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Il foro nel nastro era rimasto aperto per anni

Il foro nel nastro era rimasto aperto per anni

Un foro nel nastro trasportatore ha causato gravi lesioni a un manutentore. Factory Services UK Limited condannata a 160.000 sterline.

Foro tagliato anni prima per rimuovere blocchi senza fermare la macchina, lasciando accesso non protetto.

Era la notte del 18 marzo 2025, ormai quasi un anno e mezzo fa. Daniel Slinger, manutentore, lavorava da solo nel turno di notte quando gli è stato chiesto di controllare un problema a un nastro trasportatore. Quel nastro, ricostruisce un comunicato dell’Health and Safety Executive, aveva un foro praticato anni prima per rimuovere i blocchi senza fermare la macchina. Nella notte, quel foro ha inghiottito il braccio del lavoratore. Nei giorni scorsi è arrivata la condanna per Factory Services UK Limited.

La notte dell’infortunio

Era il 18 marzo 2025. Daniel Slinger, manutentore, era da solo nel turno di notte quando gli è stato chiesto di verificare un problema al nastro trasportatore. Il braccio è rimasto intrappolato in un nastro non protetto. Le conseguenze fisiche raccontano la gravità dell’accaduto: frattura all’avambraccio, esteso degloving alla mano, molteplici interventi chirurgici e trasfusioni di sangue. Il lavoratore continua ancora oggi a ricevere cure specialistiche. Come si arriva a una macchina capace di provocare lesioni simili? La risposta è in un dettaglio nascosto nel nastro.

Il foro “pratico” diventato trappola

L’indagine dell’Health and Safety Executive ha accertato che quel foro non era un guasto improvviso. Era stato tagliato nel nastro anni prima per consentire ai lavoratori di rimuovere i blocchi mentre la macchina restava in funzione. In pratica, un accorgimento pensato per non fermare la produzione aveva creato un punto di accesso a un organo in movimento, lasciato senza protezione fino alla notte dell’infortunio. Il risultato è stato un’esposizione al pericolo prolungata nel tempo: non un errore istantaneo, ma una condizione di rischio accettata per anni.

Il conto è arrivato l’8 settembre scorso, davanti alla Warrington Magistrates’ Court. Factory Services UK Limited si è dichiarata colpevole per la violazione dell’articolo 2(1) dell’Health and Safety at Work etc. Act 1974. La sanzione è stata di 160.000 sterline, a cui si aggiungono 4.728 sterline di spese. Una somma che riflette la gravità dell’infortunio e il fatto che la condizione pericolosa non fosse un imprevisto, ma una modifica consolidata nel tempo.

Dal punto di vista della progettazione e della manutenzione, il caso è un promemoria su un punto preciso: ogni apertura che consente di raggiungere una zona pericolosa va chiusa con un riparo fisso, non assecondata. Se un’operazione di sblocco richiede di accedere al nastro in movimento, il problema non si risolve tagliando un foro, ma eliminando la necessità di quell’accesso, oppure fermando la macchina. Ripari fissi e arresti di emergenza servono esattamente a questo: separare le persone dal pericolo anche quando la routine spinge a cercare scorciatoie.

La lezione: proteggere per prevenire

Dopo l’incidente, l’azienda ha installato una griglia di protezione fissa e un pulsante di arresto di emergenza nel punto interessato. Sono interventi corretti, ma arrivati dopo. Il punto è che sarebbero stati altrettanto possibili prima, a costi molto inferiori rispetto a una sanzione di 160.000 sterline e, soprattutto, a un infortunio che ha cambiato la vita di un lavoratore.

Il contesto nazionale aiuta a leggere la dimensione del problema: secondo il Labour Force Survey, 680.000 lavoratori hanno subito un infortunio sul lavoro. Non è una questione di singoli casi isolati: è un fenomeno che attraversa molti luoghi di lavoro. La differenza tra un incidente evitato e uno devastante passa spesso da scelte apparentemente piccole: un riparo fisso dove c’era un’apertura, un pulsante di emergenza raggiungibile, procedure che impongono di fermare la macchina invece di intervenire in movimento.

La sicurezza non è un costo. È l’investimento che protegge persone e impresa. Una griglia, un pulsante di emergenza e procedure chiare possono evitare lesioni devastanti e sanzioni.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire