Il cric a forbice CARMOTION 63391, da 2000 kg, è stato ritirato perché la manovella può cedere sotto carico
Un cric a forbice dichiarato per 2000 kg, un’auto sollevata e una manovella che si rompe proprio mentre il carico è in alto. È lo scenario descritto da l’allerta Safety Gate OR/00121/26, notificata dalla Polonia e relativa al cric CARMOTION modello 63391. Il fabbricante ha disposto il ritiro dal mercato a partire dallo scorso 15 settembre, circa sei settimane fa. Non è quindi una notizia dell’ultima ora. È però un caso che chi usa, vende o importa sollevatori per veicoli farebbe bene a studiare, perché il punto debole non sta dove ci si aspetterebbe.
Duemila chili sopra, una manovella sotto
La scheda dell’allerta è breve. Il prodotto è un cric a forbice a marchio CARMOTION, modello 63391, con portata massima di 2000 kg, fabbricato nella Repubblica Popolare Cinese. Il rischio segnalato riguarda la manovella, che può rompersi durante il sollevamento di un carico e causare lesioni. La misura adottata è il ritiro del prodotto dal mercato, decisa dal fabbricante e in vigore dal 15 settembre 2026.
Il contrasto è evidente. Da una parte c’è una struttura dimensionata per due tonnellate. Dall’altra c’è l’organo di comando, cioè il pezzo più semplice e meno considerato dell’attrezzo, l’unico che l’utente tiene davvero in mano. Se la forbice regge 2000 kg, perché il problema è la manovella?
EN 1494: la resistenza riguarda tutto l’attrezzo, non solo la struttura che solleva
La risposta sta nel modo in cui funziona un sollevatore manuale. La manovella non è un accessorio: fa parte della catena di sollevamento. Trasmette la forza dell’operatore alla vite e mantiene il controllo sulla salita e sulla discesa. Se cede a metà corsa, l’operatore perde il controllo del carico nel momento in cui è più esposto, spesso chino accanto al veicolo o con le mani vicine ai punti di presa. Per questo un requisito di resistenza vale per ogni componente che partecipa alla manovra, non solo per i bracci della forbice.
L’allerta europea indica che il prodotto non è conforme né ai requisiti della Direttiva Macchine né alla norma europea EN 1494. L’avviso di ritiro pubblicato da Carmotion aggiunge il riferimento al diritto nazionale. Il «podnośnik trapezowy Carmotion 2T», articolo 63391, codice EAN 5903140633914, non rispetta i requisiti del regolamento del Ministro dell’Economia polacco del 21 ottobre 2008 sui requisiti essenziali per le macchine. La motivazione è precisa: il prodotto non soddisfa i requisiti di resistenza al carico, perché è stato riscontrato un danneggiamento della manovella, e questo costituisce un rischio per la salute e la vita degli utenti.
Per chi progetta o qualifica attrezzature la lezione è concreta. Una verifica di portata limitata alla struttura portante lascia scoperto proprio il componente che l’utente sollecita a ogni giro. Le fonti non dicono quale prova abbia evidenziato il cedimento, né se il problema riguardi il materiale, la sezione o il collegamento della manovella alla vite. Si può però dire che la resistenza dichiarata va dimostrata sull’intero sistema, dal punto di appoggio fino all’impugnatura. Il difetto è tecnico, ma la responsabilità ricade su chi immette il prodotto sul mercato con il proprio nome. Il codice EAN polacco e la denominazione commerciale «Carmotion 2T» identificano infatti un articolo a marchio del distributore.
Marchio proprio, responsabilità propria
Dal singolo cric conviene passare al sistema. Carmotion dichiara, nella sua pagina di presentazione aziendale, di offrire quasi 4.500 prodotti, tra cui le linee private label CARMOTION, VISION, BLOOM e WAYME. Un catalogo così ampio, venduto con il proprio marchio, moltiplica i punti in cui un controllo saltato può trasformarsi in un richiamo. Chi appone il proprio marchio su un prodotto fabbricato altrove ne risponde come fabbricante agli occhi del mercato, come conferma la formula dell’allerta che attribuisce il ritiro proprio al fabbricante.
Il caso si inserisce in un quadro di sorveglianza sempre più intensa. Secondo la Commissione europea, che ha fatto il bilancio dell’azione contro i prodotti pericolosi, le allerte inviate attraverso il sistema di allerta rapida sono cresciute del 13% fino a 4.671, il livello più alto mai registrato. Più segnalazioni significano più controlli e più probabilità che un difetto venga intercettato. Significano anche che un importatore non può affidarsi soltanto alla documentazione del fornitore.
Le azioni pratiche si dividono in due gruppi. Per importatori e distributori private label, la buona prassi è estendere le verifiche di resistenza ai componenti di comando prima dell’immissione sul mercato: manovelle, prolunghe, giunti. Il campione si prova come lo userà il cliente, sotto carico e fino a fine corsa. Per gli utilizzatori, officine, flotte aziendali e privati, il primo passo è controllare modello ed EAN dell’attrezzo: CARMOTION 63391, EAN 5903140633914. Se corrispondono, il cric va messo da parte e seguite le indicazioni del distributore. Vale poi una regola che prescinde da questo richiamo: un cric serve a sollevare, non a sostenere. Sotto un veicolo sollevato si lavora solo dopo aver posizionato supporti di sicurezza adeguati.
Avete in officina, o nel bagagliaio, un CARMOTION 63391? Un richiamo non è una condanna, è un’informazione da usare. Chi possiede l’attrezzo può verificarlo in un minuto e sostituirlo. Chi importa a marchio proprio può portare le prove di resistenza previste dalla EN 1494 fino all’ultimo componente che l’utente impugna. La sicurezza di un sollevatore non si misura solo sulla portata stampata sull’etichetta, ma anche sulla tenuta della manovella.