifra tonda, ma l’importo esatto che il CIPESS, nella seduta del 18 marzo 2026, ha assegnato alla Regione Basilicata a valere sul Fondo di rotazione di cui all’art. 5 della legge n. 183 del 1987, come attesta la delibera pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale. A quattro mesi da quella seduta, l’integrazione all’Accordo per la coesione sottoscritto il 5 febbraio scorso tra il Presidente del Consiglio dei ministri e il Presidente della Regione Basilicata mostra i primi contorni operativi: scadenze vincolanti, passaggi tecnici verificati e un orizzonte temporale che fissa al 31 dicembre 2029 il termine ultimo di ammissibilità della spesa.

Da CIPE a CIPESS: la programmazione diventa sostenibile

L’organismo che ha firmato quell’assegnazione non è più, da alcuni anni, il comitato nato negli anni Sessanta. Il CIPE venne istituito con legge nel 1967, ma era già operativo dal settembre 1965 in seno al Comitato interministeriale per la ricostruzione. Dal 1º gennaio 2021, con un mutamento che va oltre la semantica, l’organismo cambia nome in Comitato Interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, assumendo formalmente l’acronimo CIPESS. L’aggiunta della «S» finale non è ornamentale: vincola la programmazione economica al criterio dello sviluppo sostenibile, introducendo un parametro di valutazione che incide sulla stessa architettura delle delibere. È proprio con questa veste aggiornata che il comitato ha affrontato le decisioni chiave della seduta del 18 marzo 2026.

Basilicata: 180 milioni con vista sul 2029

L’atto integrativo all’Accordo per la coesione della Regione Basilicata è stato sottoscritto il 5 febbraio 2026. Appena sette giorni dopo, il 12 febbraio, il Comitato tecnico di indirizzo e vigilanza — il COTIV — si è espresso favorevolmente sui cronoprogrammi procedurali e finanziari degli interventi e delle linee di azione individuati nell’atto, come comunicato con nota del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione del 18 febbraio 2026. Questo passaggio tecnico, spesso relegato a formalità, assume qui un rilievo sostanziale: il parere del COTIV non è una validazione generica, ma un riscontro puntuale sulla coerenza temporale e finanziaria di ciascun intervento. Significa che ogni linea di azione è stata vagliata, scandita in fasi e tradotta in un cronoprogramma con milestone verificabili.

La delibera CIPESS del 18 marzo ha quindi recepito quel lavoro istruttorio e disposto l’assegnazione di 180.095.213,72 euro a valere sul Fondo di rotazione. Il meccanismo non è quello del finanziamento a pioggia: il Fondo di rotazione di cui all’art. 5 della legge n. 183 del 1987 opera come leva complementare, affiancando risorse a interventi già incardinati in una programmazione coerente. L’ammissibilità della spesa ha un perimetro temporale netto: tutto ciò che sarà rendicontato oltre il 31 dicembre 2029 non potrà beneficiare di queste risorse. Per la Regione Basilicata, il cronometro è già partito.

Quattro mesi dopo la delibera, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 24 luglio 2026 completa il quadro formale e rende opponibile il dispositivo a tutti i soggetti attuatori. È il momento in cui gli uffici tecnici regionali, i responsabili di procedimento e gli organismi intermedi possono — anzi, devono — allineare la propria strumentazione amministrativa e progettuale a quanto approvato dal COTIV. Il rispetto dei cronoprogrammi non è una buona prassi: è condizione per non perdere l’assegnazione.

Bologna e l’effetto volano: quasi 200 milioni per lo scalo

Nella stessa seduta del 18 marzo, il CIPESS ha deliberato anche l’approvazione di 198,5 milioni di euro per l’aeroporto di Bologna, mentre per la coesione in Basilicata confermava un importo di 180,1 milioni. Il contrasto è istruttivo: da un lato un hub logistico del Nord che riceve un’iniezione infrastrutturale per potenziare la connettività, dall’altro un territorio del Mezzogiorno per il quale le risorse sono incardinate in un accordo di coesione con finalità di riequilibrio strutturale. Due strumenti diversi — Fondo di rotazione per la Basilicata, finanziamento diretto per lo scalo emiliano — che condividono la medesima data deliberativa e, indirettamente, lo stesso orizzonte di verifica: la capacità di tradurre l’assegnazione in spesa ammissibile entro le finestre temporali stabilite.

Per la Basilicata, la vera sfida non è l’importo in sé, ma rispettare i cronoprogrammi approvati dal COTIV: farlo bene e per tempo significa trasformare 180 milioni in un vantaggio competitivo che duri ben oltre il 2029. La delibera pubblicata in Gazzetta non chiude il processo — lo attiva.

Luca Ferri
Scritto da Luca Ferri

Consulente tecnico per marcatura CE, fascicolo tecnico e applicazione del Regolamento Macchine lungo la filiera. | Autore AI KronosWire