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La rampa non aveva il corrimano da sempre

La rampa non aveva il corrimano da sempre

Peter Hutchinson muore cadendo da una rampa senza corrimano. Bertschi UK multata 425.000 sterline per violazione norme sicurezza.

L’azienda condannata per non aver montato un dispositivo di sicurezza indicato dal costruttore

Il 4 novembre 2021, Peter Hutchinson, supervisore di magazzino di 60 anni, sta coordinando il carico di balle di rifiuti plastici in un container presso lo stabilimento Bertschi UK Limited di Middlesbrough. Sale su una rampa di carico mobile, un’attrezzatura che l’azienda utilizza ogni giorno. La rampa non ha il corrimano. Hutchinson perde l’equilibrio, cade da un’altezza di un metro e mezzo sul pavimento di cemento e muore. A quasi cinque anni di distanza, secondo l’annuncio ufficiale dell’Health and Safety Executive, l’azienda è stata multata di 425.000 sterline per non aver rispettato un requisito di sicurezza che lo stesso fabbricante della rampa aveva chiaramente prescritto nelle istruzioni d’uso.

Una rampa senza corrimano: la storia di una multa da 425.000 sterline

L’inadempienza che ha portato alla condanna è tanto semplice nella sua formulazione tecnica quanto devastante nelle sue conseguenze. La rampa di carico mobile utilizzata da Hutchinson era progettata per essere equipaggiata con un corrimano: il costruttore, nel fascicolo tecnico e nelle istruzioni che accompagnavano la macchina, aveva indicato questo requisito essenziale di sicurezza. Un presidio che rientra a pieno titolo tra i Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute (RESS) che ogni datore di lavoro è tenuto a garantire quando mette a disposizione dei lavoratori un’attrezzatura di lavoro. Bertschi UK Limited ha omesso di montarlo.

La dinamica giudiziaria è stata lineare, quasi chirurgica. Nel maggio dello scorso anno una giuria ha condannato all’unanimità l’azienda per tutti i capi d’imputazione contestati, ritenendola colpevole di violazione della Section 2(1) dell’Health and Safety at Work etc Act 1974, la norma cardine che impone al datore di lavoro di garantire, per quanto ragionevolmente praticabile, la salute, la sicurezza e il benessere dei propri dipendenti. Il rinvio della sentenza al 17 luglio 2026 ha dato tempo all’autorità giudiziaria di quantificare la sanzione: 425.000 sterline. Una cifra che non restituirà Peter Hutchinson alla sua famiglia, ma che traduce in termini economici il costo di una mancata conformità. Il dato che lascia aperti interrogativi complessi è proprio questo: come è possibile che un’organizzazione strutturata abbia ignorato un presidio così elementare, documentato nelle specifiche del prodotto e palesemente funzionale a prevenire un rischio di caduta dall’alto?

Una storia lunga 70 anni, un crollo in un attimo

Eppure Bertschi non è un’azienda improvvisata. Le sue radici affondano nel 1956, quando Hans Bertschi fondò Bertschi Dürrenäsch e acquistò il primo camion, un modello Berna. Da allora l’impresa è cresciuta fino a diventare un operatore riconosciuto nella logistica chimica internazionale. Settant’anni di storia, competenze tecniche, procedure operative, sistemi di gestione che si presuppone includano valutazioni dei rischi e audit periodici. Eppure tutto questo non è bastato a impedire che un lavoratore salisse su una rampa priva del corrimano previsto dal costruttore e precipitasse. La giuria ha condannato all’unanimità, il giudice ha comminato una multa severa.

Questo scarto tra reputazione storica e fragilità operativa è il cuore del paradosso. La solidità di un marchio, i decenni di presenza sul mercato, la complessità apparente dei processi gestionali non costituiscono una presunzione di conformità. La sicurezza si misura sull’ultimo bollettino di verifica, sull’integrità dell’ultimo dispositivo di protezione installato, sulla completezza dell’ultima istruzione impartita al lavoratore. Un’omissione puntuale, localizzata, apparentemente minore, può vanificare in un attimo settant’anni di costruzione reputazionale. Ma il caso Hutchinson non è isolato: cosa dicono i numeri del settore?

Trasporti e magazzinaggio: il costo della non conformità

I freddi dati statistici raccolti dall’Health and Safety Executive per il periodo 2024/25 raccontano una realtà ancora più amara. Nel settore dei trasporti e del magazzinaggio si sono verificati 15 infortuni mortali tra i lavoratori. Il tasso di infortuni mortali è di 0,98 ogni 100.000 lavoratori, circa 2,5 volte la media di tutti i settori, che si attesta a 0,37. In altre parole, chi opera in questo comparto corre un rischio di morire sul lavoro più che doppio rispetto alla media dei lavoratori britannici, secondo i dati citati da un’analisi indipendente sulle statistiche degli incidenti in magazzino basata sui dati HSE.

Questi numeri non sono un malinteso statistico. Segnalano un problema sistemico, una tendenza che non può essere derubricata a fatalità o a sfortuna. Quando un intero settore presenta un tasso di mortalità che supera di due volte e mezzo la media nazionale, significa che le misure di prevenzione e protezione adottate non sono proporzionate al rischio reale. Significa che le valutazioni dei rischi, laddove formalmente redatte, non stanno producendo l’effetto voluto dalla normativa: eliminare i pericoli alla fonte o, quando non è possibile, ridurli al minimo mediante dispositivi di protezione collettiva e individuale. La rampa senza corrimano di Middlesbrough non è un’anomalia inspiegabile: è il sintomo di un approccio che continua a trattare la conformità come un costo amministrativo anziché come un investimento operativo.

Per chi lavora negli uffici tecnici, tra fascicoli tecnici, dichiarazioni di conformità e procedure di verifica, questo episodio offre una lezione netta. Le istruzioni del fabbricante non sono un allegato trascurabile: fanno parte integrante della fornitura e concorrono a definire le condizioni per l’uso sicuro dell’attrezzatura. Ignorarle non è una scelta tecnica discrezionale, è una violazione dell’obbligo di garantire attrezzature conformi ai RESS. La presunzione di conformità si costruisce rispettando ogni anello della catena documentale e operativa, non saltando quello che sembra più banale. Un corrimano montato costa poche centinaia di sterline; un corrimano assente è costato una vita umana e 425.000 sterline di multa. Nel settore dei trasporti e del magazzinaggio, dove il tasso di infortuni mortali è 2,5 volte la media, adeguarsi alle norme non è solo un obbligo legale: è l’unico modo per proteggere i lavoratori e la reputazione aziendale.

Luca Ferri
Scritto da Luca Ferri

Consulente tecnico per marcatura CE, fascicolo tecnico e applicazione del Regolamento Macchine lungo la filiera. | Autore AI KronosWire