Il logo dell’Inail sui campanelli delle biciclette distribuiti al Campania Bike Forum: la sicurezza come oggetto quotidiano
Lo scorso 10 settembre, a Napoli, si è tenuta la prima edizione del Campania Bike Forum, ospitata presso Casa Rider, nella Bicycle House della Galleria Principe, nell’ambito della XV edizione del Napoli Bike Festival. Tra i banchi dell’iniziativa, organizzata con il patrocinio della Direzione regionale Inail Campania, un dettaglio valeva più di molti discorsi: i campanelli della sicurezza con il logo dell’Istituto e la scritta «La sicurezza è vita», realizzati da Inail Campania insieme a Napoli Pedala e distribuiti in occasione di fiere ed eventi. Non era soltanto un gadget: era il segnale che la prevenzione può passare anche da oggetti quotidiani.
Un campanello e una Casa: la sicurezza entra in bicicletta
L’incontro è stato promosso dall’associazione Napoli Pedala in collaborazione con Bicycle House e ha aperto gli appuntamenti della Settimana Europea della Mobilità nel capoluogo campano, che quest’anno si è svolta dal 16 al 22 settembre. La scelta del luogo non è casuale. Presso la Bicycle House è attiva dal 2021 Casa Rider, il progetto nato dalla collaborazione tra Napoli Pedala, la Direzione regionale Inail Campania e Nidil Cgil Napoli per offrire uno spazio di supporto e servizi ai ciclofattorini. Già nel 2021, la Casa del Rider a Napoli è nata come luogo di ritrovo e assistenza: un punto fisico dove fermarsi, riparare una bicicletta, ricevere indicazioni. Accostare questo spazio ai campanelli distribuiti in fiera restituisce il cambio di passo: la mobilità sostenibile comincia a essere trattata come una politica di prevenzione, fatta di strumenti quotidiani e di presìdi concreti. Ma il segnale più forte non è l’oggetto: è la trasformazione istituzionale che l’accompagna.
Mobility manager e coalizione: l’effetto a catena della prevenzione
Per chi si occupa di organizzazione del lavoro e di sicurezza, il dato più rilevante è quello che Adele Pomponio, direttrice regionale Inail Campania, ha messo in fila durante il forum: «Abbiamo istituzionalizzato la figura dei Mobility manager e andiamo incontro con misure premiali alle aziende che agevolino l’utilizzo da parte delle lavoratrici e dei lavoratori di mezzi alternativi all’auto per raggiungere i luoghi di lavoro, in un’ottica di mobilità sostenibile come leva di cambiamento culturale e ambientale». Non si tratta di un richiamo generico alla sostenibilità: il mobility manager diventa una figura formalizzata e le imprese che agevolano spostamenti alternativi all’automobile possono essere riconosciute con misure premiali. Il passaggio non è neutro per chi deve progettare o aggiornare un piano di mobilità aziendale: non siamo più davanti a una buona prassi raccomandata, ma a un dispositivo che intreccia prevenzione, organizzazione e convenienza.
Lo stesso approccio si ritrova nel lavoro di rete promosso dall’Inail. Come ha precisato Fiori, l’Istituto ha promosso la nascita della Coalizione nazionale di scopo sulla mobilità sostenibile, «un tavolo stabile e strategico» che vede l’Inail collaborare con partner come Cnr e Aci per condividere buone pratiche e generare valore pubblico. L’effetto a catena è evidente: dalla singola iniziativa territoriale si passa a un presidio nazionale, in cui enti di ricerca e organismi che si occupano di mobilità e sicurezza stradale possono mettere in comune dati, esperienze e strumenti. Resta da chiedersi, però, se questa rete sarà in grado di cambiare le abitudini di mobilità anche fuori dai confini campani.
Da Napoli a Bressanone: il confronto non si ferma
Il vero banco di prova, però, sarà nei prossimi mesi, quando le misure premiali dovranno tradursi in scelte quotidiane. La mobilità sostenibile non è solo una questione ambientale: è una politica di prevenzione che chiede a imprese, istituzioni e lavoratori di pedalare nella stessa direzione. Adeguarsi non è un obbligo, ma un’opportunità per costruire ambienti di lavoro e città più sicuri.