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Il ripristino della presunzione di conformità non basta ai costruttori

Il ripristino della presunzione di conformità non basta ai costruttori

La EN ISO 13849-1:2023 ripristina la presunzione di conformità per i costruttori, ma il Regolamento Macchine 2027 richiede attenzione alle novità.

La norma aggiornata affronta software, ergonomia e interferenze elettromagnetiche, in vista del passaggio al Regolamento Macchine 2027

Il 15 maggio 2024, la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ha pubblicato la decisione di esecuzione (UE) 2024/1329, ripristinando la presunzione di conformità per i costruttori che utilizzano la nuova edizione della EN ISO 13849‑1:2023. Una buona notizia per chi firma le dichiarazioni di conformità delle macchine, ma con un orizzonte normativo che si muove già verso il Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, la cui applicazione è fissata al 20 gennaio 2027. La norma, sviluppata dal CEN/TC 114 insieme a ISO/TC 199, era stata pubblicata nell’aprile 2023 come quarta edizione, e affronta i requisiti di sicurezza della direttiva che proprio il Regolamento andrà a sostituire.

La quarta edizione porta con sé un riordino dei contenuti pensato per accompagnare in modo più lineare il processo di progettazione e sviluppo dei sistemi di controllo. Ma soprattutto introduce tre plance di aggiornamento che toccano il lavoro quotidiano di progettisti, certificatori e integratori: i requisiti di sicurezza del software, gli aspetti ergonomici della progettazione e — novità probabilmente più impattante — le prescrizioni sull’immunità alle interferenze elettromagnetiche. È qui che si inserisce il nuovo Allegato L, che richiede di adottare misure contro le EMI e delinea quattro percorsi possibili, tra cui una «Route C» che si appoggia a un metodo di valutazione del rischio finora mai documentato in una norma armonizzata. Per chi lavora sui circuiti di comando di presse, robot collaborativi, macchine per il legno o la plastica, significa dover integrare nell’analisi dei pericoli anche scenari di disturbo elettromagnetico che possono falsare i segnali di sicurezza o compromettere i componenti delle funzioni di arresto.

Le novità della quarta edizione: software, ergonomia e compatibilità elettromagnetica

La norma specifica una metodologia e fornisce requisiti, raccomandazioni e guida per la progettazione e l’integrazione delle parti di sistemi di controllo legate alla sicurezza (SRP/CS) che eseguono funzioni di sicurezza, inclusa la progettazione del software. Si applica alle modalità di funzionamento ad alta richiesta e continue, indipendentemente dal tipo di tecnologia e di energia impiegata — elettrica, idraulica, pneumatica o meccanica. Chi proviene dalla prima edizione, pubblicata nel 1999 e identica alla EN 954‑1:1996, troverà un impianto molto più strutturato, con capitoli che seguono la sequenza logica dell’analisi dei rischi, della definizione del Performance Level richiesto (PLr) e della validazione del sistema.

I requisiti software, rafforzati rispetto alle edizioni precedenti, obbligano a documentare il ciclo di vita del codice e a giustificare le scelte architetturali in funzione del PL target, un aspetto che impatta soprattutto chi sviluppa PLC di sicurezza o firmware interni. Sul fronte ergonomico, la norma introduce attenzioni oggi imprescindibili: dalla disposizione dei pulsanti di arresto di emergenza alla leggibilità delle interfacce uomo-macchina che gestiscono funzioni di sicurezza. E poi c’è l’Allegato L, che costringe a considerare l’immunità elettromagnetica non come un generico obiettivo di compatibilità, ma come un parametro da valutare con un metodo di analisi del rischio strutturato, scegliendo tra quattro percorsi alternativi. Un cambio di passo che, nei fatti, avvicina la ISO 13849‑1 alla logica dell’IEC 61508.

Armonizzazione e scadenze: il paradosso temporale

La EN ISO 13849-1:2023 è stata scritta per soddisfare i requisiti della Direttiva Macchine 2006/42/CE. Il 13 maggio 2024, la Commissione europea ha adottato la decisione di esecuzione (UE) 2024/1329, e due giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta ha restituito ai costruttori la presunzione di conformità quando utilizzano questa edizione. Il quadro regolatorio di riferimento, però, ha i giorni contati: il nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230 si applicherà integralmente a partire dal 20 gennaio 2027, sostituendo la direttiva sotto la quale la norma è stata armonizzata. È il paradosso di una norma finalmente citata in GUUE per un testo legislativo che sta per andare in pensione.

Questo disallineamento non è un semplice dettaglio formale: l’assenza di un riferimento armonizzato sotto il futuro Regolamento significa che la EN ISO 13849‑1:2023, per quanto aggiornata, potrebbe non godere automaticamente della presunzione di conformità a partire da gennaio 2027. I progettisti che avviano oggi lo sviluppo di una macchina che sarà immessa sul mercato dopo quella data devono quindi tenere conto di un percorso di conformità ancora in parte da definire, anche se la base tecnica della norma resta solidissima e difficilmente verrà ignorata dal legislatore.

Oltre il 2027: come scegliere la norma giusta e prepararsi al Regolamento

La ISO 13849-1 non è l’unica strada: la EN IEC 62061:2021, anch’essa armonizzata, ha scopo e contenuti analoghi e punta alla stessa riduzione del rischio, ma utilizza una metodologia di progettazione diversa. La prima ragiona per “canali”, “categorie” e “Performance Level” (PL), la seconda impiega un approccio basato sull’integrità della sicurezza (SIL) secondo la IEC 61508. Con il Regolamento Macchine alle porte, la scelta tra i due standard non è più solo una questione di preferenza tecnica o di abitudine settoriale: occorre valutare se l’architettura del proprio sistema di controllo si sposi meglio con la logica deterministica della 13849-1 (p.es. per macchine con catene di sicurezza a relè e sensori ridondanti) o con l’analisi probabilistica e modulare della 62061, spesso più indicata per sistemi elettronici complessi e safety network.

Chi oggi sta progettando macchine destinate a restare sul mercato oltre il 2027 farebbe bene a documentare le scelte progettuali usando la 13849-1:2023 come base tecnica, integrando però le valutazioni che il nuovo Regolamento richiamerà con maggiore enfasi, per esempio sulla cybersecurity delle funzioni di sicurezza e sulla catena di fornitura dei componenti. Non è obbligatorio, ma è una buona prassi che può semplificare la transizione alla nuova cornice regolamentare e mettere al riparo da sorprese durante la certificazione. Nel frattempo, il confronto con la IEC 62061 non va liquidato come una mera alternativa: in diversi settori, come il packaging o la robotica, l’adozione di un approccio SIL-compatibile può facilitare l’integrazione con sistemi di controllo distribuiti e l’interoperabilità con macchine già conformi a normative extra‑UE. La scelta progettuale compiuta oggi orienterà la conformità di domani. Anticipare i requisiti del Regolamento Macchine 2027 usando la ISO 13849‑1:2023 come base solida, ma senza dimenticare l’alternativa IEC 62061, è la chiave per arrivare preparati al 20 gennaio 2027 e ridurre l’incertezza che accompagna ogni cambio di paradigma normativo.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire