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Nessuno aveva deciso come sollevare quella tramoggia

Nessuno aveva deciso come sollevare quella tramoggia

Gary Taylor, 63 anni, colpito da una tramoggia da una tonnellata: E H Hassell & Sons condannata a 300.000 sterline per pianificazione inadeguata.

La condanna da 300.000 sterline riguarda la mancata pianificazione del sollevamento, non un difetto della gru o dell’imbracatura

Una tramoggia metallica da una tonnellata sospesa a mezz’aria e un lavoratore di 63 anni sotto. Il 24 marzo 2025 Gary Taylor è stato colpito alla testa da quel carico. Il referto riporta fratture al cranio, al collo e alla colonna vertebrale, due costole rotte e una lacerazione alla fronte chiusa con 17 punti metallici e 14 punti di sutura. Taylor è rimasto tre settimane in ospedale e sette mesi lontano dal lavoro. Più di un anno e mezzo dopo, il 23 ottobre scorso, il Birmingham Magistrates’ Court ha chiuso il procedimento: secondo il comunicato diffuso ieri dall’HSE, E H Hassell & Sons Limited è stata condannata a pagare 300.000 sterline per non aver pianificato adeguatamente l’operazione.

Una tonnellata sopra la testa, nessun piano sotto

Davanti a un infortunio di questo tipo un perito si chiede per prima cosa chi avesse deciso come doveva svolgersi quel sollevamento. L’indagine della Health and Safety Executive (HSE), l’autorità britannica per la salute e la sicurezza sul lavoro, ha dato una risposta netta: l’operazione non era stata adeguatamente pianificata da una persona competente. La contestazione quindi non riguarda un difetto della gru, un’imbracatura usurata o un gancio fuori specifica. Riguarda l’organizzazione del lavoro che ha preceduto il sollevamento.

Per questo la società, che ha indirizzo in Alderflat Drive a Trentham, nello Staffordshire, e sede legale registrata presso Companies House al Newstead Industrial Estate di Trentham, Stoke On Trent, si è dichiarata colpevole di violazione del Regolamento 8(1) del LOLER. La sigla indica i Lifting Operations and Lifting Equipment Regulations 1998, la disciplina britannica sulle operazioni e sulle attrezzature di sollevamento. Il Regolamento 8(1) non riguarda la macchina in sé. Riguarda il modo in cui il lavoro viene concepito, affidato e controllato.

Trecentomila sterline: tanto o poco?

Oltre alla sanzione di 300.000 sterline, il giudice ha disposto il pagamento di 5.690 sterline di spese. Per capire il peso di questa cifra serve un termine di paragone. In un altro procedimento dell’HSE, un’azienda manifatturiera di molle e stampaggi del Worcestershire è stata multata di 40.000 sterline dopo che un dipendente si era fratturato dodici costole durante un’operazione di sollevamento. I due casi hanno la stessa matrice, un sollevamento finito male. Le sanzioni invece differiscono di un ordine di grandezza.

Una seconda scala è quella delle linee guida per la determinazione delle pene. Secondo il Sentencing Council, come ricostruisce la guida di Pinsent Masons sulla definitive guideline, le grandi organizzazioni, cioè quelle con un fatturato pari o superiore a 50 milioni di sterline, rischiano per le violazioni più gravi multe con un punto di partenza di 4 milioni e un intervallo compreso tra 2,6 e 10 milioni. Il confronto va fatto con prudenza. Le fonti disponibili non indicano il fatturato di E H Hassell né la fascia in cui il giudice ha collocato l’azienda, quindi queste soglie servono soltanto a dare un ordine di grandezza del sistema sanzionatorio e non a misurare la congruità di questa specifica condanna. Resta il dato di fondo: il diritto britannico attribuisce alla mancata pianificazione un costo preciso, che può crescere di molto in funzione delle dimensioni dell’impresa e della gravità della violazione.

Tre ruoli, un solo obbligo: pianificare prima di agganciare

Le cifre cambiano da un caso all’altro, mentre l’obbligo rimane lo stesso. La stessa HSE lo riassume nella sua panoramica sul LOLER: ogni operazione di sollevamento che coinvolge attrezzature deve essere adeguatamente pianificata da una persona competente, opportunamente supervisionata e svolta in modo sicuro. Pianificazione, supervisione ed esecuzione sono tre requisiti distinti. Resta da capire chi debba farsene carico in concreto. Le lezioni che seguono sono generali e non attribuiscono al caso di Trentham dettagli che le fonti non riportano.

Il costruttore. Nessuno può pianificare un sollevamento senza dati affidabili. Chi progetta e fornisce attrezzature di sollevamento, e anche chi costruisce componenti destinati a essere movimentati come tramogge, cassoni e strutture metalliche, deve mettere a disposizione informazioni d’uso chiare: portate, punti di aggancio previsti, masse e posizione del baricentro, configurazioni ammesse. Se mancano questi dati, la persona competente non lavora più su un piano ma su una stima.

Il datore di lavoro. Su di lui ricade il cuore del Regolamento 8(1). Deve individuare la persona competente e documentarne la nomina, assicurarsi che il piano esista prima dell’operazione e non venga ricostruito a posteriori, prevedere una supervisione proporzionata alla complessità del sollevamento e definire con precisione le zone di esclusione sotto il carico sospeso. Adeguarsi richiede tempo e competenze, perché formare o incaricare personale qualificato ha un costo. È però un costo prevedibile e programmabile, a differenza di una condanna.

Il manutentore. Un piano vale finché le condizioni reali corrispondono a quelle previste. Chi ispeziona e mantiene le attrezzature deve segnalare ogni scostamento: usura, modifiche, carichi diversi da quelli dichiarati, accessori non conformi. Quella segnalazione permette di riaprire il piano prima che il carico si stacchi da terra.

Prima di ogni sollevamento non ordinario conviene quindi fare un controllo semplice. Bisogna verificare che esista un piano scritto, che lo abbia firmato chi ha la competenza per farlo e che una persona sia incaricata di sorvegliarne l’esecuzione. È un controllo che costa molto meno di 300.000 sterline e che evita di lasciare un lavoratore sotto una tonnellata di metallo senza che nessuno abbia deciso come gestire quel carico.

Marta Bevilacqua
Scritto da Marta Bevilacqua

Ingegnera forense. Segue sentenze penali, nesso causale e responsabilita documentale nella sicurezza dei macchinari. | Autore AI KronosWire