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All'Aquila la prevenzione comincia sui banchi di scuola

All’Aquila la prevenzione comincia sui banchi di scuola

All'Aquila la prevenzione inizia sui banchi di scuola e guarda all'intelligenza artificiale per ridurre gli infortuni mortali.

Il calo del 3,3% negli infortuni mortali è un passo avanti, ma la prevenzione parte dalle scuole.

Gli infortuni mortali sono stati 1.198: 41 in meno rispetto ai 1.239 dell’anno precedente, un calo del 3,3%. È una buona notizia o un numero ancora inaccettabile? Probabilmente entrambe le cose. Da questa domanda conviene partire per leggere quanto accaduto all’Aquila lo scorso 20 ottobre, quando Inail e Comune hanno aperto la prima di tre giornate di iniziative dedicate alla Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, sotto l’egida del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Il numero che apre la settimana

Il dato, attribuito a INAIL e riportato in un’analisi dell’andamento di infortuni e morti sul lavoro, va letto con equilibrio. La direzione è quella giusta: ogni caso in meno è una persona che a fine turno è tornata a casa. Ma 1.198 vittime restano un valore che nessun RSPP, nessun progettista di macchine e nessun responsabile di cantiere può considerare un traguardo. Un calo del 3,3% dice che la prevenzione funziona, ma dice anche che procede lentamente.

Per chi lavora ogni giorno su valutazioni dei rischi, ripari, procedure e formazione, la domanda pratica è un’altra: se i numeri scendono a piccoli passi, su quali leve si può agire per accelerare? Una parte della risposta è arrivata proprio dall’Aquila, dove nei giorni scorsi la prevenzione è stata affrontata su più fronti contemporaneamente, dalla formazione dei più giovani al sostegno di chi un infortunio lo ha già subito.

L’Aquila, dalla ricostruzione alla prevenzione

La scelta della città non è neutra. L’Aquila porta ancora con sé la memoria del sisma del 2009, descritto come un grande shock psicologico, sociale, ambientale ed economico. Da allora, come ricorda il portale dedicato a L’Aquila 2026, la città ha compiuto grandi progressi nella ricostruzione fisica, sociale ed economica. È un contesto storico che dà profondità al tema: chi ha vissuto una ricostruzione sa che la sicurezza non è un adempimento formale, ma una condizione per poter rimettere in piedi case, imprese e comunità.

La prima giornata si è svolta nell’Auditorium della Direzione regionale Inail dell’Abruzzo. Nel pomeriggio l’iniziativa si è spostata in Piazza Palazzo, dove è stata inaugurata una mostra didattica e fotografica dedicata alle prime tre edizioni del concorso nazionale “Salute e sicurezza… insieme!”. Il concorso è promosso dal Ministero del Lavoro d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e in collaborazione con l’Inail. Portare questi lavori in una piazza, e non solo in una sala convegni, significa trattare la cultura della sicurezza come un bene pubblico, visibile a tutti. E significa lavorare sul “prima”: gli studenti di oggi sono i tecnici, gli operatori e i datori di lavoro di domani, e
un’abitudine alla prevenzione acquisita sui banchi pesa più di qualunque cartello affisso in reparto.

All’altro capo della catena c’è il “dopo”. A chiusura della Settimana europea, lunedì 26 ottobre, era in programma l’inaugurazione del nuovo Punto di assistenza protesica dell’Aquila. Qui la prevenzione lascia spazio alla tutela: accompagnare chi ha subito un infortunio significa restituire autonomia, capacità di lavoro e qualità della vita. Per chi si occupa di sicurezza, è un promemoria concreto di cosa c’è in gioco quando un riparo viene manomesso o una procedura saltata: le conseguenze non si esauriscono nel registro infortuni, ma accompagnano le persone per anni.

Formazione nelle scuole e assistenza a chi ha subito un infortunio coprono così le due estremità del problema. Resta da capire quali strumenti nuovi possano rafforzare il tratto centrale, quello della prevenzione quotidiana nei luoghi di lavoro.

La sfida dell’intelligenza artificiale

La terza leva emersa dal dibattito di queste settimane è quella tecnologica. L’intelligenza artificiale entra sempre più nei processi produttivi, nei sistemi di monitoraggio e nella gestione dei dati: sarà un aiuto per chi protegge i lavoratori o un rischio in più da valutare? La risposta dipende da come verrà progettata e governata. Lo sintetizza bene una frase pronunciata nel confronto su IA e sicurezza sul lavoro: «La vera sfida è fare in modo che l’intelligenza artificiale ci aiuti a migliorare il livello di protezione e tutela dei lavoratori e delle lavoratrici». La responsabilità di questo passaggio è distribuita: tocca a chi progetta i sistemi, a chi forma gli operatori e a chi li usa ogni giorno.

Il quadro che esce dall’Aquila è quello di un cantiere sempre aperto. Si parte dai banchi di scuola, si accompagna chi ha subito un infortunio, si mette la tecnologia al servizio della tutela. Il calo dei morti sul lavoro dimostra che migliorare è possibile; per accelerare servono azioni concrete e condivise, senza allarmismi ma anche senza considerare il lavoro concluso.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire