Vai al contenuto
Un caricatore conforme alla direttiva può fulminare

Un caricatore conforme alla direttiva può fulminare

Un caricatore JupptElectronics conforme alla direttiva bassa tensione presenta isolamento inadeguato e rischio incendio, con richiamo volontario e allerta Safety Gate.

Il caso è la notifica SR/02600/26: un caricatore doppio USB con isolamento inadeguato, conforme alla direttiva 2014/35/UE

Lo scorso 25 settembre il Safety Gate ha registrato la notifica: un caricatore doppio USB JupptElectronics con due cavi USB-C da 150 cm. L’isolamento è inadeguato, l’utente può toccare parti in tensione e ricevere una scossa elettrica; l’involucro può surriscaldarsi facilmente e provocare un incendio. Eppure il prodotto risulta conforme alla direttiva bassa tensione 2014/35/UE. Non è un refuso: è il paradosso da cui partire.

Un richiamo volontario e un paradosso normativo

Il caso è concreto, e va letto come tale. La misura indicata è volontaria: il richiamo del prodotto presso il consumatore finale. Non serve un provvedimento coattivo per riconoscere il difetto: l’isolamento insufficiente espone chi usa il caricatore al contatto con parti in tensione, e l’involucro può degradarsi fino all’innesco di un incendio. I due rischi, elettrico e termico, sono descritti nella segnalazione e non lasciano margini di interpretazione.

Il dato che interroga di più è la conformità dichiarata alla direttiva bassa tensione 2014/35/UE. Un prodotto che risulta conforme non dovrebbe presentare un isolamento inadeguato. La contraddizione non è un’anomalia del singolo caso: è la spia di un sistema in cui la conformità documentale può viaggiare separata dalla sicurezza reale. Per capire come sia possibile, bisogna guardare al meccanismo di sorveglianza.

Da un caricatore a una multa da 200 milioni: il sistema Safety Gate

La risposta sta nel funzionamento del Safety Gate Rapid Alert System, disciplinato dal General Product Safety Regulation (GPSR), il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti, che stabilisce che tutti i prodotti immessi sul mercato europeo devono essere sicuri. La notifica SR/02600/26 è un nodo di questa rete: un segnale nazionale che diventa allerta europea. Il sistema funziona, ma il caso JupptElectronics mostra che la segnalazione arriva quando il prodotto è già sul mercato, non prima.

Il problema è strutturale. Già lo scorso maggio la Commissione europea aveva multato il marketplace cinese Temu per 200 milioni di euro dopo aver rilevato una “percentuale molto alta” di caricatori pericolosi sulla piattaforma. Secondo la Commissione europea, un esercizio di mystery shopping non pubblicato condotto per suo conto ha rilevato un’“alta percentuale” di prodotti per l’infanzia non sicuri e una “percentuale molto alta” di caricatori pericolosi in vendita. Il caricatore JupptElectronics non è quindi un incidente isolato: è un sintomo di un canale di importazione in cui i controlli arrivano dopo l’immissione in commercio.

La risposta normativa attesa si chiama European Product Act: la proposta legislativa dovrebbe essere pubblicata il prossimo 6 ottobre. Introduce la responsabilità degli marketplace online in determinate circostanze, una significativa centralizzazione del sistema di sorveglianza del mercato e una nuova tariffa. È il tentativo di spostare il punto di controllo dal richiamo successivo alla prevenzione a monte.

European Product Act: tre verifiche per non ritrovarsi nella stessa notifica

Se la Commissione centralizza la sorveglianza e introduce una nuova tariffa, la responsabilità non si ferma al marketplace. Chi progetta, utilizza e manutiene l’apparecchiatura ha già oggi margini concreti per evitare di ritrovarsi in una notifica SR/02600/26.

Per il costruttore, la conformità alla direttiva bassa tensione non è più sufficiente: serve la prova documentale dell’isolamento, da conservare nel fascicolo tecnico e da rendere disponibile in caso di verifica. La dichiarazione di conformità deve essere sostenuta da evidenze, non da presunzioni.

Per il datore di lavoro, i caricatori non sono accessori innocui: vanno inseriti nei piani di manutenzione e sostituzione, con controllo periodico di involucro, cavi e connettori. Un caricatore danneggiato va ritirato dall’uso prima che diventi un innesco.

Per il manutentore, ogni apparecchio “conforme” va trattato come potenziale innesco finché non è verificato sul campo. La targhetta e la marcatura non sostituiscono la prova elettrica e l’ispezione visiva dell’isolamento.

La norma entrerà in vigore, ma l’attuazione resta il nodo: chi controllerà il controllore?

Marta Bevilacqua
Scritto da Marta Bevilacqua

Ingegnera forense. Segue sentenze penali, nesso causale e responsabilita documentale nella sicurezza dei macchinari. | Autore AI KronosWire