Il premio va a «Il mito dei bomber di provincia» di Atturo, giuria presieduta da Pancalli
Lo scorso 9 settembre, la settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus ha assegnato il riconoscimento a «Il mito dei bomber di provincia» di Emanuele Atturo, pubblicato da Einaudi. L’annuncio arriva dallo stesso Premio, organizzato dalla casa editrice Lab DFG con il contributo del Ministro per lo Sport e i Giovani e della Regione Lazio e con il Gruppo FS Ferrovie dello Stato italiane come main partner; la media partnership è di Rai Radio 1 Sport.
Un bomber di provincia conquista il premio
Il libro vincitore si presenta come un appassionato omaggio a quegli attaccanti «mitici» che hanno fatto della provincia il loro regno: una scelta tematica che allontana la narrazione sportiva dai grandi palcoscenici metropolitani. Emanuele Atturo firma il testo, Andrea Chronopoulos le illustrazioni. La finale del Premio è stata preceduta, martedì 8 settembre, dalla serata dedicata alle menzioni ExtraInvictus al Castello Caetani di Sermoneta.
Da Tizzano a Malagò: un premio che custodisce memoria
Il premio non nasce dal nulla: la sua storia recente spiega perché questa vittoria ha un valore che va oltre il singolo libro. La giuria è presieduta da Luca Pancalli, ex Presidente del CIP, che ha raccolto il testimone di Davide Tizzano, scomparso nel dicembre 2025. Tizzano, presidente della Federazione Italiana Canottaggio e due volte medaglia d’oro olimpica, è morto a 57 anni nella sua casa di Napoli; aveva trionfato a Seul 1988 nel quattro di coppia e ad Atlanta 1996 nel doppio. A lui è intitolato il Premio Speciale «Davide Tizzano – L’ottimismo della volontà», assegnato quest’anno a Giovanni Malagò.
Il Premio Invictus si è affermato come uno dei principali riconoscimenti italiani dedicati alla letteratura sportiva, tanto da essere stato selezionato, nel 2024, insieme al Premio Strega e a Lucca Comics, per rappresentare i premi letterari italiani alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte. Il passaggio di consegne da Tizzano a Pancalli e il riconoscimento a Malagò dicono che il premio vuole tenere insieme memoria e istituzioni. Ma la domanda ora è un’altra: la crescita della letteratura sportiva è solo emotiva o anche di mercato?
Numeri, generi e futuro: l’editoria sportiva esce dalla nicchia
La domanda sul mercato trova una risposta nelle iniziative che ruotano attorno al Premio. In occasione della Fiera del Libro di Francoforte, Giovanni di Giorgi (Premio Invictus-Lab DFG), Vittorio Anastasia (Ediciclo Editore) e Isabella Ferretti (66thand2nd) analizzeranno i dati elaborati dall’ufficio studi di AIE relativi alla letteratura sportiva. L’incontro parte da un presupposto preciso: quello di un settore in grande crescita, che negli ultimi anni si è contaminato con molti generi.
È una lettura che cambia il modo di guardare al libro sportivo. Il fatto che il vincitore di quest’anno arrivi da Einaudi segnala che la letteratura sportiva non viaggia più in un circuito separato, ma incrocia narrativa, illustrazione e pubblico ampio. Per chi lavora con i libri e con lo sport, la presenza accanto a Strega e Lucca Comics e l’ingresso a Francoforte indicano una strada concreta: non è solo memoria celebrativa, è un segmento con spazi di scaffale, dati e occasioni internazionali da presidiare.
La vittoria di Atturo non chiude una stagione, ma apre una fase: la letteratura sportiva ha numeri e storie per stare al centro dell’editoria, e chi lavora con i libri e con lo sport farebbe bene a leggerla come un’opportunità, non come una nicchia.