Il divieto europeo risale al 2012, ma la Polonia ha segnalato nel 2026 un accessorio per decespugliatore originario della Cina
Tony Robinson, 37 anni, di Ulverston, Cumbria, è morto dopo che un elemento di collegamento del suo decespugliatore a benzina si è staccato e lo ha colpito al collo a circa 300 mph. A settembre 2026, la stessa tipologia di accessorio è riapparsa nel sistema Safety Gate: la Polonia ha segnalato un accessorio per decespugliatore con l’allerta SR/02599/26 del sistema Safety Gate.
La morte a 300 mph e il ritorno dello stesso pericolo
Il caso di Tony Robinson, ricostruito dalla BBC News, mostra che il pericolo non è teorico: un elemento di collegamento di un decespugliatore a benzina si è staccato e lo ha colpito al collo a circa 300 mph. L’allerta polacca descrive un accessorio di taglio a flagello per decespugliatori portatili, venduto con la denominazione “6-zebowy noz do zarosli do kosy spalinowej”. Il prodotto non rispetta i requisiti della Direttiva Macchine né la Decisione 2012/32/UE che vieta l’immissione sul mercato di accessori di taglio a flagello per decespugliatori portatili manuali.
Il rischio segnalato è concreto: i rivetti che fissano le lame al corpo principale del trituratore potrebbero rompersi e le lame potrebbero staccarsi durante l’uso e colpire l’utente, causando lesioni. La misura adottata dagli operatori economici è stata la rimozione dell’inserzione del prodotto da parte del marketplace online, con data di entrata in vigore lo scorso 8 settembre 2026. Resta la domanda: come è possibile che un accessorio vietato dal 2012 sia ancora in commercio?
Il paradosso di un divieto europeo ignorato
La risposta sta nella norma. Il divieto europeo è stato introdotto con la Decisione della Commissione 2012/32/UE. La Commissione europea (DG Enterprise and Industry) ha chiesto agli Stati membri di vietare l’immissione sul mercato di accessori di taglio a flagello costituiti da più parti metalliche collegate, come catene, per decespugliatori portatili manuali. Eppure il prodotto segnalato dalla Polonia non rispetta né la Direttiva Macchine né quella decisione. Il meccanismo di pericolo è semplice e già noto: i rivetti, se cedono, trasformano le lame in proiettili. Non si tratta di un difetto imprevedibile, ma di un cedimento meccanico che il divieto doveva prevenire impedendo la vendita.
Per chi progetta, installa o usa una macchina, il punto è operativo: un accessorio a flagello con parti metalliche interconnesse non è una variante ammessa, è un componente non conforme. La Direttiva Macchine richiede che i costruttori immettano sul mercato solo prodotti sicuri; la Decisione 2012/32/UE toglie ogni ambiguità su questa specifica tipologia. Se la regola è chiara, chi deve garantire che non venga aggirata?
Il 40% delle allerte viene dalla Cina: cosa fare ora
La risposta non può essere solo normativa: servono controlli di mercato e scelte consapevoli. Il prodotto segnalato dalla Polonia è originario della Repubblica Popolare Cinese. Secondo il rapporto pubblicato da SGS, le allerte per prodotti originari della Cina hanno rappresentato la quota più ampia: il 40% del totale in tutte le categorie, in aumento rispetto al 37% del 2023. Non è una condanna del Paese di origine, ma un dato che indica dove concentrare la vigilanza e la tracciabilità.
Le piattaforme hanno un ruolo decisivo. eMAG, ad esempio, vieta esplicitamente la vendita di accessori di taglio a flagello per decespugliatori portatili e ordina ai venditori di rimuoverli, come si legge nella politica di eMAG per i venditori. Anche Allegro, il marketplace polacco coinvolto nell’allerta, ha rimosso l’inserzione. La lezione è chiara: l’adeguamento e la vigilanza sono l’unica risposta positiva da trarre. Chi lavora con i decespugliatori deve saper riconoscere gli accessori a flagello vietati e pretendere che i marketplace li escludano: la prevenzione è una responsabilità condivisa, non un’allerta da archiviare.