Un sistema che conta oltre 2.300 organismi accreditati, ma non tutti sono notificati per le direttive europee
Sono oltre 2.300 gli organismi accreditati in Italia da ACCREDIA, l’ente unico nazionale di accreditamento. Un numero che, da solo, racconta la capillarità e la complessità del sistema italiano di valutazione della conformità. Il dato emerge dalla pagina informativa pubblicata lo scorso settembre dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), un punto di riferimento aggiornato per chi opera nel mercato unico europeo. Ma cosa significa esattamente questo numero? E come si traduce, nella pratica, per i produttori italiani che devono certificare i propri prodotti prima di immetterli sul mercato?
Il dato che fa riflettere: un’infrastruttura diffusa ma da conoscere
Con oltre 2.300 organismi accreditati, l’Italia dispone di un’infrastruttura di valutazione della conformità tra le più estese d’Europa. Questi organismi – laboratori di prova, organismi di certificazione, organismi di ispezione – sono accreditati da ACCREDIA, l’unico ente nazionale di accreditamento riconosciuto in Italia ai sensi del Regolamento (UE) 305/2011. Il loro compito è verificare che prodotti, servizi e processi rispettino i requisiti di sicurezza e prestazione stabiliti dalle normative europee. Un meccanismo che, per chi progetta, installa o manutiene macchinari e apparecchiature, si traduce in un passaggio obbligato: prima di apporre la marcatura CE su un prodotto soggetto a direttive specifiche, è necessario che un organismo notificato valuti la conformità.
E qui si apre il nodo centrale: non tutti gli organismi accreditati sono anche notificati. La notifica è un passaggio ulteriore, attraverso cui uno Stato membro dell’UE designa formalmente un organismo di valutazione della conformità come competente per una determinata direttiva o regolamento. I dati aggiornati parlano di un sistema in continua evoluzione, che richiede agli operatori economici una conoscenza precisa del quadro normativo di riferimento.
Il meccanismo della notifica: la Blue Guide e il ruolo di ACCREDIA
Per orientarsi, il documento di riferimento è la Blue Guide 2022, pubblicata dalla Commissione europea. Già nel 2022, questa guida ha consolidato le regole per l’applicazione della normativa UE sui prodotti, chiarendo il quadro legislativo comune (New Legislative Framework, NLF) e il ruolo degli organismi notificati. Come spiega la Commissione, un organismo notificato è “un’organizzazione designata da un paese dell’UE per valutare la conformità di determinati prodotti prima della loro immissione sul mercato”. La designazione avviene attraverso un processo rigoroso, che si basa sull’accreditamento rilasciato dall’ente nazionale competente – in Italia, appunto, ACCREDIA.
Il sistema poggia sulla Decisione 768/2008/CE, che ha armonizzato le procedure di valutazione della conformità in tutti i settori produttivi. Il meccanismo è analogo a quello della sicurezza delle macchine: così come un progettista deve calcolare il Performance Level (PL) di un circuito di sicurezza per scegliere il riparto interbloccato adeguato, un produttore deve individuare l’organismo notificato con la competenza specifica per il proprio prodotto e per la direttiva applicabile. Non tutti gli organismi sono abilitati per tutte le direttive: la specializzazione è la chiave, e l’accreditamento ne è la garanzia.
Libera scelta e concorrenza: cosa cambia per i produttori italiani
Uno degli elementi più rilevanti del sistema europeo è il principio della libera scelta. I produttori possono rivolgersi a qualsiasi organismo notificato legalmente designato per eseguire la procedura di valutazione della conformità, indipendentemente dal paese in cui l’organismo ha sede. Questo principio – come osserva la Commissione – “crea un mercato competitivo per i servizi di valutazione della conformità in tutta l’UE”. Gli organismi notificati, da parte loro, “sono liberi di offrire i propri servizi di valutazione a qualsiasi operatore economico all’interno o all’esterno dell’UE”.
In pratica, un produttore italiano può scegliere un organismo notificato tedesco, francese o spagnolo, e viceversa. La concorrenza, in teoria, dovrebbe spingere verso l’alto la qualità dei servizi e contenere i costi. Ma la realtà è più sfumata. La competizione tra paesi e tra organismi richiede, da parte del produttore, una capacità di valutazione che non sempre è scontata: non basta il prezzo più basso, serve la certezza che l’organismo scelto abbia la competenza specifica per il proprio prodotto e che la sua notifica sia valida per la direttiva o il regolamento applicabile.
Uno dei settori in cui questo dibattito è particolarmente vivo è quello della sicurezza dei giocattoli. La Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento sulla sicurezza dei giocattoli che abrogherebbe la direttiva 2009/48/CE, introducendo requisiti più stringenti per la valutazione della conformità e per la sorveglianza del mercato. Per i produttori italiani, questo significa prepararsi a un quadro normativo ancora più esigente, in cui la scelta dell’organismo notificato giusto farà ancora più differenza.
Il messaggio, per chi opera nella progettazione, nell’installazione e nella manutenzione di prodotti soggetti a marcatura CE, è chiaro: investire nella qualità dell’accreditamento non è un costo burocratico, ma una leva competitiva. Conoscere il sistema degli organismi notificati, capire il ruolo di ACCREDIA e della Blue Guide, e scegliere consapevolmente il proprio partner per la valutazione della conformità significa mettersi nelle condizioni migliori per competere nel mercato unico. Per gli operatori italiani, la trasparenza e la competenza dei propri organismi non sono solo un obbligo normativo: sono un’opportunità per distinguersi.
Fonte: mimit.gov.it