Edilizia: 176 morti sul lavoro, più di trasporti e magazzini. Un progetto mobile forma nei cantieri
Centosettantasei decessi denunciati in occasione di lavoro nelle Costruzioni: è il dato Inail che ha fatto da sfondo alla presentazione del progetto «Cantieri sicuri – Camper e Sicurezza nei cantieri», lo scorso 9 settembre ad Atripalda, presso la sede del Formedil di Avellino. Non un convegno di rito, ma un laboratorio mobile che entra nei cantieri.
Il dato che nessun coordinatore può ignorare
Il numero ha una collocazione tecnica precisa. Secondo i dati diffusi nel focus Inail sul settore costruzioni, alle Costruzioni spetta la maglia nera dei casi mortali con 176 decessi denunciati in occasione di lavoro, davanti a Trasporto e magazzinaggio (125) e al Manifatturiero (111). Lo stesso quadro conferma che il settore delle costruzioni registra il maggior numero di morti sul lavoro di qualsiasi comparto in Italia. Non si tratta di un confronto astratto tra comparti: per chi redige un piano operativo di sicurezza (POS) o un documento di valutazione dei rischi (DVR), la distanza tra 176 e 125 indica che il cantiere edile resta il contesto in cui vigilanza e formazione devono concentrarsi.
In occasione della presentazione, Inail Campania ha ricordato che «abbiamo già superato le 100 vittime, non soltanto nel nostro territorio ma su scala nazionale». La frase sposta l’attenzione dal dato annuale alla progressione: il superamento della soglia delle cento vittime non è un confine amministrativo, ma un segnale che i coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione e in fase di esecuzione dovrebbero leggere insieme al numero delle denunce. Davanti a un numero così, la domanda non è più se intervenire, ma come portare la prevenzione dentro il perimetro fisico del cantiere.
L’aula mobile: la risposta tecnica
La risposta arriva con un progetto che ha una durata di 24 mesi e un perimetro operativo limitato alle province di Avellino e Benevento. Lo realizza la Direzione regionale Inail Campania insieme a Formedil Avellino e Formedil Benevento; l’iniziativa riprende il percorso intrapreso da Inail Campania a partire dal 2015. Il meccanismo è quello del laboratorio mobile: il progetto prevede rilevazioni relative al microclima, alla movimentazione manuale dei carichi, al rumore e alle vibrazioni meccaniche, con l’obiettivo dichiarato di modulare gli interventi formativi sulle criticità riscontrate nei cantieri. In termini di igiene del lavoro, è il passaggio da una formazione calendarizzata a una formazione tarata sul dato di esposizione: prima si misura, poi si forma.
Lo strumento non nasce dal nulla. Un accordo tra Inail e il Centro Formazione e Sicurezza (CFS) di Napoli prevede già l’utilizzo di un camper con aula didattica per raggiungere i cantieri del territorio ed effettuare interventi informativi e formativi; con quell’accordo, i due enti si impegnano a collaborare e a rendere sistematiche le azioni comuni per consolidare la prevenzione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Alla presentazione di Atripalda hanno preso parte, tra gli altri, Adele Pomponio, direttrice regionale Inail Campania; Antonio Prudente e Massimo Graziano, presidente e vicepresidente di Formedil Avellino; Raffaele Gatti e Andrea Lanzetta, presidente e vicepresidente di Formedil Benevento. La presenza congiunta dei vertici dei due Formedil conferma che l’iniziativa non è un episodio isolato, ma un patto territoriale sulla prevenzione.
Il cantiere si copre: il segnale da Napoli
Sullo stesso fronte, Formedil Napoli ha già presentato ufficialmente il nuovo Camper del Formedil Napoli, un laboratorio mobile ideato per portare formazione, prevenzione e tutela dei lavoratori direttamente nei cantieri edili di Napoli e provincia. La presentazione si è tenuta presso la sede del Formedil Napoli, in Via Leonardo Bianchi. È un segnale di diffusione: il modello del camper-aula non resta confinato al primo accordo, ma comincia a essere replicato da altri enti territoriali. Per chi dirige i lavori, questo cambia la domanda da porsi: non se il cantiere verrà raggiunto, ma come attrezzarsi affinché la sosta dell’aula mobile si traduca in un aggiornamento reale di lavoratori e preposti.
Il cantiere non è più soltanto un luogo di rischio da ispezionare: con il camper-aula diventa anche un luogo di apprendimento. Per responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), coordinatori e preposti, l’indicazione operativa è concreta: quando l’aula mobile arriva, va aperto il cantiere alla formazione, non alla rassegnazione. La presenza del camper non è un controllo ispettivo, ma una risorsa: le rilevazioni su microclima, movimentazione manuale dei carichi, rumore e vibrazioni possono essere lette dal datore di lavoro come un aggiornamento mirato del proprio DVR e del POS. Chi si limita a subire la visita perde un’occasione di adeguamento; chi la pianifica, trasforma un dato statistico come i 176 decessi in un parametro di verifica del proprio sistema di prevenzione.