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La Nuotata solidale Passetto-Porto Recanati: il mare che restituisce ciò che il lavoro ha tolto

La Nuotata solidale Passetto-Porto Recanati: il mare che restituisce ciò che il lavoro ha tolto

Andrea Lanari, atleta paralimpico Inail, nella nuotata solidale Passetto-Porto Recanati: sport, reinserimento e prevenzione degli infortuni sul lavoro.

La traversata del Conero da Passetto a Porto Recanati non era una gara, ma un messaggio sociale

La Nuotata solidale Passetto-Porto Recanati era in programma per sabato 29 agosto scorso lungo la costa del Conero. Non era una gara qualsiasi, ma un’iniziativa sportiva e sociale patrocinata dalla Direzione regionale Inail Marche e dai Comuni di Ancona, Sirolo, Numana e Porto Recanati. A nuotare non un atleta qualunque: tra i protagonisti c’era Andrea Lanari, atleta paralimpico, assistito Inail, vicepresidente dell’Anmil Marche e testimonial nazionale per la sicurezza sul lavoro. Per il direttore generale dell’Inail, Marcello Fiori, la Nuotata solidale «mette al centro la persona, il rispetto della vita e il valore della solidarietà». Il direttore regionale Inail Marche, Piero Iacono, ha aggiunto che la sfida di Andrea e degli altri nuotatori testimonia come lo sport possa contribuire al recupero dell’autonomia, alla partecipazione e al reinserimento sociale delle persone con disabilità.

Un atleta, una costa, un messaggio

Dietro l’evento non c’è solo una traversata: c’è una biografia precisa. Andrea Lanari, nuotatore paralimpico e testimonial nazionale Inail per la sicurezza sul lavoro, ha perso nel 2012 le mani e gran parte degli avambracci a causa di un incidente sul lavoro. Non è un dettaglio biografico: è la ragione per cui la traversata del Conero assume il tono di una dichiarazione, non di una semplice prestazione atletica. Per una delle sue imprese ha ricevuto la qualificazione di sesto miglior nuotatore in acque libere paralimpico del mondo del 2024. Ma perché lo sport è così decisivo per chi ha subito un infortunio? I numeri raccontano una realtà più ampia.

Oltre l’impresa: i numeri del lavoro che toglie

La nuotata di Andrea non è isolata: è il volto umano di una statistica che fa male. Secondo i dati Inail, le denunce complessive sono state 600mila, in aumento dell’1,2% rispetto alle quasi 594mila del 2024. I casi mortali denunciati sono stati complessivamente 1.198, in diminuzione del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024: 41 casi in meno. Il calo dei decessi è un segnale che la prevenzione può funzionare, ma l’aumento complessivo delle denunce mostra che l’attenzione resta necessaria, perché ogni anno si contano centinaia di migliaia di infortuni. La scelta dell’Inail di patrocinare direttamente l’evento, insieme ai Comuni della costa, non è un dettaglio organizzativo: colloca la traversata dentro una strategia di presa in carico in cui riabilitazione sportiva e prevenzione camminano insieme.

Lo sport è un potente strumento di reintegrazione sociale e di benessere psicologico: per questo l’Anmil ha dato vita all’Asd Anmil Sport Italia. L’impresa di Andrea richiama l’attenzione su una piaga ancora troppo drammatica e attuale: l’insicurezza sul lavoro. Se lo sport può restituire autonomia e benessere, cosa serve perché il lavoro non continui a toglierli?

Il mare come diritto: lo sguardo oltre il Conero

La risposta non è solo nei numeri: passa da iniziative concrete che abbattono barriere. Freedom to Swim nasce con un obiettivo chiaro: abbattere le barriere fisiche e culturali che possono limitare l’accesso al mare per le persone con disabilità visive. L’iniziativa vuole trasformare l’esperienza acquatica in un momento di libertà, autonomia, benessere e relazione, facendo del mare uno spazio realmente aperto a tutti. Se il mare può diventare accessibile a tutti, perché il lavoro non può diventare sicuro per tutti?

Lo sport dimostra che dopo un infortunio si può ricostruire autonomia e dignità; la prevenzione deve fare in modo che nessuno debba ricostruirle da zero. I dati in calo sono un segnale incoraggiante, ma ogni morte sul lavoro resta una sconfitta evitabile.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire