Multa europea da 200 milioni: il caso del costume tedesco segnala un problema più ampio
Un set completo da ninja-samurai per bambini, con cappuccio e guanti, venduto su Temu prima del 9 settembre 2026, è stato richiamato il 15 settembre. Lo certifica il database tedesco degli avvisi di sicurezza della BAuA: la società Temu richiama il costume perché i nastri sono troppo lunghi e il tipo di lesione indicato è il soffocamento.
L’avviso di sicurezza pubblicato da Temu descrive l’articolo come set completo ninja-samurai con cappuccio e guanti, adatto a feste cosplay, spettacoli teatrali, oggetti di scena e occasioni come Black Friday o Pasqua. Il richiamo, datato 15 settembre, riguarda un prodotto venduto prima del 9 settembre: due date ravvicinate che dicono quanto sia rapido il passaggio da un annuncio online a un avviso di richiamo. Ma è davvero un caso isolato?
Il richiamo: un costume e un rischio di soffocamento
Il database della BAuA non lascia spazio a dubbi sulla natura del pericolo. Il prodotto rientra nella direttiva sulla sicurezza dei giocattoli 2009/48/EG e la tipologia di lesione associata è “Ersticken”, soffocamento. Per chi progetta o importa costumi per bambini, il meccanismo è noto: nastri o corde troppo lunghi in prossimità del collo, della testa o del busto diventano punti di cattura o cappi. Un costume apparentemente innocuo si trasforma in un rischio di strangolamento proprio quando dovrebbe essere usato in modo autonomo dal bambino. La segnalazione è arrivata il 15 settembre 2026, a fronte di vendite avvenute prima del 9 settembre. La domanda che resta aperta è se questo richiamo sia un episodio isolato oppure il sintomo di un problema più ampio.
La multa da 200 milioni e il modello sistemico
La risposta breve è no. Già nel maggio 2026 è arrivata la multa da 200 milioni di euro della Commissione europea a Temu per violazione del Digital Services Act. La decisione, adottata il 28 maggio, contesta alla piattaforma di non aver identificato, analizzato e valutato diligentemente i rischi sistemici legati alla vendita di prodotti illegali e ai danni che ne derivano per i consumatori nell’Unione europea. In questo quadro, il richiamo del costume ninja-samurai segnalato dalla BAuA non è un fatto isolato: il lavoro documentale di BEUC lo colloca dentro un modello pluriennale di prodotti pericolosi venduti sulla piattaforma. Il contrasto è netto: da un lato una singola segnalazione di prodotto, dall’altro una valutazione amministrativa che riguarda la capacità della piattaforma di presidiare ciò che transita sul suo marketplace.
Eppure, la domanda resta: cosa può fare l’Unione per fermare questo flusso?
La risposta europea: dati e riforma doganale
La risposta è arrivata, almeno sul piano normativo. L’Unione europea ha raggiunto un accordo su una riforma doganale pensata per fermare il flusso di prodotti non sicuri venduti dall’esterno dell’UE ai consumatori europei. I numeri dicono che il problema è più ampio di un singolo richiamo. Nel 2023, la Bundesnetzagentur ha controllato circa 5.000 spedizioni di merci da paesi terzi e ha rilevato che il 92% non era conforme alle norme UE. Una percentuale così alta indica che la sorveglianza del mercato trova, nei prodotti che entrano nell’Unione, un livello di difformità molto superiore a quello che ci si attenderebbe da una filiera controllata a monte.
Anche sul fronte dei test di laboratorio i segnali convergono. Lo studio di The Toy Association ha rilevato problemi di sicurezza rilevanti nell’89% dei giocattoli esaminati e oltre il 70% non ha superato almeno un test di laboratorio eseguito da un ente accreditato. Non è una questione che riguarda un solo venditore: indica che il controllo dei prodotti importati non può essere lasciato alla sola responsabilità della piattaforma o dell’acquirente. La riforma doganale europea è la risposta istituzionale a questo divario.
Per chi progetta, importa o vende giocattoli nell’Unione europea, il richiamo del costume ninja-samurai è un promemoria concreto. La conformità alla direttiva 2009/48/EG non è un optional. La sicurezza si progetta a monte: nel disegno delle parti tessili, nella scelta dei materiali e nella valutazione dei punti di cattura. La sicurezza non si improvvisa e non si affida al controllo casuale alla frontiera.