Intesa Inail Lombardia-Assimpredil Ance per Milano, Lodi e Monza Brianza, il 15,3% degli infortuni del settore.
C’è un dato che ogni responsabile tecnico di cantiere lombardo dovrebbe tenere a mente: secondo Inail, il 15,3% delle denunce di infortunio nel settore delle costruzioni in Italia arriva dalla Lombardia, la quota più alta tra le regioni. È questo il contesto in cui va letta l’intesa firmata lunedì 26 ottobre, quando il direttore regionale dell’Inail Lombardia, Giuseppe Gigante, e il presidente di Assimpredil Ance, Giovanni Deleo, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per promuovere la cultura della sicurezza nel settore delle costruzioni. Più che una formalità istituzionale, l’accordo è uno strumento operativo che le imprese dell’area possono iniziare a usare fin da subito.
Il 15,3% che spiega la firma del 26 ottobre
Il quadro statistico è netto. Nel focus Inail sul settore costruzioni, la Lombardia con il 15,3% delle denunce precede l’Emilia Romagna (11,9%), il Veneto (11,6%) e la Toscana (9,1%). Si tratta di un dato di contesto e non di una rilevazione legata alla firma di questi giorni, ma indica con chiarezza dove si concentra il problema e, di conseguenza, dove ha più senso concentrare gli interventi di prevenzione.
Il protocollo non copre l’intera regione: definisce un quadro di collaborazione riferito al territorio di competenza dell’associazione, cioè le province di Milano, Lodi e Monza e Brianza. È un perimetro preciso, che coincide con una delle aree a più alta densità di cantieri della Lombardia. Resta da capire, allora, che cosa l’accordo metta concretamente a disposizione di chi in quei cantieri lavora ogni giorno.
Dalla dichiarazione al cantiere: cosa cambia per chi progetta e gestisce
Il punto di partenza non è un foglio bianco. Come ricorda la comunicazione di Assimpredil Ance, il protocollo deriva da anni di consolidata e proficua collaborazione tra i due enti. La firma del 26 ottobre formalizza dunque un rapporto già avviato e gli dà una cornice stabile. Lo ha spiegato lo stesso Gigante: «Questo accordo nasce dalla volontà di trasformare la collaborazione tra istituzioni e imprese in azioni concrete di prevenzione». Sulla stessa linea Deleo, per il quale «la tutela della sicurezza è un dovere sociale, prima che un diritto».
Sul piano operativo, l’accordo individua tre attività principali. Le fonti disponibili ne dettagliano una: l’organizzazione di iniziative formative e informative per l’aggiornamento dei tecnici della prevenzione, dei lavoratori e dei datori di lavoro. Le altre due attività non sono descritte nel dettaglio nei materiali diffusi finora; conviene quindi attendere i documenti attuativi prima di trarre conclusioni. Va anche distinto con chiarezza il piano giuridico: il protocollo è un quadro di collaborazione tra Inail e associazione, non introduce di per sé nuovi obblighi a carico delle singole imprese. La partecipazione alle iniziative va letta come buona prassi, che si affianca agli adempimenti di sicurezza già in capo alle aziende senza sostituirli.
Tradotta nelle tre prospettive chiamate in causa, l’attività formativa assume contorni pratici. Per l’impresa e il datore di lavoro, significa poter contare su momenti di aggiornamento costruiti insieme all’ente assicuratore, utili a rafforzare l’organizzazione della sicurezza e a documentare l’impegno nella prevenzione. Per il lavoratore, si traduce in occasioni di informazione orientate al rischio reale di cantiere. Per il tecnico della prevenzione, infine, rappresenta un canale di aggiornamento qualificato, in un territorio dove la pressione statistica sugli infortuni è più alta che altrove. Il passaggio dalla dichiarazione al cantiere dipenderà però da quanto le imprese sapranno intercettare queste iniziative.
Una rete di protocolli: perché conviene arrivare preparati
L’accordo con l’associazione dei costruttori non è un caso isolato. Inail Lombardia sta costruendo una trama di intese con diverse rappresentanze d’impresa. In parallelo, Assolombarda e la Direzione regionale Inail della Lombardia hanno sottoscritto un nuovo protocollo d’Intesa per rafforzare la collaborazione sui temi della prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e della sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e strumenti innovativi. Quell’intesa ha una durata di tre anni e riguarda direttamente le Direzioni territoriali Inail del territorio regionale.
Accostati, i due accordi mostrano una direzione comune: portare la prevenzione dentro le organizzazioni attraverso formazione, strumenti e collaborazione strutturata con l’ente. Per un’impresa edile la domanda, quindi, non è se adeguarsi, ma quanto valore si possa ricavare partecipando per primi. Le azioni concrete sono semplici: seguire i canali dell’associazione per il calendario delle prime iniziative, individuare in anticipo quali tecnici e quali squadre coinvolgere, conservare traccia della partecipazione all’interno della documentazione aziendale sulla sicurezza.
Per un’impresa di Milano, Lodi o Monza e Brianza, iscrivere tecnici e lavoratori alle prime iniziative del protocollo significa trasformare un tema di sicurezza in competenza documentata e, nel tempo, in un vantaggio competitivo. Proprio nella regione dove il rischio statistico è più alto, arrivare preparati è la scelta più razionale.