La norma tedesca amplia il campo agli stoccaggi di idrogeno fuori terra, mentre la rete di stazioni si riduce
Una regola che cresce con i carburanti
Questa pubblicazione è l’ultima tappa di un percorso cominciato più di dieci anni fa. Già nell’ottobre 2012 la TRBS 3151/TRGS 751 aveva sostituito la precedente TRbF 40, le vecchie regole tecniche per le stazioni di servizio. Come ricostruisce un’analisi sull’evoluzione della norma, il testo è stato riscritto due volte in poco tempo, nel 2015 e nel 2019. L’edizione di febbraio 2024 è arrivata nel GMBl il 26 marzo 2024, a pagina 242 (numero 12). Va ricordato un dettaglio pratico: TRBS 3151 e TRGS 751 hanno contenuto identico. Il documento è unico, anche se ricade sia nel regolamento sulla sicurezza delle attrezzature di lavoro sia in quello sulle sostanze pericolose. Nel tempo il campo di applicazione si è allargato. In una delle riedizioni, come segnalato nel resoconto sulla nuova versione della regola, sono stati aggiunti requisiti per gli impianti di riempimento di idrogeno gassoso e di gas naturale liquefatto (LNG).
Se la norma comprendeva già idrogeno e LNG, resta da capire che cosa aggiunga in concreto l’aggiornamento del 2026.
Da 3 a 50 tonnellate: cosa cambia per chi progetta
Secondo la sintesi delle modifiche pubblicata da gefahrgut.de, con la Bekanntmachung del 24 giugno 2026 l’edizione di febbraio 2024 viene aggiornata e le novità riguardano, tra l’altro, i riempimenti con GPL (Flüssiggas) e con idrogeno. Il passaggio più rilevante per il settore riguarda la taglia degli impianti a idrogeno. Come riporta l’approfondimento di red-on-line sulla modifica, i requisiti di base previsti per gli impianti di riempimento di idrogeno con stoccaggio fino a 3 tonnellate in serbatoi fuori terra valgono ora anche per gli impianti con stoccaggio superiore a 3 tonnellate e fino a 50 tonnellate.
Per un progettista la differenza è concreta. Una stazione con qualche tonnellata in più nei serbatoi fuori terra può ora contare su un riferimento tecnico già noto: la base di requisiti è la stessa usata per gli impianti piccoli. Le misure per evitare atmosfere esplosive, controllare le sorgenti di innesco e gestire le sovrapressioni possono essere impostate partendo dallo stesso schema. Bisogna però essere precisi su cosa dicono le fonti. L’estensione riguarda i requisiti di base, e non autorizza a copiare un progetto da 3 tonnellate su un impianto da 30. Quantità stoccate maggiori comportano scenari di rilascio diversi. La valutazione dei pericoli di incendio, esplosione e pressione resta specifica per ogni impianto e va condotta sul caso reale.
Meno stazioni, regole più ampie: come prepararsi
Ora la norma consente di gestire impianti fino a 50 tonnellate, ma la rete reale va in un’altra direzione. Secondo dati attribuiti a Handelsblatt e ripresi da electrive a inizio 2026, in Germania le stazioni di rifornimento a idrogeno erano circa 80 due anni prima e sono scese a circa 50. Il dato va preso con cautela, perché non è legato a una data di rilevazione precisa. La tendenza però è evidente: la rete si è ridotta.
Gli obiettivi europei chiedono il contrario. Il regolamento UE sull’infrastruttura per i combustibili alternativi, sintetizzato dall’osservatorio europeo sull’idrogeno pulito, prevede entro la fine del 2030 una stazione di rifornimento a idrogeno ogni 200 km sulla rete centrale TEN-T. Ogni stazione dovrà avere una capacità cumulativa di una tonnellata al giorno e almeno un erogatore a 700 bar. Una tonnellata al giorno significa stoccaggi più capienti e impianti più grandi di molte stazioni attuali. È proprio la fascia di taglia che l’aggiornamento della TRBS 3151/TRGS 751 ora inquadra in modo esplicito.
Per chi lavora sul campo le priorità sono chiare. I costruttori possono progettare stazioni più capienti su una base di requisiti già consolidata. I gestori dovrebbero aggiornare valutazioni dei rischi e documenti di sicurezza sull’edizione modificata, soprattutto se pensano di ampliare gli stoccaggi. Gli enti che verificano e certificano devono allineare le proprie liste di controllo al testo pubblicato il 20 ottobre. Non è detto che regole più chiare bastino a invertire il calo delle stazioni: dipende anche da costi e domanda. Intanto il quadro tecnico esiste ed è unico per TRBS e TRGS. Chi lo adotta subito potrà costruire stazioni sicure e già dimensionate per gli obiettivi del 2030.