La cifra passa dalla Sezione speciale 2 al Programma operativo complementare, con scadenza al 31 dicembre 2026
Esattamente 3.386.741,19 euro escono dalla Sezione speciale 2 del Piano sviluppo e coesione (PSC) della Regione Abruzzo ed entrano nel Programma operativo complementare (POC) 2014-2020. Con questo passaggio la dotazione del POC sale da 146.477.053,95 a 149.863.795,14 euro. È il contenuto di la delibera CIPESS pubblicata in Gazzetta Ufficiale ieri, 29 ottobre. L’atto però è stato adottato lo scorso 4 agosto, quasi tre mesi fa. Lo stesso atto fissa al 31 dicembre 2026 la scadenza dei programmi operativi complementari del ciclo 2014-2020. Restano quindi circa due mesi.
L’atto: tre milioni che cambiano casella
La delibera procede su due punti speculari. Al punto 1.2 la dotazione del POC Abruzzo cresce di 3.386.741,19 euro. Il testo indica l’origine delle somme: la rendicontazione delle spese emergenziali anticipate dallo Stato. Al punto 1.3 si fissa il nuovo totale, che passa da 146.477.053,95 a 149.863.795,14 euro. Al punto 2.1 compare la contropartita. Il PSC della Regione Abruzzo, approvato in prima istanza con la delibera CIPESS n. 21 del 2021, viene ridotto dello stesso importo. La riduzione pesa sulla Sezione speciale 2 e porta la dotazione complessiva del Piano a 2.021.059.813,06 euro.
L’iter è lineare. La proposta regionale ha ottenuto il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 23 luglio 2026. Il CIPESS ha deliberato il 4 agosto 2026 e la pubblicazione in Gazzetta è arrivata il 29 ottobre. Per chi tiene la contabilità dei programmi conta soprattutto la data di efficacia sostanziale dell’atto, cioè agosto. Da quel momento i due contenitori vanno considerati già riallineati.
Cosa cambia davvero: un travaso con biglietto di ritorno
Si legge l’atto nel modo giusto se si osserva la simmetria dei numeri. Lo stesso importo compare in meno da una parte e in più dall’altra. Non si tratta di risorsa aggiuntiva per il territorio. È un riequilibrio tra due contenitori, come spostare una voce da un capitolo di bilancio a un altro senza toccare il totale del fascicolo. La ragione di questo spostamento sta nella regola che governa il rientro delle somme.
Gli atti della seduta della Conferenza Stato-Regioni del 23 luglio richiamano il comma 5 della disciplina di riferimento. Secondo questa norma, le risorse indicate al comma 4 tornano nelle disponibilità del Fondo per lo sviluppo e la coesione nel momento in cui nei programmi complementari si rendono disponibili le risorse finanziarie del comma 2. Il meccanismo funziona quindi come un biglietto di andata e ritorno. Il Fondo sviluppo e coesione ha coperto un fabbisogno, e quando nel POC maturano le risorse attese la partita si ricompone a favore del FSC. La delibera del 4 agosto registra questo ritorno in termini contabili.
Ne deriva una lettura operativa per tre categorie di soggetti. Va distinto con chiarezza ciò che discende dall’atto da ciò che è buona prassi.
- La Regione. L’atto stabilisce le nuove dotazioni di POC e PSC. Il passo coerente è riportare nei sistemi di monitoraggio e nei documenti di programmazione gli stessi importi della delibera, al centesimo, su entrambi i lati.
- I beneficiari. Come buona prassi conviene verificare su quale programma poggia il proprio intervento, POC o PSC Sezione speciale 2. È utile anche controllare che la documentazione di progetto richiami la fonte di copertura corretta.
- I soggetti di controllo. Il loro punto di verifica è la coerenza delle imputazioni. Ogni euro tolto dalla Sezione speciale 2 deve ritrovarsi nel POC, senza doppie contabilizzazioni e senza vuoti.
Si tratta di una lettura di metodo e non di nuovi adempimenti. La delibera non introduce obblighi ulteriori rispetto a quelli già propri della gestione dei programmi. Chiede però che la documentazione riflesse fedelmente la nuova configurazione.
Il quadro e la timeline: Abruzzo, Valle d’Aosta, Sardegna verso il 31 dicembre
L’Abruzzo non è un caso isolato. Nella riunione del CIPESS del 4 agosto 2026 il Comitato ha esaminato in un unico blocco le modifiche dei POC e dei PSC 2014-2020 di tre regioni: Valle d’Aosta, Abruzzo e Sardegna. Nella stessa seduta ha approvato anche l’incremento dell’imputazione programmatica FSC 2021-2027 per la Valle d’Aosta e per l’Abruzzo. Si vede quindi uno schema che si ripete tra territori diversi e tra due cicli di programmazione. Da un lato si chiude e si riallinea il 2014-2020, dall’altro si rafforza la base del 2021-2027.
La timeline è definita in ogni passaggio:
- 23 luglio 2026: parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni;
- 4 agosto 2026: delibera CIPESS;
- 29 ottobre 2026: pubblicazione in Gazzetta Ufficiale;
- 31 dicembre 2026: scadenza dei programmi operativi complementari 2014-2020, ai sensi dell’art. 242, comma 7, del decreto-legge n. 34 del 2020.
Due mesi di margine sono pochi per chi deve ancora ricostruire le imputazioni. Bastano invece a chi ha già le carte allineate. Il dato temporale è l’unico vincolo rigido: la data di scadenza è scritta nella delibera e richiama una norma primaria.
Non c’è motivo di allarme. La scadenza del 31 dicembre 2026 è nota, l’atto è approvato e i numeri sono definiti fino al centesimo. Conviene leggere la delibera come una checklist di conformità: nuove dotazioni di POC e PSC, coerenza delle fonti di copertura, tracciabilità del ritorno delle risorse al Fondo per lo sviluppo e la coesione. Chi allinea subito imputazioni e programmi arriverà alla chiusura del ciclo 2014-2020 con meno sorprese in sede di verifica. Avrà anche già pronte le basi per gestire l’imputazione FSC 2021-2027 approvata nella stessa seduta.