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La nuova ISO 13849‑1 ha una rotta che nessuno ha testato
Standard armonizzati 53 minuti fa

La nuova ISO 13849‑1 ha una rotta che nessuno ha testato

La nuova ISO 13849‑1 introduce la Route C per l'immunità EMI, ma manca di dati validati. I produttori devono valutare alternative e prepararsi al Regolamento Macchine 2027.

La nuova edizione 2023 riorganizza i requisiti software e introduce un allegato contestato per la valutazione del rischio EMI

Quando un ufficio tecnico apre l’Allegato L della ISO 13849‑1:2023 e incontra la «Route C» per l’immunità alle interferenze elettromagnetiche – definita da D. Nix, membro del comitato di normazione, come non documentata e non testata – il problema non è un semplice aggiornamento normativo. Il vero nodo è come dimostrare la conformità senza disporre di dati affidabili e validati. A maggio 2023 è stata rilasciata la nuova versione della ISO 13849‑1 per la sicurezza dei sistemi di controllo delle macchine, che ha sostituito l’edizione precedente del 2015. Il testo è stato riorganizzato per rispecchiare meglio il processo di progettazione e sviluppo dei sistemi di controllo, ma porta con sé alcune scelte tecniche che richiedono una lettura attenta e una strategia mirata, soprattutto per chi deve prepararsi al Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, che si applicherà dal 20 gennaio 2027.

La nuova ISO 13849‑1: riorganizzazione e la controversa Route C

La norma ha una storia lunga. La prima edizione di ISO 13849‑1 fu pubblicata nel 1999, identica alla EN 954‑1:1996. La seconda edizione, nel 2006, introdusse l’approccio probabilistico del Performance Level e i requisiti software. L’edizione 2023 scrive un nuovo capitolo, con interventi che muovono su più piani. Compare una nuova clausola 7 dedicata ai requisiti di sicurezza del software, che distingue tra «variabilità limitata» e «piena variabilità» e offre criteri per orientarsi tra le due. L’Allegato O raccoglie i valori di sicurezza dei componenti e delle parti dei sistemi di controllo, estratti da un formato di libreria dati messo a punto dall’associazione tedesca dei costruttori di macchine (VDMA). L’Allegato L, invece, riguarda l’immunità alle interferenze elettromagnetiche (EMI). Ed è proprio l’Allegato L a contenere il punto di frizione: la Route C per la valutazione del rischio EMI.

Secondo l’analisi di D. Nix, membro del comitato di normazione, la Route C si basa su un metodo di punteggio del rischio in precedenza non documentato e criticato come privo di una base sperimentale consolidata. Ciò significa che un produttore potrebbe rivendicare l’immunità EMI appoggiandosi a uno strumento di valutazione che, al momento, non offre né la trasparenza documentale né la ripetibilità di prove attendibili. In un ambito in cui la sicurezza del sistema di controllo deve poggiare su dati ingegneristici solidi, una simile incertezza non è neutra: può tradursi in non conformità rilevate in fase di certificazione o, peggio, in un fascicolo tecnico esposto a contestazioni.

Il confronto con EN IEC 62061 e il nodo EMI

L’edizione 2023 della EN ISO 13849‑1 e la EN IEC 62061:2021 hanno scopi e contenuti simili: entrambe puntano alla stessa riduzione del rischio, ma utilizzano metodologie diverse per la progettazione dei sistemi di controllo legati alla sicurezza. L’esistenza di due standard di sicurezza funzionale, come segnalato anche da CAPIEL, può generare confusione tra gli utilizzatori, specialmente quando alcune norme di tipo C offrono la possibilità di scegliere l’una o l’altra. In questo scenario, la fragilità documentale della Route C non è solo una questione accademica: spinge i costruttori a domandarsi se, sul tema dell’immunità EMI, sia più prudente spostarsi sulla EN IEC 62061 o se convenga restare sulla ISO 13849‑1 utilizzando le altre route dell’Allegato L, che però vanno adeguatamente supportate da dati di prova.

L’ironia è che una norma dedicata alla sicurezza funzionale introduce un percorso il cui grado di validazione è messo in discussione da un esperto del comitato che l’ha generata. Chi progetta macchine e firma la dichiarazione di conformità non può permettersi di adottare una rotta di cui non si conoscono tutti i fondamenti. La scelta tra ISO 13849‑1 ed EN IEC 62061 cessa così di essere un’opzione astratta: diventa una decisione ingegneristica e legale che incide sulla solidità della presunzione di conformità e sulla robustezza del fascicolo tecnico. In assenza di una guida chiara, il rischio è che due macchine apparentemente equivalenti seguano percorsi di certificazione diversi, con esiti differenti davanti allo stesso organismo notificato.

Tre azioni per trasformare l’adeguamento in vantaggio

Di fronte a questo scenario, chi si muove con anticipo può posizionarsi meglio. La prima azione è documentare oggi la propria strategia EMI: se si resta su ISO 13849‑1, verificare quale route dell’Allegato L si intende seguire e quali prove oggettive la supportano, evitando di affidarsi esclusivamente a metodi ancora privi di validazione consolidata. La seconda azione è valutare con il proprio team se, per lo specifico sistema di controllo, EN IEC 62061:2021 offra un framework metodologico più stabile e meglio documentato, riducendo le incertezze in fase di verifica. La terza azione è allineare da subito la documentazione tecnica al futuro Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, che dal 20 gennaio 2027 sostituirà la Direttiva Macchine 2006/42/CE: chi aggiorna il fascicolo tecnico già sulla base dei nuovi requisiti riduce il carico di lavoro nell’ultimo miglio ed evita di trovarsi con macchine da ri‑certificare in emergenza.

Adeguarsi per tempo alla nuova ISO 13849‑1, integrando in modo strutturato la sfida EMI e scegliendo la norma più solida per il proprio sistema, non è solo un obbligo: è l’occasione per dimostrare al mercato che la vostra macchina è già pronta per il Regolamento 2027. E questo, in un panorama competitivo in cui la confusione tra gli standard può rallentare molti, è un vantaggio che si traduce in tempi di certificazione più certi e in una marcatura CE più difendibile.

Luca Ferri
Scritto da Luca Ferri

Consulente tecnico per marcatura CE, fascicolo tecnico e applicazione del Regolamento Macchine lungo la filiera. | Autore AI KronosWire