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L'IA ha cambiato i criteri per accedere ai finanziamenti ISI

L’IA ha cambiato i criteri per accedere ai finanziamenti ISI

L'IA di Inail amplia l'accesso ai finanziamenti ISI per la sicurezza. La legge 132 del 2025 istituisce l'Osservatorio sul lavoro.

Una settimana fa, nell’Auditorium Antonio Maglio della Direzione generale Inail a Roma, nell’ambito di Rome Future Week 2026, si è svolto il convegno il convegno «L’AI per un lavoro sicuro» – Aspettative e percorsi per contribuire al futuro presente –, organizzato da Enia, l’Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, e ospitato nella sede della Direzione generale Inail. Dietro il titolo non c’era solo l’anticipazione di scenari possibili: c’era un dato concreto maturato nell’attività dell’Istituto. Le analisi condotte con strumenti di intelligenza artificiale sulle denunce di infortunio e di malattia professionale hanno consentito a Inail di aumentare il numero di imprese che possono accedere ai finanziamenti degli avvisi pubblici ISI per la realizzazione di progetti di investimento in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La prova sul campo: più imprese, più prevenzione

Il confronto ha affrontato quattro ambiti: trasformazione tecnologica, sicurezza sul lavoro, mercato del lavoro e tutele, responsabilità verso i cittadini. Il risultato più tangibile riguarda la prevenzione. Come ha spiegato Marcello Fiori, direttore generale Inail, l’Istituto «utilizza l’IA per analizzare una quantità enorme di dati che riguardano le denunce degli infortuni e delle malattie professionali». Da questa massa di informazioni si estraggono segnali che, letti con strumenti di intelligenza artificiale, hanno permesso di ampliare la platea delle imprese ammesse agli avvisi pubblici ISI: in concreto, più imprese possono investire in salute e sicurezza sul lavoro. Per chi progetta, installa e mantiene macchine e ambienti di lavoro, il segnale è diretto: i dati sugli incidenti non restano in archivio, ma diventano un criterio con cui distribuire risorse e interventi. Ma come si passa da un risultato puntuale a un meccanismo strutturale di sorveglianza sul mondo del lavoro?

Il perimetro normativo: l’Osservatorio e la Legge 132

La risposta non sta solo nella tecnologia, ma in un impianto normativo che ha iniziato a delinearsi negli ultimi dodici mesi. Come ha ricordato Vincenzo Caridi, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha istituito l’Osservatorio sull’adozione di sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, previsto nell’ambito della legge n. 132 del 2025 sull’intelligenza artificiale. La legge porta la data del 23 settembre 2025: è intervenuta poco più di un anno fa e ha collocato l’Osservatorio presso il Ministero del Lavoro, con una funzione rivolta direttamente all’adozione dei sistemi di IA nel mondo del lavoro.

La composizione e il funzionamento dell’organismo sono stati disciplinati con il Decreto ministeriale n. 173 del 15 dicembre 2025. Sul piano formale, quindi, non si tratta di un percorso lasciato alla buona volontà dei singoli attori: l’Osservatorio nasce per legge e la sua operatività è definita da un atto ministeriale. Resta però il nodo irrisolto: le norme possono regolare l’uso dell’IA nel rapporto di lavoro, ma
chi governa i rischi che le stesse tecnologie introducono nei luoghi di lavoro?

Il paradosso: le tecnologie che proteggono possono anche creare rischi

La domanda introduce l’ultimo passaggio: uno sguardo alle tecnologie emergenti che, come l’intelligenza artificiale, promettono prevenzione ma portano con sé nuove sfide. Secondo l’EU-OSHA, l’emergere di tecnologie come l’IA, i big data, la robotica collaborativa, l’internet delle cose, gli algoritmi e le piattaforme digitali di lavoro — insieme all’aumento del lavoro a distanza — comporta opportunità per lavoratori e datori di lavoro, ma anche nuove sfide e rischi per la salute e sicurezza sul lavoro. Il confine tra opportunità e rischio passa, anche qui, dalla capacità di governare l’adozione e l’impiego di questi strumenti.

Il cerchio si chiude tornando all’impegno di Inail. Per l’Istituto la priorità è favorire un uso sostenibile ed etico dei dati, sviluppando sistemi di intelligenza artificiale conformi alle normative vigenti e a quelle imminenti. È la lezione che emerge dall’intera vicenda: l’IA non è un fine, ma uno strumento da governare.

L’intelligenza artificiale non è una bacchetta magica per la sicurezza sul lavoro. È uno strumento che, se governato con attenzione alle norme e alle persone, può trasformare i dati degli incidenti in prevenzione reale. La strada tracciata dall’applicazione sugli avvisi ISI e dall’istituzione dell’Osservatorio previsto dalla legge n. 132 del 2025 è definita: ora serve continuità nell’alimentare quei dati e nel leggerli con strumenti il cui uso rimanga sostenibile, etico e conforme.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire