La nuova edizione aggiorna formule e parametri per ogni tipo di protezione, imponendo verifiche documentate su macchine nuove ed esistenti
Un operatore si avvicina a una macchina utensile. Il riparo interbloccato è montato, il tappeto sensibile alla pressione è attivo. Eppure, la lama lo raggiunge prima che il sistema di arresto intervenga. Una scena già vista nei tribunali, che la NEN-EN-ISO 13855:2025 – pubblicata il 1° gennaio 2025 e che già da diversi mesi ha sostituito la versione del 2010 – promette di scongiurare. Non con un generico invito alla prudenza, ma imponendo un calcolo della distanza di sicurezza più rigoroso e documentabile.
Il caso che non vorreste vivere
Immaginate, per un attimo, di dover ricostruire l’evento che ha portato all’infortunio. Siamo davanti a una punzonatrice alimentata a mano, attrezzata con una barriera optoelettronica attiva (ESPE) e un tappeto sensibile. A un primo esame la macchina sembra conforme: tutti i dispositivi previsti ci sono, il datore di lavoro ha fatto installare quanto richiesto dal costruttore. Eppure, l’operatore ha riportato una frattura plurifalangea. La simulazione tecnica svela l’errore: il punto di pericolo, dove il punzone invade la zona di lavoro, dista soltanto 120 mm dal bordo del tappeto. La distanza di arresto reale, tenuto conto del tempo di risposta complessivo del sistema e della velocità di avanzamento della mano, è di 190 mm. Quei 70 mm mancanti sono il nesso causale, la fessura nella posizione di garanzia che l’RSPP, il costruttore e il datore di lavoro si rimbalzeranno per anni.
Proprio per evitare situazioni simili, in cui la presenza fisica dei protezioni illude di aver raggiunto la sicurezza, la ISO 13855 è stata rivista. La nuova edizione non si accontenta più di un dimensionamento approssimativo: fissa i requisiti affinché i dispositivi di protezione siano posti a una distanza tale da garantire che il corpo umano – o una sua parte – non possa raggiungere la zona pericolosa prima che il moto lesivo sia stato fermato.
Cosa prescrive la nuova ISO 13855
La terza edizione della norma è stata pubblicata il 21 novembre 2024 a livello internazionale, mentre la versione europea EN ISO 13855:2024 ha imposto agli Stati membri l’obbligo di recepirla come standard nazionale entro giugno 2025, contestualmente al ritiro di ogni norma nazionale in contrasto. L’Olanda, ad esempio, ha adottato la NEN‑EN‑ISO 13855:2025 già il 1° gennaio 2025. La norma si applica a un catalogo preciso di dispositivi: barriere elettrosensibili di tipo AOPD e AOPDDR (anche a visione stereo), tappeti e pavimenti sensibili, comandi a due mani, ripari interbloccati. Per ciascuno di essi, la nuova edizione aggiorna i criteri di calcolo della distanza minima rispetto al pericolo, tenendo conto delle velocità di avvicinamento e dei tempi di risposta. Tuttavia, la conformità non è solo questione di norme: sono le azioni a fare la differenza.
Tre azioni immediate per costruttori, datori di lavoro e manutentori
1. Costruttori e uffici tecnici: ricostruite il fascicolo tecnico con le formule della 13855:2025. Per ogni macchina immessa sul mercato dopo la data di entrata in vigore, la dichiarazione di conformità e il fascicolo tecnico devono già riflettere i nuovi criteri. Per il parco macchine progettato secondo la ISO 13855:2010, la revisione non è retroattiva, ma un costruttore prudente aggiorna comunque le valutazioni dei rischi, indicando le distanze minime calcolate con la nuova edizione come riferimento di buona tecnica. Questo significa ricalcolare la formula S = (K × T) + C per ogni protezione, adottando eventuali coefficienti di correzione aggiornati, e documentare il tutto. In caso di infortunio, con la perizia del consulente tecnico d’ufficio sotto gli occhi, il giudice confronterà proprio quei numeri con quanto sarebbe richiesto dallo stato dell’arte odierno.
2. Datori di lavoro e RSPP: verificate le distanze reali sulle macchine esistenti. Anche prima di un eventuale recepimento nazionale cogente, lo standard rappresenta il punto di riferimento per la presunzione di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza. Dal punto di vista della posizione di garanzia ex articolo 2087 del Codice Civile e dell’obbligo di assicurare la massima sicurezza tecnologicamente praticabile, attendere passivamente l’adeguamento normativo è un rischio che nessun datore di lavoro dovrebbe correre. Sul campo, serve un sopralluogo mirato: misurare la distanza tra ogni riparo (fisso o interbloccato) e il punto di pericolo, verificare se i tempi di arresto rilevati durante l’ultimo controllo periodico corrispondono ancora alla realtà, e confrontare il risultato con il calcolo aggiornato. Se la distanza effettiva è inferiore, non basta aggiungere un cartello: occorre riposizionare la protezione, ridurre la velocità di avvicinamento o, in extrema ratio, integrare dispositivi addizionali come i tappeti sensibili o le barriere AOPDDR con zona di rilevamento tridimensionale. La documentazione di queste verifiche va versata nel DVR e nel registro dei controlli di sicurezza.
3. Manutentori e installatori: ogni modifica alla macchina ridisegna il calcolo. La sostituzione di un relè di sicurezza con modello diverso, l’aggiornamento firmware di una barriera, lo spostamento di un riparo per agevolare il cambio stampo: sono tutte operazioni che variano i parametri tempo e geometria. La nuova ISO 13855 non lo tollera più in silenzio: impone che qualsiasi variazione che incida sulle distanze di sicurezza venga sottoposta a una nuova validazione del sistema di controllo, possibilmente con un calcolo documentato firmato da un tecnico competente. Il manutentore non è solo un esecutore, ma diventa il primo anello della catena di responsabilità: se non segnala che lo spostamento di un tappeto sensibile ha ridotto la distanza al di sotto del valore critico, in un’eventuale perizia la sua firma sul rapporto di intervento peserà quanto quella del progettista. La buona notizia è che la norma, nell’ampliare l’elenco dei dispositivi considerati, offre ai manutentori un ventaglio di soluzioni alternative per ripristinare la protezione senza paralizzare la produzione.
Non aspettate che un infortunio vi ricordi di aggiornare le distanze di sicurezza: la nuova ISO 13855 è già il riferimento, nei progetti, nelle fabbriche e nelle perizie.