Vai al contenuto
La Cassazione ha chiuso le porte alla delega di sicurezza
Sentenze macchinari 11 anni fa

La Cassazione ha chiuso le porte alla delega di sicurezza

La Cassazione ha stabilito che la delega di funzioni non cancella le responsabilità irrinunciabili del datore di lavoro per la sicurezza.

La Cassazione ha stabilito che la delega non esonera il datore dalla responsabilità per formazione e vigilanza

Il 28 maggio 2007, a Campi Bisenzio, un operaio perse tre dita mentre tagliava cornici per porte con una sega circolare Wuerth Master KTS 300 N. La macchina era progettata solo per tagli diritti, non per quelli obliqui che il lavoro richiedeva. L’uomo dovette trattenere il pezzo con la mano sinistra e spingere con la destra, finché la lama tranciò le sue dita: sub-amputazione del secondo e terzo dito, amputazione del quarto. A distanza di anni, la vicenda è stata chiarita da una sentenza della Corte di Cassazione del 2016, che ha fissato un principio netto: la delega di funzioni non cancella le responsabilità irrinunciabili del datore di lavoro.

Il taglio sbagliato

Il titolare dell’impresa, R.M., amministratore unico, aveva ammesso di non aver frequentato i cantieri e di essersi disinteressato concretamente dell’andamento della società. Per difendersi, produsse una delega di funzioni a un terzo, A.F., ma lo fece soltanto all’udienza del 14 maggio 2012, a cinque anni dall’infortunio. Il documento, privo di data certa, apparve sospetto perfino agli occhi della Corte d’Appello di Firenze, che ne dubitò apertamente la genuinità. Lo stesso A.F., pur riconoscendolo come proprio, non ne ricordava il contenuto.

La delega che non salva

La risposta al dubbio arriva dalla Cassazione: nemmeno una delega valida e tempestiva avrebbe esonerato R.M. dalla responsabilità per la formazione dei dipendenti, del tutto omessa, e per l’obbligo di vigilanza sul delegato. Il datore, ha ricordato la Corte, resta comunque titolare di questi doveri. Nel caso concreto, la formazione mancava e la vigilanza era inesistente, dato che R.M. non metteva piede nei cantieri. Inoltre, fu sua la scelta di dotare gli operai di una sega circolare inidonea, come confermato dall’ispettore G. e dagli stessi dipendenti. La macchina Wuerth Master KTS 300 N non era adatta ai tagli obliqui necessari per predisporre le cornici delle porte, e questo fu ritenuto un fatto determinante per l’infortunio.

La Corte d’Appello di Firenze aveva già espresso forti dubbi sulla genuinità dell’atto di delega, prodotto solo all’ultimo momento e senza data certa. La Cassazione ha chiuso il cerchio: la delega non è uno scudo che protegge da tutto, ma uno strumento organizzativo che richiede controllo e formazione. Senza questi, il datore risponde in prima persona.

Lezioni per costruttori e utilizzatori

Il caso offre spunti operativi per chi progetta, installa o mantiene macchine, e per i responsabili della sicurezza. La Wuerth Master KTS 300 N era una sega da banco pensata per tagli diritti; il costruttore probabilmente ne aveva limitato il campo d’uso, ma l’utilizzatore finale non valutò il rischio di impiegarla per tagli obliqui. I progettisti di ripari e interblocchi sanno che le macchine devono essere fornite di dispositivi adeguati ai compiti previsti, ma è l’organizzazione aziendale a dover garantire che l’attrezzatura giusta arrivi al lavoratore.

Per gli RSPP e i responsabili qualità, la lezione è chiara: una delega efficace deve essere datata, chiara nei contenuti, e accompagnata da verifiche periodiche. Non basta un foglio; occorre che il delegato abbia poteri effettivi, competenze e che il delegante controlli l’operato. La formazione dei dipendenti va documentata e rinnovata, specialmente quando si usano attrezzature che richiedono manualità specifiche. La vigilanza non è una cortesia, ma un obbligo di legge che il datore non può trasferire.

In conclusione, la sicurezza sul lavoro non si delega: si vive. Per ogni imprenditore, la lezione è chiara: formare, vigilare, fornire strumenti adeguati. Solo così si evita che un taglio sbagliato diventi una sentenza definitiva.

Fonte: olympus.uniurb.it

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire