Dal gruppo informale delle autorità di vigilanza al nuovo regolamento, il settore chiede strumenti condivisi contro le macchine non conformi
Era il 2 ottobre 2024 quando, a Tallinn, Martina Griffo prese la parola davanti alle autorità di vigilanza del mercato riunite nell’AdCo sulle macchine. Due anni dopo, a pochi mesi dall’applicazione del Regolamento (UE) 2023/1230 prevista per il 20 gennaio 2027, quel momento non è rimasto isolato: è diventato il primo tassello di una risposta coordinata dell’industria europea. CECE ha presentato le sue attività contro le macchine non conformi proprio in quella riunione, e da allora l’impegno si è tradotto in strumenti concreti e in una scadenza da preparare.
La denuncia da Tallinn (2024)
La cooperazione europea sulla sorveglianza del mercato passa attraverso gruppi informali di autorità di vigilanza del mercato, i gruppi di cooperazione amministrativa (AdCo); quello dedicato alle macchine si riunisce di norma due volte all’anno, a Bruxelles o in un’altra località europea. Nell’incontro di Tallinn, Martina Griffo, Health and Safety Policy Manager di CECE, ha illustrato in dettaglio le difficoltà che il settore delle macchine da costruzione affronta a causa della presenza di macchine non conformi nel mercato interno dell’UE. Non si è trattato di una denuncia fine a sé stessa: in quell’occasione CECE ha anche informato l’AdCo dell’intenzione di sviluppare un sito web aperto per ospitare le brochure informative, incoraggiando altri collaboratori a partecipare e a condividere il materiale. I rappresentanti della Commissione europea hanno poi proposto di presentare il lavoro al Machinery Expert Group del successivo 17 ottobre 2024.
Il costo nascosto delle macchine non conformi
Dalla sala di Tallinn alla realtà quotidiana: cosa significa per chi lavora con queste macchine? Da tempo l’industria europea delle macchine segnala ai decisori politici l’impatto negativo di una sorveglianza del mercato inefficace sul settore e sull’intera economia dell’UE. La diffusione di attrezzature non conformi nel mercato interno ha generato, secondo le associazioni di categoria, rischi per la sicurezza e per l’ambiente, concorrenza sleale e un freno alla competitività delle imprese europee. Per chi progetta, installa o mantiene una macchina, il tema non è astratto: un controllo di mercato debole si traduce in rischi aggiuntivi da gestire e in un confronto concorrenziale falsato.
Nello stesso periodo, Filip Geerts dichiarò che le industrie del settore meccanico europeo sono vittime collaterali di uno stallo politico in seno al Consiglio su una questione non legata alla sorveglianza del mercato. Nel frattempo, i prodotti non conformi continuavano a danneggiare la competitività industriale nel mercato unico. La denuncia, insomma, non riguardava soltanto la sicurezza: toccava la tenuta economica di un intero comparto.
Una piattaforma e una scadenza: la risposta dell’industria
La risposta non può limitarsi alla denuncia: servono strumenti e regole chiare. CECE ha annunciato il lancio della piattaforma online www.compliantconstructionmachinery.eu, pensata per clienti, utenti, funzionari doganali e autorità di vigilanza del mercato. Il sito raccoglie materiale informativo e aiuta a orientarsi tra gli obblighi di conformità, offrendo un punto di riferimento unico per chi deve verificare la correttezza di una macchina prima dell’immissione sul mercato.
All’orizzonte c’è una data precisa: il 20 gennaio 2027. Tutte le macchine immesse sul mercato dell’UE prima di quel giorno devono rispettare l’attuale Direttiva Macchine 2006/42/CE. Da quella data si applica il nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, che sostituisce la direttiva e introduce regole aggiornate per costruttori, importatori e distributori. Per chi opera nel settore, il messaggio è inequivocabile: prepararsi al 2027 non è un optional, ma una condizione per continuare a operare nel mercato unico.
La lotta alla non conformità non è una battaglia persa: è una partita che si vince con informazione, cooperazione e preparazione alla scadenza del 20 gennaio 2027.