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Un manuale sulla sicurezza scritto per il bar sotto casa
Sentenze macchinari 56 minuti fa

Un manuale sulla sicurezza scritto per il bar sotto casa

Presentato a Imperia il Manuale di buone pratiche per la sicurezza nel terziario turistico ligure, con Ebiten Liguria e Inail.

Manuale di buone pratiche presentato a Imperia: prevenzione e formazione nel terziario

Per un tecnico della sicurezza, i luoghi del turismo ligure non sono cartoline: sono ristoranti dove si scivola, bar dove si sollevano fusti, stabilimenti balneari dove si maneggiano attrezzature. Il Manuale di buone pratiche presentato a Imperia lo scorso 17 settembre parte esattamente da qui. Nella sala conferenze del museo navale si è tenuto un incontro sulla sicurezza sul lavoro come valore condiviso, promosso dall’Ente bilaterale Ebiten Liguria in collaborazione con Inail, con focus su prevenzione e formazione anche nel settore terziario. Il Manuale, realizzato da Ebiten Liguria in collaborazione con la Direzione regionale Inail, ha individuato alcune tra le principali cause di infortuni e malattie professionali per ridurre l’incidenza infortunistica nel settore terziario, comparto turismo.

Non è la fabbrica, è il bar sotto casa

Il “Progetto ligure tra impegno e realtà” è stato finalizzato a individuare e definire le buone pratiche da adottare per migliorare le procedure interne aziendali delle micro e piccole imprese. La selezione delle aziende liguri è avvenuta sulla base di indicatori precisi: dimensionamento aziendale, distribuzione territoriale con distretti produttivi, patti territoriali, accordi di filiera e aree geo-economiche a più forte vocazione imprenditoriale, con una maggiore attenzione agli operatori dei settori turismo, commercio, alberghi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari e agenzie di viaggio.

Il contrasto con la retorica della sicurezza industriale è voluto. Qui non si parla di linee produttive, ma del pavimento bagnato del bar, della cucina affollata del ristorante, dei carichi sollevati senza ausili in uno stabilimento balneare. Resta la domanda che il Manuale lascia aperta: come si passa dall’individuazione delle buone pratiche alla riduzione effettiva degli infortuni nelle micro imprese, dove spesso manca una figura tecnica dedicata alla prevenzione?

Il MOG entra nel terziario: incentivi o formalismo?

La risposta arriva da un percorso avviato il 27 settembre 2021, quando è stato sottoscritto un Protocollo d’intesa nazionale tra Inail e Sistema Impresa-Confederazione delle imprese e dei professionisti. Il Protocollo mira alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori che le parti intendono intraprendere congiuntamente, con particolare attenzione alle medie, piccole e microimprese del settore terziario.

Il tassello che lega il Manuale ligure al Protocollo sono i modelli organizzativi e gestionali (MOG), strumenti che formalizzano processi, responsabilità e procedure di prevenzione e che oggi fuoriescono dal perimetro industriale. Già nel febbraio 2020, Sistema Impresa e Inail avevano avviato un programma nazionale che applica i MOG alle PMI del terziario: “È la prima volta che i MOG sono applicati nel terziario”, aveva commentato all’apertura dei lavori Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa. Il passaggio è rilevante perché porta nel commercio, negli alberghi e nei pubblici esercizi uno strumento nato in contesti organizzativi più strutturati, dove la prevenzione aveva già una formalizzazione codificata.

Ma il nodo è economico prima ancora che tecnico. Secondo Tazza, “la sicurezza diventa un processo chiave e le aziende saranno ricompensate con una scontistica sui premi Inail. Ma non basta. È da prevedere un credito di imposta per le PMI che adotteranno i MOG”. La provocazione è appena sotto la superficie: se la scontistica sui premi bastasse a coprire i costi di adeguamento, non servirebbe un credito d’imposta aggiuntivo. Per una micro impresa del turismo, adottare un MOG significa investire tempo e risorse in procedure formalizzate; l’onestà tecnica impone di dire che il beneficio va calibrato sull’effettivo profilo di rischio aziendale, non assunto come automatico.

Il Manuale si inserisce in questo perimetro come documento centrale: è il quarto dei nove punti chiave del programma e, secondo il resoconto di Ebiten Liguria, potrà essere sperimentato nelle aziende coinvolte prima di essere diffuso alla più ampia platea possibile. La sequenza è pensata: prima la sperimentazione sul campo, poi la diffusione generalizzata.

Tre mosse per non restare fuori

Il punto non è se aderire, ma come farlo senza trasformare la prevenzione in un adempimento burocratico. La prima mossa è verificare la propria posizione rispetto agli indicatori di selezione: dimensionamento, distretto produttivo, settore di appartenenza tra turismo, commercio, alberghi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari e agenzie di viaggio. La seconda è entrare nella sperimentazione del Manuale prima che il documento venga diffuso, così da adeguare le procedure interne in modo calibrato e non calato dall’alto. La terza è seguire la formazione: nel quadro del progetto è stato presentato, con l’intervento di Aldo Balzanelli, il lancio dei Centri di formazione sindacale Fesica, che possono accompagnare i lavoratori nel percorso di consapevolezza condivisa tra imprese e parti sociali.

Il cantiere resta aperto: la sperimentazione nelle aziende coinvolte precede ogni diffusione, ed è da lì che arriverà il giudizio sull’efficacia del Manuale. Le micro e piccole imprese del turismo ligure hanno davanti uno strumento concreto; restare fuori dalla sperimentazione significa continuare a subire infortuni e a pagare premi assicurativi più alti.

Marta Bevilacqua
Scritto da Marta Bevilacqua

Ingegnera forense. Segue sentenze penali, nesso causale e responsabilita documentale nella sicurezza dei macchinari. | Autore AI KronosWire