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Sandoz ha rinunciato all'autorizzazione del Dimetilfumarato

Sandoz ha rinunciato all’autorizzazione del Dimetilfumarato

Sandoz ha rinunciato all'autorizzazione del Dimetilfumarato. Le scorte valide si potranno smaltire entro un termine definito, senza contestazioni.

Revoca su rinuncia dell’azienda, senza contestazioni: le scorte valide si smaltiranno entro un termine definito

Poche righe, nessun difetto contestato. Con la determina n. aRM – 169/2026 – 1392 del 16 ottobre 2026, pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale, è stata revocata l’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale DIMETILFUMARATO SANDOZ, nelle confezioni elencate nell’atto. Non si tratta di un richiamo per un problema di qualità o di sicurezza: la revoca è avvenuta su rinuncia della stessa Sandoz S.p.a. Per chi gestisce il farmaco ogni giorno, in magazzino o al banco, la conseguenza pratica è una sola: c’è una finestra temporale definita per smaltire le scorte, e conviene segnarla in agenda subito.

Una revoca senza difetti: cosa dice la determina

L’atto è asciutto, come lo sono quasi sempre questi provvedimenti. La revoca è disposta ai sensi dell’art. 38, comma 9, del decreto legislativo n. 219/2006, cioè la norma che consente di chiudere un’autorizzazione quando è il titolare a rinunciarvi. È una distinzione da tenere bene a mente, perché cambia la lettura del documento: una revoca d’ufficio per motivi di sicurezza o di efficacia comporta di solito il blocco e il ritiro immediato dei lotti, mentre una revoca su rinuncia è una procedura ordinata, che lascia al mercato il tempo di esaurire il prodotto ancora valido.

Il passaggio operativo è proprio questo. Secondo la determina, qualora nel canale distributivo siano presenti scorte del medicinale revocato, in corso di validità, queste potranno essere smaltite «entro e non oltre centottanta giorni dalla data di pubblicazione». Tradotto per distributori intermedi e farmacie: le confezioni già in giacenza si possono ancora dispensare, ma il termine è perentorio. Chi lavora con gestionali di magazzino farebbe bene a contrassegnare il codice del prodotto, verificare le quantità residue e ridurre gli ordini, così da non trovarsi con confezioni invendibili a ridosso della scadenza. Resta però la domanda di fondo: se nessuno ha messo in discussione il prodotto, perché un’azienda sceglie di rinunciare a un’autorizzazione? Il documento non lo dice, e una risposta definitiva non c’è. Il contesto, però, va cercato più a Lussemburgo che nei laboratori.

Lussemburgo e il peso delle scadenze

Il dimetil fumarato è il principio attivo di Tecfidera, e attorno ai suoi generici si è sviluppato negli ultimi anni un contenzioso europeo che ha avuto più di un capitolo. Il primo risale ormai a tre anni fa. Come ricostruisce un’analisi del caso dedicata a Tecfidera, dopo la sentenza del 2023 la Commissione europea revocò tutte e cinque le autorizzazioni generiche del dimetil fumarato, non soltanto quella di Polpharma. Un effetto a cascata che mostrò quanto fosse fragile, in quel momento, la posizione di chi aveva investito nei generici di questa molecola.

Il capitolo più recente è dello scorso febbraio. L’11 febbraio 2026 il Tribunale dell’Unione europea ha respinto i ricorsi presentati in quella fase della vicenda. Il punto che interessa a tutto il settore, al di là delle parti coinvolte, è il principio fissato dai giudici: come riporta la testata specializzata JUVE Patent, la nuova sentenza stabilisce che le scadenze vanno prese sul serio e che la Commissione europea non può prorogarle invocando argomenti come la complessità del caso. Per chi si occupa di affari regolatori è una regola semplice da enunciare e impegnativa da applicare: i termini procedurali non sono una variabile negoziabile, nemmeno quando il dossier è intricato.

Accanto al quadro italiano, il panorama europeo offre segnali di segno diverso. L’unità Hexal di Sandoz ha confermato l’ingresso sul mercato tedesco con la propria versione generica del trattamento. Lo stesso gruppo, dunque, in Germania entra e in Italia rinuncia a un’autorizzazione. Le fonti disponibili non documentano un legame causale tra le due scelte, e sarebbe scorretto inventarne uno: la giustapposizione serve però a ricordare che le strategie sui generici si decidono Paese per Paese, incrociando regole, brevetti e convenienza commerciale.

I conti dei generici e come prepararsi

Le sentenze definiscono le regole del gioco, ma sono i margini a decidere chi resta in campo. E i numeri del mercato europeo dei generici raccontano una pressione costante: secondo un’analisi pubblicata su European Pharmaceutical Review, in un decennio i prezzi dei generici sono scesi dell’8%, mentre i prezzi al consumo sono saliti del 30%. Una forbice che, sempre secondo la stessa analisi, ha portato al ritiro di medicinali critici in oncologia, cardiologia, salute mentale e nel campo degli antibiotici. Non è possibile dire, sulla base delle fonti, se questo quadro abbia pesato sulla decisione relativa a Dimetilfumarato Sandoz; è però lo sfondo economico dentro cui ogni rinuncia andrebbe letta.

Cosa fare, in concreto? Per distributori e farmacie, la buona prassi è monitorare con regolarità le determine AIFA pubblicate in Gazzetta Ufficiale, collegare ogni revoca alle giacenze reali e gestire lo smaltimento entro il termine indicato, senza aspettare gli ultimi giorni. Per le aziende, la lezione arriva da Lussemburgo: pianificare dossier e autorizzazioni considerando che le scadenze procedurali non si piegano alla complessità dei casi, e che i calendari vanno costruiti con margini realistici fin dall’inizio.

Nessun allarme, quindi. Una revoca su rinuncia è uno strumento ordinato, con tempi chiari e prevedibili. Il messaggio per il settore è operativo e, a suo modo, positivo: scadenze certe e attenzione costante agli atti regolatori permettono a chi lavora con i farmaci di anticipare i cambiamenti invece di subirli, e contribuiscono a un mercato dei generici più leggibile per tutti.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire