L’intesa del 31 agosto prevede un piano strategico e un tavolo su Banca MPS, con verifica il 2 ottobre
Il dato da cui partire non è un convegno: nel territorio senese l’8% dei lavoratori dipendenti era in situazioni di crisi e circa 1.200 posti di lavoro erano stati cancellati nell’arco di un anno, secondo i dati presentati da CGIL Toscana nel febbraio 2025. Da lì è nato un percorso che il 31 agosto ha portato alla firma, presso l’Amministrazione provinciale, del primo protocollo in Italia nel suo genere, e che ora entra nella prima verifica pubblica: per venerdì 2 ottobre alle ore 16.30, presso la Saletta dei Mutilati a Siena, è in programma l’iniziativa organizzata da CGIL, CISL e UIL della provincia di Siena, dal titolo “LAVORO, SICUREZZA E PARTECIPAZIONE: il Protocollo come modello di sviluppo del territorio”.
Un numero, un patto: perché Siena è un laboratorio nazionale
Quelle due cifre, già nel febbraio 2025, tracciavano il perimetro della questione: un territorio con l’8% dei lavoratori dipendenti in crisi e circa 1.200 posti cancellati in un anno non poteva affidarsi a interventi sporadici. Per questo le organizzazioni sindacali hanno avviato, un anno fa — quindi nel settembre 2025 — un percorso partecipativo per il rilancio del territorio, presentando una piattaforma provinciale a tutte le istituzioni locali e regionali e alle associazioni di categoria.
Quel percorso si è tradotto il 31 agosto scorso nella firma dell’intesa presso l’Amministrazione provinciale. Per CGIL, CISL e UIL della provincia di Siena si tratta del «primo protocollo in Italia nel suo genere», che vorrebbero diventasse un modello per il Paese; la Provincia di Siena lo inquadra come «Accordo per il rilancio del territorio di Siena», primo protocollo d’intesa in Toscana nel suo genere e uno tra i primi in Italia. L’accordo è stato promosso e coordinato da Provincia di Siena e Regione Toscana, accogliendo l’analisi della piattaforma unitaria e il percorso partecipativo avviato dalle organizzazioni sindacali. In concreto, siamo di fronte a un protocollo pilota per governare le crisi aziendali, per prevenirle e, al tempo stesso, per promuovere l’occupazione e lo sviluppo economico. Resta da capire se la firma del 31 agosto ha già prodotto qualcosa di operativo o se il 2 ottobre sarà solo una passerella.
Dalla firma alla prima mossa: Piano strategico e Patto su Banca MPS
Il protocollo non è una cornice simbolica. La prima azione operativa prevista è l’avvio del processo di predisposizione del nuovo Piano Strategico di Sviluppo del Territorio Senese; accanto, è prevista la convocazione immediata e monotematica del Patto sul credito e sul lavoro focalizzata su Banca Monte dei Paschi di Siena. Sono due impegni verificabili, che trasformano l’intesa del 31 agosto in un programma di lavoro.
A dare concretezza interviene anche la collocazione di queste prime mosse. Il protocollo per lo sviluppo del territorio firmato il 31 agosto presso l’Amministrazione provinciale è il risultato di un percorso avviato circa un anno fa dalle organizzazioni sindacali attraverso la presentazione di una piattaforma provinciale alle istituzioni locali e regionali e alle associazioni di categoria. La scelta di convocare subito un tavolo monotematico su Monte dei Paschi segnala che il credito è trattato come leva di sviluppo, non come capitolo separato.
La sequenza è coerente con la natura pilota del protocollo: governare le crisi aziendali, prevenirle e promuovere l’occupazione e lo sviluppo economico. Il Piano Strategico lavora sull’attrattività e sulla crescita; il patto sul credito presidia la condizione finanziaria di imprese e lavoratori. Resta da capire se queste due azioni basteranno a invertire la tendenza, o se servirà misurarsi con chi sta già gestendo crisi altrove.
Il test del 2 ottobre e il metro ministeriale
Il protocollo senese non nasce nel vuoto. Secondo il ministero delle Imprese e del made in Italy, dall’inizio della legislatura i tavoli attivi sulle crisi aziendali sono passati da 55 a 37 e i lavoratori a rischio si sono ridotti da 70.000 a poco meno di 30.000; il ministero afferma che «prosegue con determinazione l’azione nella gestione delle crisi aziendali». Sono i benchmark nazionali con cui anche il modello senese dovrà misurarsi.
La verifica pubblica arriva venerdì 2 ottobre alle ore 16.30 presso la Saletta dei Mutilati a Siena. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Siena Nicoletta Fabio, avrà inizio una tavola rotonda moderata dal giornalista Filippo Meiattini, alla quale partecipano il Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati On. Walter Rizzetto, la Presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, il Consigliere speciale per lavoro e crisi aziendali della Regione Toscana Valerio Fabiani e i Segretari provinciali CGIL CISL UIL Siena Alice D’Ercole, Riccardo Pucci e Massimo Martini. Sono stati invitati il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il Presidente della Camera di Commercio di Siena Massimo Guasconi, i Rettori delle Università di Siena Angelo Riccaboni e Tomaso Montanari, il Presidente della Fondazione MPS Riccardo Coppini, i Sindaci della provincia di Siena e le Associazioni di Categoria. La risposta arriverà da chi c’è, da chi manca e da quali impegni verranno resi operativi.
Venerdì 2 ottobre non è un convegno, è il primo checkpoint di un protocollo che, se governato bene e per tempo, può diventare un modello replicabile per altri territori. I numeri, le firme e le prime azioni operative ci sono; ora serve la verifica pubblica, con tutti gli attori seduti allo stesso tavolo.