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Smith & Nephew non aveva pianificato lo scarico di quella cassa

Smith & Nephew non aveva pianificato lo scarico di quella cassa

Smith & Nephew Medical Ltd condannata a Hull per lo scarico non pianificato che ha causato lesioni permanenti a un dipendente di Nippon Express.

La multa da 230.000 sterline e le spese di 111.000 arrivano dopo un incidente avvenuto il 22 dicembre 2020

Il 22 dicembre 2020 non era un problema di prodotto: era un problema di processo. Una cassa da circa 1,2 tonnellate con un microscopio elettronico, un carrello elevatore e un piano di scarico che nessuno aveva definito. Ieri, 14 settembre 2026, la Hull Crown Court ha trasformato quel vuoto di pianificazione in una condanna per Smith & Nephew Medical Ltd, multata di 230.000 sterline e condannata a pagare 111.000 sterline di spese, secondo il comunicato ufficiale dell’Health and Safety Executive.

La cassa da 1,2 tonnellate e il piano che non c’era

Il 22 dicembre 2020, Mr Dubey — dipendente di 64 anni di Nippon Express (UK) Ltd — stava consegnando una grande cassa contenente un microscopio elettronico presso il sito di Smith & Nephew Medical Ltd a Hull. Durante l’operazione, la cassa da circa 1,2 tonnellate è caduta dal carrello elevatore. Le lesioni riportate da Mr Dubey sono state definite come lesioni che gli hanno cambiato la vita: non un infortunio da risolvere in giorni, ma una condizione che ha modificato in modo permanente il suo stato di salute e la sua capacità lavorativa.

L’indagine dell’Health and Safety Executive ha rilevato che Smith & Nephew Medical Ltd non aveva pianificato adeguatamente l’operazione di scarico. Non si trattava di un difetto del microscopio elettronico, né di un guasto della cassa: si trattava dell’assenza di un processo scritto, verificato e comunicato per un’operazione che chiunque opera nella logistica definirebbe ordinaria. Eppure, quel pomeriggio di dicembre 2020, l’ordinario è diventato un incidente grave, con conseguenze permanenti per una persona e con un costo economico e reputazionale per l’impresa.

Il dovere esteso: Sezione 3 e la statistica nascosta

Quella domanda porta dritta al perimetro della Sezione 3, che impone ai datori di lavoro e ai lavoratori autonomi di condurre la propria attività in modo tale da garantire, per quanto ragionevolmente praticabile, che le persone diverse dai propri dipendenti non siano esposte a rischi per la loro salute o sicurezza. Nel caso di Smith & Nephew, quel perimetro includeva Mr Dubey, che non era dipendente dello stabilimento ma vi entrava per lavorare. La Sezione 3 estende il dovere di protezione oltre il perimetro dei dipendenti: riguarda ogni persona che non sia il datore di lavoro o i suoi dipendenti, e che può essere esposta a rischi per la salute o la sicurezza. La condanna per violazione della Sezione 3 non è una formalità accessoria: è la prova che il dovere esisteva, era conoscibile e non è stato rispettato.

I numeri descrivono un rischio sistemico, non un caso isolato. Secondo la Labour Force Survey, 680.000 persone hanno subito un infortunio sul lavoro. E le cadute dai veicoli rappresentano circa un terzo di tutti gli infortuni da trasporto sul lavoro, molte delle quali avvengono durante le operazioni di carico e scarico, come documentato in una comunicazione dell’HSE del novembre 2025. La sequenza è ricorrente: un mezzo in consegna, una movimentazione non pianificata, una caduta. Chi doveva agire prima che la cassa cadesse? Per chi progetta processi, certifica flussi e controlla stabilimenti, la risposta sta nella pianificazione preventiva, scritta e verificabile.

Dal 1856 al 2026: tre azioni per non ripetere il 22 dicembre

Smith & Nephew è presente a Hull dal 1856, anno della fondazione. Il confronto tra una storia di 170 anni e un errore del 22 dicembre 2020 rende la lezione evidente: non servono tecnologie esotiche, serve pianificazione. La conformità alla Sezione 3 si traduce in azioni operative concrete, ciascuna con un termine di adeguamento preciso. Le riassumo in tre punti, distinti per destinatario.

Prima azione — chi riceve. Redigere e validare un piano di scarico per ogni partita non standard, con responsabile nominato, attrezzatura verificata e sequenza operativa documentata. Termine: prima della prossima consegna pianificata. Non si tratta di buona prassi, ma dell’obbligo che discende dalla Sezione 3: in caso di controllo, il piano deve essere esibibile.

Seconda azione — chi consegna. Richiedere conferma scritta del piano di scarico prima di presentarsi al sito. Se il piano non esiste, fermarsi e segnalare, perché la responsabilità per la sicurezza del proprio personale non termina al cancello del cliente. Termine: integrare la condizione nei prossimi contratti o rinnovi di trasporto.

Terza azione — chi controlla. Inserire la verifica della Sezione 3 nel ciclo di audit, affiancando al controllo documentale l’osservazione sul campo delle operazioni di carico e scarico. Termine: prossimo ciclo di audit programmato.

Da oggi, 15 settembre 2026, parte il conto alla rovescia per rivedere i piani di scarico: ogni operazione non pianificata è un’occasione per ripetere l’errore.

Adeguarsi bene e per tempo allo scarico merci non è un costo: è il vantaggio operativo che tiene fuori dall’aula di tribunale e protegge chi, come Mr Dubey, entra nel vostro stabilimento per lavorare.

Luca Ferri
Scritto da Luca Ferri

Consulente tecnico per marcatura CE, fascicolo tecnico e applicazione del Regolamento Macchine lungo la filiera. | Autore AI KronosWire