La revisione introduce requisiti di cybersecurity e nuove opzioni per la sicurezza funzionale, ridisegnando le responsabilità di tutta la filiera
A febbraio 2025, dopo quasi otto anni di lavoro con esperti da oltre 20 Paesi, sono state pubblicate le nuove edizioni ISO 10218-1:2025 e ISO 10218-2:2025, che sostituiscono le norme del 2011. Un traguardo atteso da tempo, raggiunto in una fase di crescita tumultuosa: già nel 2024, secondo Christian Leng di KEBA, il parco robot industriali in funzione aveva quasi toccato quota 3,5 milioni di unità, il doppio rispetto al 2012. La revisione, la prima di rilievo dal 2011, introduce per la prima volta requisiti di cybersecurity e amplia le alternative per la sicurezza funzionale, ridisegnando le responsabilità di costruttori, integratori e utilizzatori.
Il nuovo standard per l’era dei robot connessi
L’aggiornamento arriva in un contesto di forte accelerazione: il numero di robot industriali è quasi raddoppiato in poco più di un decennio. Oltre a tenere il passo con l’evoluzione tecnologica, la ISO 10218:2025 riconosce esplicitamente i rischi legati alla connettività: il testo include, per la prima volta, requisiti di cybersecurity per la sicurezza dei robot industriali. Sul fronte della sicurezza funzionale, la parte 1 della norma supera l’impostazione rigida precedente, consentendo alternative al classico PLd / Cat. 3: ammette soluzioni basate su SIL 2 con HFT=1 per un periodo di missione di 20 anni, oppure SIL 2 con PFHd inferiore a 4,43·10⁻⁷, aprendo così la strada a strategie affidabilistiche diverse da quelle storicamente impiegate nelle applicazioni robotiche.
Ma cosa cambia concretamente per chi progetta, integra e utilizza questi robot?
Sicurezza funzionale e cybersecurity: le vere novità
Mentre il settore si interroga sulle implicazioni operative, i dettagli della revisione mostrano un cambiamento profondo. Markus Bechtel, specialista di SICK, riassume la situazione in modo netto: i costruttori di robot devono affrontare requisiti di documentazione più severi e costi di sviluppo più elevati. Al contrario, gli integratori beneficiano di una struttura più chiara e di funzioni di sicurezza standardizzate, che riducono la complessità nella realizzazione dei sistemi di protezione. L’inserimento della cybersecurity nella ISO 10218-1:2025, del tutto assente nell’edizione 2011, obbliga chi progetta un robot a considerare i rischi di accesso non autorizzato e di manipolazione dei sistemi di controllo di sicurezza, un tema ormai imprescindibile negli impianti connessi.
Sul versante dell’affidabilità funzionale, la possibilità di dimostrare la sicurezza mediante SIL 2 offre ai progettisti un ventaglio di soluzioni che si affiancano al tradizionale approccio PLd / Cat. 3. Non si tratta di abbassare l’asticella, ma di consentire scelte progettuali più adatte ai diversi contesti applicativi, purché supportate da analisi quantitative e da una documentazione robusta. Tuttavia, questa flessibilità porta con sé un onere maggiore per i costruttori: la parte 1 della norma impone di fornire al mercato istruzioni dettagliate e dati affidabilistici verificabili, allargando l’area di responsabilità del fabbricante.
La domanda non è più se adeguarsi, ma come e quando. La data di applicazione legale più probabile rimane quella del Regolamento Macchine 2023/1230, cioè il 20 gennaio 2027. Ma l’indagine condotta da The Robot Report tra i fornitori aggiunge ombre: i grandi marchi globali dichiarano di essere in larga misura già pronti, mentre fornitori di media dimensione, emergenti e soprattutto cinesi mostrano lacune di consapevolezza. A questa disparità si somma la debolezza della domanda manifatturiera europea che, insieme alla pressione sui costi per le piccole e medie imprese, potrebbe far slittare il pieno recepimento ben oltre il 2027.
Come prepararsi per non restare indietro
Di fronte a queste novità, come muoversi concretamente? La tempistica, pur sfumata, indica una finestra di circa un anno e mezzo per adeguare prodotti e processi. I costruttori, in particolare, non possono limitarsi a un adeguamento formale: la nuova ISO 10218-1 richiede un salto di qualità nella documentazione tecnica, che va dalla mappatura dei pericoli alla verifica sistematica dei requisiti di cybersecurity. Per chi opera in ambito UE, la coincidenza con l’entrata in vigore del Regolamento Macchine rende il 2027 un appuntamento difficile da ignorare, perché la conformità allo standard EN ISO 10218 sarà uno dei percorsi privilegiati per dimostrare la presunzione di conformità prevista dalla legge.
Nonostante il rallentamento della domanda e le tensioni sui costi, adeguarsi con anticipo può trasformare un onere in vantaggio competitivo. Le imprese che saranno già allineate allo stato dell’arte potranno differenziarsi in un mercato sempre più attento ai temi della safety e della security, e potranno affrontare le verifiche di mercato e i controlli degli enti notificatori con minori rischi di contestazione. Il lungo percorso iniziato nel 2016 con gli esperti di oltre venti Paesi ha prodotto uno strumento che, se ben utilizzato, rafforza l’intera filiera della robotica: chi saprà raccogliere la sfida avrà davanti a sé un futuro di impianti più sicuri e meglio documentati.