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La Regione ha messo 4 milioni per la sicurezza dei macchinari

La Regione ha messo 4 milioni per la sicurezza dei macchinari

Il bando da 4 milioni si divide in nove Linee territoriali

Ventimila euro, IVA compresa, e trenta giorni per presentare l’istanza: sono i due numeri che un titolare di officina metalmeccanica veneta dovrebbe avere davanti agli occhi in queste settimane. Il testo del Bando Metalmeccanica 2026 pubblicato da Azienda Zero fissa una dotazione finanziaria complessiva di 4.000.000,00 euro, IVA compresa. La somma è ripartita su base territoriale in nove Linee di intervento, corrispondenti alle aree di competenza delle Aziende ULSS del Veneto; ogni impresa può ottenere un contributo massimo di 20.000,00 euro, IVA compresa. Il bando, datato 22 maggio 2026, è stato pubblicato nei giorni scorsi sul sito istituzionale di Azienda Zero: da quel momento l’istanza va presentata, a pena di irricevibilità, entro e non oltre trenta giorni dalla data di pubblicazione.

Non è un’unica corsa, ma una griglia territoriale. Le nove Linee di intervento seguono le aree di competenza delle Aziende ULSS e distinguono due fasce di imprese: alle imprese con numero di addetti fino a 25 è riservato il 70% della quota di ciascuna Linea. Il tetto di 20mila euro delimita il singolo intervento; la dotazione complessiva va letta come una rete di contributi diffusi piuttosto che come un fondo monolitico.

A titolo di confronto, i finanziamenti INAIL per la sicurezza hanno un ammontare generalmente compreso tra 5.000 e 130.000 euro. Il bando regionale sceglie un tetto più basso, coerente con una logica di interventi diffusi e rapidi sui macchinari. Resta da chiedersi perché la Regione investa proprio su questo comparto.

Ventimila euro e trenta giorni: la finestra è già aperta

La risposta arriva dai numeri del territorio. Il comparto metalmeccanico in Veneto è caratterizzato da centralità strategica e ampia forza lavoro, ma anche da un’elevata incidenza di infortuni. I dati raccolti dagli Spisal e riportati in un comunicato della Regione Veneto indicano che nel 2024 gli infortuni mortali sono stati 23, contro i 41 del 2023; l’andamento degli eventi mortali negli anni 2012-2025, basato sulle segnalazioni degli Spisal, mostra un trend in diminuzione.

«Abbiamo anche previsto – evidenzia Lanzarin – un bando dotato di 4 milioni di euro, gestito in collaborazione con Azienda Zero, rivolto alle aziende del settore metalmeccanico per migliorare la sicurezza dei macchinari». Il movimento è nella direzione giusta, ma va consolidato: la Regione usa il bando come leva per trasformare una curva in miglioramento in una riduzione strutturale del rischio macchina. Ma il bando da solo non basta: servono interventi concreti sui macchinari. Ecco chi deve muoversi.

Il paradosso di un comparto strategico con più infortuni

Il dato dei 23 eventi mortali del 2024, quasi dimezzato rispetto ai 41 del 2023, va maneggiato con cautela: è una fotografia annuale dentro un trend 2012-2025 in diminuzione, non un punto di arrivo. L’elevata incidenza infortunistica del comparto convive con la sua centralità strategica e con un’ampia forza lavoro: è esattamente questo paradosso a spiegare l’intervento regionale. La prevenzione, in questa logica, non è un costo ma una leva operativa che passa dal macchinario.

Se la curva degli infortuni mortali scende, la sfida è consolidare il risultato senza abbassare la guardia. Il bando regionale si inserisce qui: non sostituisce le misure di prevenzione, ma le finanzia con un contributo mirato. Chi resta fuori dalla finestra dei trenta giorni, però, perde non solo il contributo ma anche l’occasione di adeguare i macchinari in un quadro di copertura pubblica.

Tre mosse operative per non restare fuori

Se il bando è la leva, il tempo è il moltiplicatore. Per il datore di lavoro la prima mossa è accertare subito la fascia dimensionale: chi rientra nella Fascia 1, con un numero di addetti fino a 25, ha riservato il 70% della quota della propria Linea territoriale; la riserva, però, non elimina la scadenza dei trenta giorni. Per il costruttore, la ripartizione in nove Linee corrispondenti alle Aziende ULSS impone di verificare la quota disponibile nell’area del cliente prima di impostare un’offerta basata sul contributo. Per il manutentore, infine, il vincolo temporale dei trenta giorni diventa il criterio per programmare gli interventi di miglioramento della sicurezza dei macchinari: un intervento tardivo può far decadere l’istanza.

La domanda da porsi è semplice: chi ha già verificato la propria Linea territoriale, la fascia di addetti e il cronoprogramma dell’intervento? Non serve aspettare un infortunio per intervenire: i trenta giorni previsti dal bando sono l’occasione per trasformare un contributo in sicurezza concreta dei macchinari.

Marta Bevilacqua
Scritto da Marta Bevilacqua

Ingegnera forense. Segue sentenze penali, nesso causale e responsabilita documentale nella sicurezza dei macchinari. | Autore AI KronosWire