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L'Ungheria ha segnalato un accessorio vietato dal 2012

L’Ungheria ha segnalato un accessorio vietato dal 2012

Il richiamo che riapre il caso

Lo scorso 5 agosto è entrato in vigore l’ordine di ritiro dal mercato e richiamo dagli utenti finali per un accessorio da decespugliatore Hayami KL-25-46, segnalato dall’Ungheria tramite il sistema Safety Gate. Secondo la notifica ungherese di Safety Gate, il prodotto non è conforme ai requisiti della Direttiva Macchine né alla Decisione 2012/32/UE, che vieta l’immissione sul mercato di accessori di taglio di tipo a flagello per decespugliatori portatili manuali. Il rischio segnalato è di lesioni: i bulloni o i rivetti che fissano le catene alla testina a flagello potrebbero rompersi; le catene possono staccarsi durante l’uso e colpire l’utente.

Non è un allarme qualsiasi. A colpire è il fatto che un accessorio vietato in tutta l’Unione dal 2012 continui a circolare e a essere venduto. Le autorità pubbliche hanno ordinato sia il ritiro dal mercato sia il richiamo dagli utenti finali, entrambi con entrata in vigore lo scorso 5 agosto. Ma la domanda resta: perché un componente già bandito da una Decisione della Commissione europea è ancora sugli scaffali?

Un divieto disatteso da 14 anni

La risposta va cercata in una cronologia di allarmi inascoltati. Già nel settembre 2008 la Svezia aveva segnalato che gli accessori di taglio di tipo flail venduti da soggetti diversi dai produttori originali erano pericolosi. Il quadro si è poi irrigidito: la Commissione europea (DG Imprese e industria) ha chiesto agli Stati membri di vietare l’immissione sul mercato di accessori di taglio a flagello costituiti da più parti metalliche collegate, come le catene, per i decespugliatori portatili manuali. Da quella richiesta è scaturita la Decisione 2012/32/UE, che vieta esattamente questi componenti in tutta l’Unione.

La pericolosità concreta è documentata da un’indagine dell’Health and Safety Executive (HSE) del Regno Unito, che ha esaminato un incidente mortale in cui un anello di catena staccatosi da una testina a catena montata su un decespugliatore ha colpito alla testa un lavoratore nelle vicinanze. Non si tratta quindi di un rischio teorico: quando i bulloni o i rivetti cedono, le catene diventano proiettili.

Eppure il mercato continua a proporre questi accessori. Molti marchi e venditori continuano a immettere sul mercato testine a flagello vietate nonostante il divieto del 2012, e per 17 anni incidenti e avvertimenti non sono stati presi sul serio. Anche marchi consolidati hanno dovuto intervenire: oltre 70.000 testine di taglio per alcuni modelli di decespugliatori, brush cutter e motoseghe a marchio Stihl sono state richiamate. In parallelo, le segnalazioni attraverso il sistema di allerta rapido della Commissione europea sono aumentate del 13% fino a 4.671, il livello più alto mai registrato.

Prevenzione: la lezione da portare a casa

Se il quadro normativo non basta, serve un cambio di passo sul campo. Chi progetta, vende o utilizza decespugliatori dovrebbe verificare che gli accessori di taglio non siano del tipo a flagello vietato dalla Decisione 2012/32/UE: i bulloni o i rivetti che fissano le catene sono il punto critico da controllare prima di ogni utilizzo. La formazione degli operatori e la manutenzione preventiva non eliminano il rischio intrinseco di un accessorio non conforme, ma riducono la probabilità che un componente già vietato venga montato per errore o per risparmio. Il sistema di allerta rapido Safety Gate, che ha veicolato anche la segnalazione ungherese, serve proprio a trasformare un allarme nazionale in un avviso europeo: la sua efficacia dipende però da chi segnala tempestivamente un accessorio sospetto.

La vera domanda non è se arriverà un altro richiamo, ma se questa volta gli avvertimenti verranno ascoltati prima che qualcuno si faccia male. Il caso Hayami KL-25-46 non è un incidente isolato: è l’ennesima prova che i divieti proteggono solo se applicati. La sicurezza inizia dalla conoscenza e dalla segnalazione tempestiva.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire