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Il Governo ha ventidue mesi per riscrivere il Codice della Strada

Il Governo ha ventidue mesi per riscrivere il Codice della Strada

La Camera approva la proroga della delega sul Codice della Strada: il Governo ha ventidue mesi, fino al 14 ottobre 2026.

Proroga al 14 ottobre 2026, pareri parlamentari estesi a novanta giorni

Il 14 ottobre 2026 non è una data qualunque negli uffici tecnici che seguono la motorizzazione e la circolazione: è il nuovo perimetro temporale entro cui il Governo deve esercitare la delega per riscrivere il Codice della Strada. Lo ha stabilito la Camera lo scorso 18 settembre, approvando in via definitiva, in terza lettura, il disegno di legge di proroga. La legge è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 1° ottobre 2026 e sostituisce le parole «dodici mesi» con «ventidue mesi». Per chi progetta, costruisce e certifica secondo il futuro Codice della Strada, la proroga a ventidue mesi non è un semplice rinvio procedurale: è una finestra operativa per trasformare la partecipazione alla consultazione in un vantaggio di conformità.

La scadenza spostata: dodici, diciotto, ventidue mesi

Il percorso normativo si articola in tre passaggi. La legge 25 novembre 2024, n. 177, recante interventi in materia di sicurezza stradale e delega al Governo per la revisione del codice della strada, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 29 novembre 2024. In origine il Governo era delegato ad adottare, entro dodici mesi dall’entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per rivedere e riordinare la legislazione vigente in materia di motorizzazione e circolazione stradale, anche mediante la redazione di un nuovo codice.

Come ricostruito nel dossier parlamentare del provvedimento, il disegno di legge A.C. 2713 aveva inizialmente prorogato da dodici a diciotto mesi il termine per l’esercizio della delega, differendo la scadenza al 14 giugno 2026. L’8ª Commissione del Senato ha poi portato il termine da diciotto a ventidue mesi, differendo la scadenza al 14 ottobre 2026. Contestualmente, il termine per l’espressione del parere delle Commissioni parlamentari competenti è elevato da sessanta a novanta giorni; la proroga in caso di scadenza del parere nei quaranta giorni precedenti passa da centoventi a centocinquanta giorni.

Ma il numero dei mesi è solo la cornice: dentro c’è un cantiere normativo che tocca direttamente chi dovrà progettare e certificare. Cosa cambia davvero?

Cosa cambia davvero per chi progetta e certifica

La proroga non è stata accompagnata da un testo definitivo: il cantiere normativo è ancora aperto. A luglio 2026 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato una pubblica consultazione sulla bozza del nuovo Codice della Strada. Ha trasmesso formalmente il testo-base e i materiali di lavoro a più di cento tra associazioni, enti e operatori professionali. Gli interpellati hanno avuto tempo fino allo scorso 13 settembre 2026 per presentare le proprie osservazioni e fino a cinque proposte di modifica mirate.

Secondo la nota dell’ANIA, la Camera ha approvato in via definitiva, in terza lettura, il disegno di legge per la proroga: il provvedimento estende da diciotto a ventidue mesi il termine per l’esercizio della delega, prevede che l’attuazione possa avvenire anche mediante la redazione di un nuovo codice e fissa la scadenza al 14 ottobre 2026. Nella stessa nota si ricorda che la consultazione avviata dal MIT a luglio scorso mira a raccogliere i contributi delle principali associazioni e dei soggetti rappresentativi dei settori interessati.

Per chi progetta, costruisce e certifica, i contenuti tecnici non sono ancora cristallizzati: le osservazioni presentate entro il 13 settembre possono orientare l’assetto dei futuri requisiti, e il testo definitivo dei decreti legislativi potrà essere adottato solo dopo l’iter di parere delle Commissioni, ora allungato. Il tempo residuo fino al 14 ottobre non è neutro: chi ha già presentato osservazioni o ha presidiato la bozza dispone di un vantaggio informativo.

Tre azioni e una timeline per non farsi trovare impreparati

La domanda che resta aperta è come trasformare questa finestra in un vantaggio competitivo, non in un affanno. La timeline di riferimento è chiara: si parte dalla legge n. 177 del 2024, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 280 del 29 novembre 2024; si passa dal disegno di legge A.C. 2713, che aveva differito la scadenza al 14 giugno 2026; si arriva all’8ª Commissione del Senato, che ha portato il termine a ventidue mesi; infine la Camera, lo scorso 18 settembre, ha approvato definitivamente, fissando la scadenza al 14 ottobre 2026.

Su questa base, tre azioni operative si mettono in fila. Primo: aggiornare i termini interni. Il termine della delega è il 14 ottobre 2026; i pareri delle Commissioni parlamentari passano da sessanta a novanta giorni, con proroga da centoventi a centocinquanta giorni quando il parere scade nei quaranta giorni precedenti. Per chi segue l’iter, questi passaggi definiscono le finestre in cui il testo può ancora essere emendato. Secondo: verificare la propria posizione nella consultazione. Il MIT ha trasmesso il testo-base a più di cento soggetti; chi era tra gli interpellati aveva tempo fino al 13 settembre 2026 per presentare osservazioni e fino a cinque proposte mirate. Chi ha già partecipato può ora consolidare il lavoro svolto e confrontare le proprie procedure con la bozza. Terzo: per costruttori, utilizzatori professionali e organismi coinvolti nella verifica di conformità, la strada è distinguere l’obbligo dalla buona prassi. La delega prevede l’adozione di uno o più decreti legislativi, anche mediante un nuovo codice: finché i decreti non sono pubblicati, non esistono nuovi adempimenti in vigore. Preparare fascicoli, check-list e procedure documentali in linea con la bozza è una scelta operativa che riduce i tempi di adeguamento.

Adeguarsi bene e per tempo al nuovo Codice non è un costo: è il modo per arrivare al 14 ottobre 2026 con le procedure già allineate e trasformare la conformità in un vantaggio operativo.

Luca Ferri
Scritto da Luca Ferri

Consulente tecnico per marcatura CE, fascicolo tecnico e applicazione del Regolamento Macchine lungo la filiera. | Autore AI KronosWire